<?xml version='1.0' encoding='UTF-8'?><?xml-stylesheet href="http://www.blogger.com/styles/atom.css" type="text/css"?><feed xmlns='http://www.w3.org/2005/Atom' xmlns:openSearch='http://a9.com/-/spec/opensearchrss/1.0/' xmlns:georss='http://www.georss.org/georss' xmlns:gd='http://schemas.google.com/g/2005' xmlns:thr='http://purl.org/syndication/thread/1.0'><id>tag:blogger.com,1999:blog-18988284</id><updated>2011-04-21T16:52:06.106-07:00</updated><title type='text'>Thunder road</title><subtitle type='html'>This is the land of peace, love, justice and no mercy.</subtitle><link rel='http://schemas.google.com/g/2005#feed' type='application/atom+xml' href='http://diariosdecarlito.blogspot.com/feeds/posts/default'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/18988284/posts/default?max-results=100'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://diariosdecarlito.blogspot.com/'/><link rel='hub' href='http://pubsubhubbub.appspot.com/'/><author><name>carlo</name><uri>http://www.blogger.com/profile/09306282033677721625</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><generator version='7.00' uri='http://www.blogger.com'>Blogger</generator><openSearch:totalResults>13</openSearch:totalResults><openSearch:startIndex>1</openSearch:startIndex><openSearch:itemsPerPage>100</openSearch:itemsPerPage><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-18988284.post-114246172181676215</id><published>2006-03-15T14:27:00.000-08:00</published><updated>2006-03-26T12:40:54.336-08:00</updated><title type='text'></title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="font-size:180%;color:#ff0000;"&gt;The house of the rising sun&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Samuel posteggia in 25 de Mayo dopo l'incrocio con Deloqui. 25 de Mayo è la strada che dal lungomare (Av. Maipù) sale inerpicanosi sui monti dove cresce Ushuaia. Il freno a mano è rotto. Lascia la macchina con la ruota posteriore destra di sbieco contro il marciapiede, in modo tale da evitare che l'auto "scivoli" verso il basso. Samuel esce dalla macchina, mi "agevola" lo zainetto, mi bacia, m'abbraccia e mi dice "Querido, que te vaya bien! Suerte Carlos!". Quante volte, ormai, ho pronunciato e mi sono sentito pronunciare quest eparole.. Come fosse una formuletta.. Ma non mi dispiace, anzi. E' normale.. se vedi uno con lo zaino in giro per il mondo, non ti viene da augurarli "buona fortuna"?? E' li' da solo, assolutamente inoffensivo, incredibilmente "umano", chissà quello che avrà davanti. Viene naturale sperare che gli "vada bene". Magari, anzi, fossimo tutti in grado di vederci inoffensivi, come in viaggio, cosi' da augurarci tutti reciprocamente una "buona strada".&lt;br /&gt;Samuel rimette poderosamente in moto la vox 782 e scompare dietro l'angolo, alzando la mano sinistra fuori dal finestrino in segno di ultimo saluto.&lt;br /&gt;In Deloqui 630 c'e' il Cruz del Sur, l'ostello in cui ho -da qualche giorno- appuntamento con Gobbo. "Ciao Carlo, io sono ad Ushuaia al Cruz del Sur, il padrone è un italiano, e' tutto pieno, per ora il tipo mi ha sistemato su una panca senza pagare, da domani dovrei avere un letto". Così recitava, grossomodo, la sua mail. Il fatto che ti prendano anche senza pagare perche' e' tutto pieno, mi lascia pensare bene. Entro.&lt;br /&gt;Gobbo lo incontro assolutamente per caso nei bagni del bus terminal di Puerto Madryn, qualche settimana fa. Mentre io entro per fare la pipi' lui si sta lavando la faccia. Ci guardiamo sgranando gfi occhi stupiti e scoppiamo a ridere "ma cazzo!! Cosa ci fai qui??" "Cosa ci fai -tu- qui!!" C'abbracciamo e ci salutiamo. Gobbo lo conosco da una decina d'anni, ma non e' esattamente un mio "amico" nel vero senso del termine. Sicuramente pero' e' uno dei migliori amici di uno dei miei piu' cari amici. Che proprietà e`?? Transitiva, piu' che commutativa,no?? Vabbè.. cazzate. E' grande amico di Bb Homo Technologicus, classico esempio dell'uopmo che riesce a mettere a suo servizio la tecnologia. E' la persona che e' riuscita nella missione di avvicinare mia madre ad internet. Cosi', giusto per intenderci riguardo alle sue miracolose capacità. Fino a qualche anno fa ci divideva il Parco Ravizza, ora (cioe'.. non proprio "ora") i palazzi tra XXII Marzo e Via Archimede.