Saturday, December 03, 2005


Last Kiss

sulla strada per Montevideo 01.12.05

Ho appena riletto la prima pagina di diario scritta: non e' che mi faccia impazzire.. A dire il vero ci sono anche degli errori di punteggiatura, ma penso che la prima caraatteristica di un diario debba essere la spontaneita'.. mettersi li' a correggere, aggiustare, limare, provare a fare in modo che risulti il piu' piacevole possibile vorrebbe dire snaturarlo. Questo e' semplicemente il diario di un 27enne in giro per il SudAmerica (almeno..) che -mano a mano che vive, conosce, sente- scrive. Niente di piu'.
Sono in bus verso Montevideo (ore 22:30) , penultimo posto a sinistra (guardando il cocchiere) vicino al finestrino. Appena arrivato al bus terminal, pensavo di andare verso sud, Puerto Madryn, dove in questo periodo dovrebbero vedersi le balene.. Non c'erano posti per stanotte (sono 20 ore di viaggio), ho cambiato destinazione. Ci tenevo a vedere le balene, piu' che altro perche' ne avevo visto una sottospecie nei peimissimi giorni di gennaio del 1998, dalla spiaggia di Mondello a Palermo, sarebbe stato un modo cosi'.. per rincontrare qualcosa che e' dentro di me, che pero' non ho voglia ora di spiegare. Mi rifaro' tra alcuni mesi con orche, pinguini e leoni marini.. tanto in Patagonia ci vado sicuramente. A dire il vero ho chiesto al destino.. Ho tirato per tre volte una monetina: croce- aspettare l'indomani, testa- partire per l'Uruguay. Per tre volte e' venuta testa.. eccomi qua. Semplice, no?
Beh.. come descrivere questi otto giorni (o meglio, otto notti) a Buenos Aires? Intensi? Decisamente. Come accennato precedentemente, vivere con Vitto mi ha lasciato pochissimo tempo per me stesso, e' stato un ottimo Cicerone, ma di quei Cicero che piacciono a me.. Non mi ha mostrato chiese o musei, no.. mi ha mostrato la vita (e che vita..) di qui. E' stato davvero squisito. Alcune scene:
Giovedi 24.11.05
Entriamo alla stazione dei treni vicino a casa sua (Arroyo 860) e aspettiamo il treno che ci porta a San Isidro. Il treno non è ancora arrivato e come al solito si forma la fila di persone in corrispondenza delle entrate (ci sono dei segnali per terra); esattamente come accade ad ogni parada dei bus. È davvero strano. Avete presente in Inghilterra o in Irlanda quando tutti si mettono in fila indiana per prendere un mezzo pubblico (di superficie)? Ecco, qui succede la stessa cosa. Ma che diamine!! La gente qui fa il surf sopra i bus (lo giuro, domenica verso le 19:00 c'erano i bus che tornavano da una scontata partita di calcio -tipo Milan Siena, terza di campionato- e su ognuno c'erano almeno una decina di giovani e non che surfavano!! per non parlare di ciò che si vede di notte..), vanno in macchina come se giocassero alla Playstation rimbalzando di fiancata in fiancata, ogni bus guadagna per se' - facendo a gara per chi arriva primo alla parada, sgommando e mettendosi di traverso per strada-, vanno in4 in moto, ma... per prendere il bus (o il treno) tutti in ordine d'arrivo... Sù.. è obiettivamente strano, stride con il resto. Se si mettessero in ordine d'età o di altezza, lo capirei, lo troverei più divertente e sicuramente più latino!! Vabbè.. perdonatemi l'excursus.
