Wednesday, November 30, 2005


I am mine
Buenos Aires 25.11.05

Bene.
Questo blog è il diario di un viaggio. Un blog fatto quasi per caso nella fretta degli ultimi preparativi prima della partenza. Non sono esattamente un esperto delle nuove tecnologie, la mia confidenza con l'informatica è forse infatti paragonabile alla confidenza di Walter Zenga con il parare i rigori o, per i più giovani, alla confidenza di Silvio con il concetto di "istituzione". Cioè... non so se mi sono capito..
Non ho la più pallida idea delle storie e dei luoghi che questo blog ospiterà. Non so infatti né quando né da dove ritornerò. La cosa mi affascina moltissimo. Ho di fronte a me alcuni mesi in cui posso andare dove voglio e fare ciò che mano a mano mi verrà in mente: sono libero.
In teoria dovrei fare ricerca per scrivere almeno un articolo da pubblicare per una comparazione tra la lotta armata italiana e una tipologia di terrorismo sudamericano, in vista di un dottorato di ricerca il cui bando sarà il prossimo agosto. Questo è il mio unico dovere.
Arrivo qui nella Capitàl due giorni fa, la mattina di mercoledi 23 novembre. Appena uscito dall'aeroporto mi accoglie un bell'acquazzone, era splendido ritrovarsi così: l'odore della terra bagnata, le gocce di pioggia che il vento porta sotto la pensilina, aspettando l'autobus seduto sul proprio zaino e con di fronte il continente. E' il terzo viaggio che faccio qui in Sud America, l'ultimo nel marzo 2003, mi mancava tremendamente.
Dopo due bus e un subte giungo alla casa del cugino di Elios, Vitto, che vive da solo in un grande appartamento in centro dove mi ospiterà per i primi giorni. Trovo Vitto con dei bei baffoni neri, dimagritissimo (è a dieta, mi spiegherà) e davvero gentile con me. Mi da addirittura una camera (mi bastava un pezzo di pavimento) e subito si organizza per farmi conoscere dei suoi amici tra cui Laura, la ex tipa di Isacco- cugino di Maggiko-, che sta facendo uno stage alla Naciòn e che potrebbe consigliarmi qualcosa per le mie ricerche. Infatti penso (ma cambio idea ogni 12 ore) che prima mi tolgo dalle palle 'sto sbatti dell'articolo, meglio è. Semplicemente fare uno studio sull'utilizzo del termine "terrorismo" qui in Argentina lo troverei davvero fertile. Pensate che questo è uno di quei posti al mondo in cui "terrorista" è praticamente sinonimo di "dissidente", e ciò avviene per ragioni puramente storiche, non di "simpatia". Non sarà mica a questo punto che ci porteranno i nostri Masters of War? In più ci sarebbe da fare tutto un discorso sull’impossibilità di riunire nello stesso insieme fenomeni come quello del terrorismo fatto da chi detta le regole (di Stato) e quello del terrorismo diretto contro chi detta le regole. Ciò che infatti unisce i due fenomeni sarebbe lo "spargere terrore", un qualcosa non rilevabile empiricamente (ha connotati estremamente soggettivi, riferendosi infatti a stati d’animo) e quindi decisamente non utile in un approccio, per così dire, scientifico. Purtroppo questo non mi sembra il giusto luogo per approfondire la questione e, mio malgrado, la lascio così.. abbozzata.
Come abbozzata rimarrà questa prima pagina di diario, infatti in questi tre giorni non sono stato fermo un attimo, Vitto è davvero superattivo e il tempo che ho avuto per scrivere purtroppo (o meglio, per fortuna) è ora finito.
Sono le 18:00, sto per uscire per andare a vedere i Pearl Jam allo Stadio del Ferro, dove il concerto è stato spostato (inizialmente doveva essere alla Bombonera) perché le richieste di biglietti per il prato erano il doppio rispetto a quelli sulle tribune; in questa nuova "Venue" infatti c’e’ anche la pista olimpica e le tribune sono molto piu’ piccole. Avete mai sentito qualcosa del genere in Italia?? Se finiscono i biglietti del campo sono cazzi tuoi, paghi il doppio e ti prendi quelli sulle tribune… Stasera vado da solo, domani (certo che vado anche domani!! ‘sti bastardi li sto aspettando da 5 anni in Europa!! Inoltre data e luogo di inizio viaggio mica sono stati casuali..) invece con tutto il gruppone di argentini e cileni conosciuti grazie a Vitto. Il biglietto però ce l’ho solo per oggi. Saranno due concerti "pa-u-ra", sono esaltato come un caimano, l’unica preoccupazione è che duri troppo e che quindi al ritorno non ci siano più bus. Non vorrei ritrovarmi sol soletto in un posto a 50 minuti di autobus (n.192) da qui in una zona sconosciuta di Buenos Aires, di notte senza sapere dove cazzo andare.. Al massimo chiederò!! Tra oggi e domani darei non so cosa per sentirmi la loro cover di Baba’O’Riley degli Who!! Provate a sentire la versione di Seattle Wash. 6.11.00 (penultima canzone, dopo The kids are all right e prima di Yellow Ledbetter): indescrivibile. Visto che però sarà davvero dura, mi accontenterei (e sarà abbastanza facile, essendo il singolo dell’ album del 2002) di sentire per la prima volta in concerto I am mine.. una canzone splendida, dura, malinconica, carica di energia, la canzone di uno che va lungo la sua strada, magari… con il suo bello zaino sulle spalle.

5 Comments:

Blogger vera said...

bravo carlito..che bello leggere queste cose
oggi sono scesa dalla 92 all'angolo con 22 marzo e per un attimo ho avuto l'istinto di mandarti un sms per un caffè..
il concetto di percezione del terrorismo mi sembra tanto più interessante da indagare..forse è proprio nella sua natura non scientifica che sta la chiave di una possibile comprensione..no?
buon proseguimento
un bacio
e un dito nel naso dalla susi

8:26 AM  
Blogger gaelle said...

che bel sito zio ;-)
ti leggero quando posso. coinzidenza: ho una foto molto simile al tuo delle scarpe, il mio pero' e' con le scarpe adidas calcio che mi ha comprato tua mamma tanto tempo fa!!! ho dovuto buttare le scarpe in polinesia francese...purtroppo. un saluto e take care, g

9:20 PM  
Blogger Perolo bomber said...

Le tue perle di saggezza fanno da guida alla nostra inutile esistenza. Vai in Venezuela e regalami una rivoluzione dal basso che non se ne sa un cazzo!L'altro giorno siamo andati al Rolling Stone a sentire i Bluebeaters. Volevamo fare il record di velocità dal primo al secondo portone di casa tua.Abbiamo nostalgia della tua casetta e della gente che piscia nell'orto, all'intervallo di una partita.Ho apprezzato la tua polemica sui dermatologi italiani.sto sforzandomi di non aggiungere altro. Ciao Carlo. A presto!Luca

7:50 AM  
Blogger Ale Gaio said...

TAMOOOOOOOOOOOOOIIIIILLLLLLLL!!!!

5:52 AM  
Blogger Ale Gaio said...

posso scrivere male parole?

5:53 AM  

Post a Comment

<< Home