&lt;br /&gt;Il mondo lo conosce come Federico Bierti. Io l'ho conosciuto nell'autunno del 1993. Avevo fatto la mia prima festa a casa, un sabato sera con i compagni del ginnasio. I miei erano fuori Milano. In quel periodo imperversava la moda delle "festesfascio". I genitori partivano per il weekend, o uscivano per cena, e al ritorno ritrovavano la casa distrutta, devastata dalle azioni degli invitati (e non) del figliolo liceale. "Noi ti diamo fiducia" mi era stato detto, "hai promesso che sarete al massimo una decina.. Non di piu', Carlo , eh?? Lo sai cosa succede in giro, no??? Fai in modo che lo sappiano solo i tuoi amici". "Sì, lo prometto."&lt;br /&gt;Eravamo una cinquantina. Il giorno dopo avrei dovuto raccontare che "Mamma.. non so come ma.. mentre stavo prendendo un ciddi' mi sono voltato di scatto e con il gomito ho preso dentro la porta di vetro che si e' frantumata" "Davvero, mamma, scusami.. ma e' successo cosi'.. tra l'altro non mi sembrava di averla colpita tanto forte". Nella prima telefonata di domenica non avevo detto nulla per simulare ancor meglio (vanamente) che "l'incedente domestico" non era occorso durante la festicciola, ma in una tranquilla domenica casalinga. A reato prescritto i miei avrebbero poi saputo che era stato tale Mascherpa ad infilarsi in quel vetro, lasciando chiazze(ttine) del suo sangue sul mio tappeto verde e bianco.&lt;br /&gt;E l'Homo Technologicus?? Si. Tra i -non proprio-invitati c'e' Matteo (un tipo arrivato con Gaio Gaiani) che dopo aver visto la mia stanza mi dice "Oh!! cioè.. lunedi' a scuola ti devo troppo dare il numero di un tipo che e' pazzo per "Spristin" come te". Lunedi mi da il numero, io lo chiamo ma risponde solo una segreteria telefonica con su un pezzo del live 75-85. Rimango piacevolmente colpito, lascio il messaggio e lui la sera mi richiama. Senza i cellulari si faceva cosi'.. e non era tremendamente complicato. Il pomeriggio dopo è a casa mia per fare "scambi". Mi porta le tre cassette di Roma 25.5.93 e il video di Verona (11.4.93). Se ne esce da casa con una trentina di ciddi'. Con il passare degli anni e dello sviluppo tyecnologico se ne sarebbe ampliamente "sdebitato", procurandomi -lui- registrazioni succulente. Bb e' uno dei soci fondatori di Cumpabboy, allegro, colorato e brioso organismo deputato all'&lt;em&gt;inseguimento di quel sogno. &lt;/em&gt;&lt;br /&gt;Tutto questo per dire per quali strane ragioni ora mi ritrovo di fronte all'ostello Cruz del Sur, Ushuaia, Tierra del Fuego.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;"Ahh!! tu sei l'amico di Paolo!" mi dice il proprietario. Paolo?? Gobbo, so che si chiama!! Avete presente quando conosci da anni qualcuno e poi scopri il suo vero nome?? Tipo Stecchino che chiamava a casa mia lasciando detto che era "Massimiliano". "Ha chiamato Massimiliano" mi dicevano al ritorno a casa. "E chi cazzo e' Massimiliano???" pensavo.. Poi perfino i familiari iniziarono a dirgli "Ah! ma sei Stecchino!!" "eh! si signora..". Inevitabilmente sarebbe poi occorso che un altro Massimiliano chiamasse a casa. "Ah! ma tu sei Stecchino!!" "No, sono Massimiliano." "Ma non sei Stecchino??" "No mi spiace, sono Massimiliano" "Ah, va bene.. allora dico a Carlo che hai chiamato" concludevano mia madre o mia sorella quasi deluse.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Comunque. "Si', sono io, sono l'amico di Paolo". Il tipo, molto gentile, mi porta nella camera. Classici 8 posti in 4 letti a castello. Gobbo non é ancora rientrato dal Parco nazionale. In stanza dormiamo io e lui e altri 6 isrealiani. Ci sono degli armadietti e tutti sono chiusi con il lucchetto. Io il lucchetto non ce l'ho e chiedo com'e' l'atmosfera. E' la prima volta da quando sono partito che arrivo in una stanza dove tutti chiudono a chiave le loro robe. C'e' un ragazzo, Tarik, che mi da un mini lucchettino che aveva in piu'. "Sai.. nel dubbio e' meglio metterlo", lo ringrazio e chiudo riproduttori audio e video nell'armadietto. Vado al supermercato e compro qualcosa per far trovare a Gobbo una bella pasta. &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Mentre