Arriviamo a San Isidro, un bel quartiere un pò fuori dal centro (Baires è enorme, 5 e più volte Roma), facciamo un pò di quadras di corsa (ma corsa vera) e arriviamo dal suo dietologo. Sono le 20:15, il cartello fuori dice chiusura h 20:00. Chiediamo (chiede) se siamo ancora in tempo e la tipa dice che tanto l'ora è solamente qualcosa i puramente indicativo (questo è latino..). Vitto entra, esce, paga. Paga 15 pesos per una seduta dal dietologo. Ora.. Prima di partire sono stato dal dermatologo: per carità, una bella signora, gentile, per bene.. per 20 minuti di visita, una ricetta e un brufolo(ne) schiacciato ho pagato 150 iuri. Quanti sono 15 pesos? 4 euro. Adesso... va bene tutto.. Ma come cazzo è possibile??? Potete dirmi quello che volete "Siamo in Italia, mica in Argentina" "Chissà da che dermatologo sei andato!" (una tipa normalissima, zona fiera) "figurati un dietologo a Buenos Aires" (con tutto che è dimagrito di 20 e passa chili).. Sì.. occhei... ma 150 contro 4.. In Argentina 1 peso ha lo stesso potere di acquisto di 1 euro. Ripeto: non 150 vs 50 o 40 o 30 o 20.. NO 150 vs 4. Se a voi va bene così sono cazzi vostri.. Il problema è che sono cazzi miei, nostri anzi.. non vi sembra che da noi ci sia qualcosa che non va?!? ...giusto qualcosina..
Dopo il dermatologo, al tramonto, Vitto mi fa fare un bellissimo giro a vedere le ville sulla collina sopra la foce del rio.. Splendido: alcune sono abbandonate, altre in vendita, altre abitate; per vederle ci arrampichiamo sui cancelli, guardiamo in mezzo alle inferriate, cerchiamo di capire che tipo di gente ci vive dagli oggetti nei giardini.. Estasiati dalla bellezza di quelle casone, mi sembrava di avere 13 anni, mi sentivo dentro a un libro di Pasolini! Ragazzi di vita, regalatomi da papà per i 17 anni; con tutto che non è che mi sia piaciuto tantissimo..
Dopo il giretto, Vitto sente -per uscire a cena - una sua amica che però gli dice che non può muoversi e di raggiungerla a casa. Arrivati a casa sua ci apre il padre (lei sta docciandosi..), e gli facciamo compagnia mentre mangia; lui non l'aveva mai visto, io tantomeno... Quando lei arriva nel living ci dice che stasera però deve uscire con un tipo. Il padre, sentita questa novità e vedendo le nostre facce, la sgrida e le dice che non ci si comporta così, non è buona educazione.. lei protesta per un p'o poi chiama due sue amiche e si va fuori tutti insieme (senza il tipo..).
Mangiamo (bene) in una specie di discotechina e ad un certo punto succede una cosa che -per forza- mi colpisce. La tipa (sempre la stessa, tale Brenda!) si macchia la gonna. E' seduta di fronte a me... con estrema naturalezza prende il suo tovagliolo di carta, afferra il mio bicchiere pieno d'acqua che avevo in mano mentre stavo bevendo, ci infila il suo "fazzollo di cartone" (non lo bagna, ce lo infila dentro) e prova a smacchiarsi.. Sarà che sono un pò snob, ma vi assicuro che prima di bere -comunque- ho pensato (ridendo) a quello che lei aveva appena fatto..
La serata 'è poi filata liscia fino alle 6, con me e Vitto che ci siamo fatti tirare in mezzo (a quell'ora ....) da un gruppettino di allegre ventenni (Brenda & friends nel frattempo se ne erano andate).. Quando poi han cercato di portarci in un altro posto a ballare siamo riusciti a tornare autonomi di pensiero e d'azione e rincasare..
Domenica 27.11.05
Maria, la sorella di Vitto, é arrivata stamane dall'Italia. Vitto per andarla a prendere all'aeroporto doveva passare da casa di sua zia alle 9:00 per prendere la macchina. Ci svegliamo alle 9:30 con la zia che citofona incessantemente. É incazzata nera. Lui si becca una bella ramanzina, poi ci si avvia verso Ezaiza.
Verso le 15:00 si va a mangiare a San Telmo, un quartiere coloratissimo e di una vitalitá impressionante. É pieno di bambini che corrono e che ti sorridono: davvero noi non siamo piú abituati a condividere i nostri spazi con i bambini (con tutto che da noi sembrano essere una specie in via d'estinzione, il sistema inn cui siamo immersi li respinge-in tutti i sensi-), é un grosso peccato.. e siamo noi i primi a perderci. Siqamo in un ristorantino delizioso con quasi una decina di tavolini in legno scuro, alcuni ricoperti da classiche tovaglie a quadretti bianchi e blu. Alle pareti ci sono apeese tantissime foto in bianco e nero, altre virate seppia, che ritraggono attori, ballerini di tango, cantanti argentini degli anni '50 e '60. C'é anche la foto dell' Estudiantes campione del mondo 1968. Favolosa, é incredibile hanno tutti facce da eroi. Molto simpaticamente parlo un pó con il proprietario ricordandogli che l'anno dopo ci hanno provato ancora ma che contro si erano ritrovati il grande Milan di Rocco. Ovviamente io non ero ancora spuntato fuori su questo mondo, ma quella vittoria, comunque, la sento mia. Il grande potere del calcio.. Tra un bife de chorizo (o lomo, non ricordo), Vitto e Maria iniziano a "discutere", riguardo al proprio padre (da tempo separato dalla madre); lui difendendolo, lei attaccandolo. Io lí in mezzo.. In teoria la circostanza avrebbe dovuto almeno imbarazzarmi, per la veritá invece mi sentivo tranquillo. Trovavo il quadretto familiare quasi normale (fortunatamente io non ho avuto di questi problemi), anche perché dalle loro parole traspariva affetto verso ambedue le figure genitoriali. Prima di partire ho fatto per un mesetto pratica con due avvocati (femmine) davvero crasti che si occupano di diritto di famiglia. Anche se in poco tempo ho avuto l'opportunitá di iniziare a comprendere l'assoluta difficoltá diriuscire a ricondurre in termini di torto o ragione i comportamenti dell'uno e dell'altro genitore. Al contempo, l'innegabile svantaggio e difficoltá che per forza di cose si riflette sui figli (specie se piccoli). Mi rendo conto di star banalizzando la questione, ma penso sia cosí, non c'é nulla da fare.. quando due persone si separano e hanno figli piccoli.. sono questi ultimi le figure deboli, é a loro che deve correre il primo pensiero di quelli che comunque rimarranno la loro mamma e il loro papá. Ogni tanto i genitori sono capaci di capire la situazione, altre volte si comportano come adolescenti che tramite i figli si fanno i dispettini l'un l'altro. Non so perché dico tutto questo.. Sí, fgorse per spiegare il grado di (triste) normalitá ed ineluttabiltá di certe situazioni.
Finito di mangiare andiamo su una terrazza a berci un mate. Fa un caldo torrido, é come se ci fossero 40° (io tra l'altro.. non soffro il caldo.. no..). Sudo (strano!!) ininterrottamente per 2 ore, vado almeno 7, 8 volte in bagno a darmi una sciacquata, anche se ció mi da sollievo per pochi secondi, non di piú. In questa situazione di evidente difficoltá arrivano due francesi (di cui una, Sylvie, carina e con un bellissimo modo di fare) e un basco (tale Andreu, very simpa). Arriva anche Munir, tipico gnoccone argentino che piace di brutto alle italiane (alto, grosso, pelo nero, addome scolpito, tatuato, un pó "alterna"), un tipo che da quando sono arrivato vedo tutti i giorni e col quale c'é decisamenmte "buena onda". Sembrano tutti un pó preoccupati per il mio stato (pensate di stare ad un tavolo con un tipo rossissimo che gronda sudore), cambiano 2 o 3 volte tavolo alla ricerca di un'ombra o un vento che non c'é, infine andiamo a casa delle due francesi. É deliziosa: 2 piccoli piani, un piccolo patio interno con un'amaca, tutta colorata e decorata e un grado d'igiene che rasenta lo zero. Non faccio in tempo a complimentarmi dicendo "lindissimo!!", che uno scarafaggio di mezzo chilo va sul piede della tipa che inizia a strillare come una forsennata. Ora... Cazzo!! Ma se ti fanno schifo gli scarafaggi (ce ne sono tanti schiacciati qua e lá), tieni la casa- non dico pulita- ma almeno decente... e vi assicuro che non sono un maniaco dell'ordine. Aspettiamo la sera parlando di tutto (sudamerica, manu chau, bush, ricette di cucina, terrorismo) e bevendo birra; tutto ció con io che, seduto per terra appoggiato indietro sulle mani, facevo attenzione ad evitare nuove incursioni "nemiche".