cucino pennette ai peperoni, inizio a conoscere Luca, il proprietario dell'ostello. Ha poco piu' di trent'anni, e' di Bari, e' venuto qua per la prima volta nel '98 e da tre anni e mezzo "tiene su la baracca". Sta cucinando un'italianissima pasta alle melanzane da offrire poi a qualche ostellante. Tutto contento mi mostra il basilico che oggi e' riuscito a trovare. Fa sempre cosi': prepara da mangiare per se' e gli abbondantissimi avanzi li offre a chi desidera provare un po' di comida italiana. Nel frattempo lui sorseggia vino rosso (Buono) nel suo grande calice e fuma il suo sigaro. Il Cruz del Sur e' casa sua. Sulle pareti ci sono le foto dei suoi viaggi, dalla prima Transiberiana di quando era diciannovenne, all'Antartide di due anni fa. Anche su ogni armadietto c'e' una foto da lui scattata in quaclhe parte del mondo. Anche nei bagni. L'ostello e' pieno di foto, cartoline, mappe geografiche, messaggi lasciati da viaggiatori. Con il passare del tempo non e' stato difficile realizzare che Luca e' una persona -almeno- particolare. Dire che e' un "grande" non appare esagerato. Vive nell'ostello. Questo vuol dire che cucina sugli stessi 8 fornelli su cui si fanno da mangiare altre 35 persone. (provate voi a stare in una cucina di due metri per tre sempre con almeno altre 15 persone). E vuol dire che la sua stanza e' la "biblioteca" o "stanza di lettura", dove la gente va a "svaccarsi". Vuol anche dire che il suo bagno e' il bagno degli ostellanti. Il suo armadio e' una valigia nera sul suolo della "reading room", piu' due o tre camicie appese con le grucce ad una sporgenza del soffitto. Il suo letto e' un materasso che di giorno sta contro il muro, di notte a terra. Il suo frigorifero e' quello comune, almeno 4 minuti al giorno li spende cercando le sue robe tra i vari sacchettini li' riposti. E ovviamente non e' scontato che alla fine le trovi. Penso davvero che abbia una pazienza incredibile. &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Non e' stato facile per lui iniziare questa avventura, tra le ragioni per cui ti dice che non se ne puo' andare c'è la possibilità che entri qualcun'altro nell'ostello. Gli e' gia' successo. Due anni fa e' stato buttato fuori a "calci in culo" davanti agli ostellanti increduli. Poi c'e' stato il processo e il tribunale fueghino gli ha dato ragione. Tra le pochissime persone di cui dice di fidarsi c'e' Pablo. Pablo e' bellissimo. Capelli neri lunghi e arruffati, barbone incolto e pizzo lungo lungo, magro magro, bianco bianco, occhi neri e buoni. Un senso dell'umorismo che mi piace molto. La ragione principale della bellezza di Pablo e' la sua maglietta nera dei Ramones. Lui piu' quella maglietta stanno benissimo insieme. E' la sua maglietta preferita. La puo' indossare per sei giorni di fila. Pablo e' l'aiutante di Luca. Si e' epro' invaghito di una svizzera che aveva alloggiato al Cruz del Sur, a inizio marzo la raggiunger'a a Neuquen. Luca e' un po' preoccupato per trovare qualcun altro di fidato. Non c'e' problema.. ha pensato a tutto Pablo. Il suo amico Leonardo lo rimpiazzerá. Se chiedete a lUca perché ha scelto questo tipo "strano" la risposta é "Non l'ho scelto.. mi e' stato imposto.. Funziona cosi'.. che ci vuoi fare?!? Questa e' Ushuaia!!" e scoppia a ridere. A Luca, Ushuaia sembra piacere realmente. Torna dalla posta e ti dice "Ero li' in coda, non finiva mai.. poi ho alzato lo sguardo e ho visto le montagne e il canale di Beagle, l'ho sempre sognato.. cosa posso volere di piu'??". Soprattutto se da ottobre nell'ostello puoi trovare bandierine canadesi, sciroppo d'acero e 1 tazzina da caffé di un bar di Montreal.