Non pensavo che questa fosse una situazione "estrema" peró sicuramente ..cosí.. notevole, direi. Lunedí srea invece ho visto qualcosa di ben piú "duro". Sono in una splendida e grande casa nell'Avenida de Mayo dove vive un numero imprecisato di ragazzi/e (almeno una decina). É arrivata ad aprirci una ragazza con un vibratore fluorescente infilato nella cinta (lo mostra a me e Vitto divertita!). Musica a palla, tre tipe che ballano da sole, dei ragazzi che hanno ormai preso la forma del divano che li ospita, un chico che dorme seminudo su un'amaca ad altezza terra stesa in un balcone, Munir (ospite) su un materasso su un'altro balconcino, un tizio stralunato trentanovenne, in una cameretta distrutta, che da due anni cerca di costruire un nuovo strumento musicale (per farmelo sentire si mette a suonare "la partita di pallone" di Rita Pavone!!), altra gente sbattuta qua e lá e intorno e per terra una miriade di bottiglie vuote, cicche spente, vestiti, giornali vecchi e cd's... Non mi ha mai dato fastidio il casino, peró per spiegarmi, mi fa un certo effetto vedere la gente che scenera per terra in casa propria. Detto questo, devo dire che sono stati gentilissimi con me, mi hanno offerto mate e gelato e mi hanno datoanche qualche utile consiglio su dove andare.. purtroppo il prox 7.12 fanno una festa in casa (mi ha detto Vitto che sono memorabili), non ci saró... si fanno chiamare "la familia de Mayo", sicuramente me li ricorderó!
Martedi 29.11.05
Il caro Vitto, sempre lui.., decide di fare una cena italiana a casa sua. Menú: bruschette, pizza, pasta, macedonia. Saremo una ventina: oltre alui e sua sorella, intervengono Munir (sempre di ottimo umore), Andreu, Laura e Christie (una sua collega di stage alla Nación), la sorella di Christie (di cui il buon Vitto é invaghito), Laura (un'amica di Laura-scusate ilgiuoco di parole), Giovanni (un direttore di fotografia emigrato dall'Italia qui in cerca di lavoro), Loli (un'amichetta di Vitto con un culetto niente male!) e un pó di ragazzi della familia de Mayo. Fa un pó effetto vederli in un lussuoso e pulitissimo appartamento. Dico pulitissimo perché qui c'é addirittura una signora che viene tutti i giorni a fare le pulizie. é simpaticissima e davvero gentile, con una eleganza tutta sudamericana. Sabato scorso io e Vitto ci siamo svegliati tardi (dopo il primo concerto dei Pearl Jam, siamo andati prima a bere qualcosa, poi -alle 4:20- ci siamo diretti ad una festa universitaria) e non eravamo in formissima.. dovevate vedere la sua faccia, ci ha detto "non preoccupatevi! anch'io ho fatto le 4 ieri sera".. la cosa strana é che la signora ha almeno sessant'anni...Tornado alla familia de Mayo, c'é da dire che comunque nessuno di loro sembra fuori luogo: c'é una splendida atmosfera. Si balla una buona e molto apprezzata (!) musica (una delle mie ultime compilation, fatta per una tipa conosciuta ad una cena ad Amsterdam durante un'indimnticabile vacanzina in camper con "i ragazzi"), si scherza, alcuni ci provano con le tipe, si ride (...), si beve (tanto). Ad un certo punto mi ritrovo a parlare con Andreu della situazione nei Paesi baschi: in poco piú di mezz'ora ci facciamo fuori bicchiere dopo bicchiere 2 bocce da 1 litro di cerveza. É fatta (..."É".., siamo..). Una ragazza dell'Avenida de Mayo prende la chitar5ra e inizia a cantare una spassosissima versione di Let it be adattata a Guia T, la guida tipo stradario di Buenos Aires, e qualche canzone dai ritmi sudamericani. Dato che l'atmosfera é decisamente allegra, non so come, iniziano a prendermi per il culo per la mia passione per Bruce Springsteen (Vitto ha fatto l'infame..). Porca Vacca!! anche a piú di 10000 km di distanza!! Le battute si sprecano, fino a darmi del "fottuto yankee" (...a me?!?!), poi sempre ridendo (ancora per colpa di Vitto) mi danno la chitarra dicendomi di suonargli qualcosa del "Boss, Yeah!!" (facendomi anche le smorfie e canticchiando Born in the U.S.A.). Ho avuto uno scatto d'orgoglio.. di brucie non ci ho suonato nulla peró facendo qualcosa dei Pearl Jam e dei Creedence ci siamo divertiti facendo e ripetendo mille volte i ritornelli.
La situazione si é fatta via via piú allegra con gente che faceva flessioni sugli stipiti delle porte, altri che facevano la candela contro il muro (in maniera assai goffa), gare di capriole, tipi (Giovanni in particolare) che facevano sempre piú gli splendidi con le tipe, qualcuno provava a giocare a nascondino e tanto tanto buonumore. Verso le 3:00 siamo poi usciti..
Davvero... una bella serata.
P.s. peccato che la pasta allo zafferano e zucchine, che doveva essere il piatto forte della serata, facesse schifo perché troppo troppo salqata. ...No!! non sono stato ioa mettere il sale!!
Domani mi sveglieró in Uruguay (no! mi sveglierá la polizia alla frontiera), sicuramente sará diverso.. un pó piú viaggio, un pó meno vacanza.
Ah!! I Pearl Jam non hanno fatto Baba'o' Riley.. i concerti sono stati splendidi, lo stadio era strapieno e dietro il palco (messo sul lato lungo del campo) c'erano degli alti palazzoni sui cui balconi c'erano intere famiglie che ballavano, avete presente quei pochi stadi in Italia dove ci sono le case intorno da cui la gente guarda le partite? Mi piacciono da impazzire, figuriamoci qui con i Pearl Jam che suonano!! Sotto, nel prato, era una bolgia... ma una bolgia vera, energia a mille! Il secondo giorno, lí in mezzo, durante Jeremy, ho avuto un abbassamento di pressione non so proprio dovuto a cosa.. me ne sono andato in fissa su un dente che mi faceva male e ho iniziato a proccuparmi. Sono andato a prendermi un panino e una fanta e ho raggiunto di nuovo gli altri. Due giorni dopo sono andato dal dentista che mi ha detto di star tranquillo che non c'era nulla che non andava.. Cosí posso anche dire di essere andato dal dentista a Buenos Aires!!!
...perché Last Kiss?? Perché i Pearl Jam l'hanno suonata come prima dei bis la seconda sera e lo stesso concerto era iniziato con la versione castillana sparata a mille dalle casse (un pó come C'era una volta il west prima dell'entrata della E street a Milano sabato 28 giugno 2003). Last Kiss é una canzone di tale Cochran dei primissimi anni sessanta (forse addirittura del '58) e nonostante il testo non c'entri nulla, qundo quella sera l'ho sentita é stata un pó come una premonizione. Una condizione necessaria per vivere al massimo, il piú intensamente possibile e senza rimpianti, questo viaggio. Un ultimo, piccolo e affettuoso bacio caduto in un'altra e imprecisata parte del mondo. Forse viaggiare insegna anche questo.
Uruguay.. I'm comin' on to you!!

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