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Da ottobre Luca e' fidanzato con una ragazza canadese che era passata dall'ostello. Non pensava nascesse qualcosa di importante (anzi, non s'erano neanche sbaciucchiati), poi lei lo ha chiamato da Santiago del Chile ed e' ritornata ad Ushuaia per stare con lui. Da Aprile vivranno insieme. Prima viaggeranno tra Italia e Turchia, poi cercheranno di trovarsi una casetta ad Ushuaia. Pablo, dovrebbe diventare "gestore" durante i mesi estivi; al ritorno i due lavoreranno li' mentre Pablo terrá sotto controllo la situazione prendendo la stanza (il materasso) di Luca. Il nostro caro barese e' fatto, e' innamorato, non capisce piu' un cazzo. Ed e' contento. Tanto. E' bello vederlo mentre si beve il caffe' nella "sua" tazzina, mettere la spilletta del Canada sulla camicia, stare ore davanti al computer per scrivere mail, raccontarti dei regali che lei gli ha fatto quando e' andato a trovarla. E' bello vederlo entusiasta riguardo la cultura di un altro paese. Sono davvero contento per lui, mi ricorda vecchie situazioni. Situazioni di cui ora rimangono solo una pallina e alcune "reliquie". La pallina e' una di quelle con l'acqua con i brillantini, con dentro il "bambino che fa la pipi' ", recante sotto la scritta "belgium". Sta nella cucina dei miei sopra l'armadietto su cui ci sono tutti i regali (trash) che negli anni ho portato in dono. Le "reliquie" stanno lentamente sparendo da casa mia: una felpa grigia lasciata su una sedia ci e' rimasta per mesi, alcuni elastici per capelli sono ancora in un cassetto in bagno, come ancora in bagno c'e' una confezione di salviette umidificate con le scritte in olandese. I ciddi' di David Bowie, Elvis Costello e la O.S.T. del grande Lebowsky non sono reliquie. No, quelli li considero un "risarcimento". E che cazzo!!&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Il risarcimento diciamo che era piu' per il danno emergente che per il lucro cessante. Penso, infatti, che molte cose belle mi siano comunque capitate dopo la simpatica lettera che mi era giunta dal golfo di Guinea nel dicembre 2003. Prima di tutto, questo viaggio. Solo. E poco importa se dovevamo farci il giro del mondo insieme e lei lo abbia da poco concluso. Io, qui, sto benone. E davvero.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;I giorni ad Ushuaia trascorrono veloci. Una mattina io e Gobbo ci incamminiamo verso i monti e arrivati nella periferia estrema della cittá (questo posto ha 50000 abitanti) ci imbattiamo in un gruppo di energumeni che giocano a calcio su un campetto. Sono dei fenomeni, giocano bene di brutto. Parte la sfida. Ce ne cedono due e siamo 4 contro 4. Arrivano altri loro coetanei, anche loro incutono timore, sono grossi e hanno facce che "non promettono nulla di buono". Inizia un mini torneo che si prolunga dalle 12 alle 16. "Chi vince resta". Noi perdiamo le prime partite ma "non ci stiamo". Nelle ultime due partite giochiamo "cum grano salis" (Silvio!! imparatela bene che fai un figurone!! ..pero' dilla bene,eh?), tatticamente ineccepibili, il dribbling di Donadoni, la fantasia di Falcao, la grinta de Il Capitano, la pazienza di Vignola e la rapacitá di Diaz. Il tutto condito anche dalla saggezza di Luvanor. Si arriva ai 3. Sul 2 a 2 salvo in acrobazia (raga'.. vera acrobazia, mi sono anche fatto male ma c'era di mezzo l'onore) un loro gol giá fatto. Vinciamo. Loro iniziano a essere meno cortesi.. ci prendono in giro (pensando che non capiamo) dicendoci che siamo i soliti italiani che pensano solo a difendere. Iniziano le entrate dure, le spallate, gli interventi cattivi. La partita dopo, siamo cinici: 3 a 0, secco. Io e Gobbo siamo esaltati, i tipi si stanno iniziando ad incazzare. Vogliono la rivincita. Ci spiace, dobbiamo andare. A dir la veritá ormai il fiato era "rotto"; potevamo farne altre. Ma e' bello uscire cosi'. Da trionfatori. &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;(sopra potete vedere la foto ricordo con gli energumeni)&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Sue è una di quelle persone che colpiscono. Ha scritto sul registro dell'ostello, sotto la colonna "etad", il numero 32. Sue di anni, in realtà, ne ha 64, si lamenta con Luca(che gli aveva chiesto di mettere l'età "vera") per il fatto che trova poco educato chiedere l'età ad una "lady". Luca ha verso di lei comunque attenzioni particolari. In ostello infatti si sa che al dueño non fa piacere che si fumi mariujana. Lei un giorno si è chiusa in un bagno senza finestre a fumarsi un porro. Il corridoio di sotto era avvolto da un inconfondibile e forte odore aromatico. Lui arriva su e mi dice "ma ora come cazzo faccio ad incazzarmi con una signora di 64 anni e rimproverarla perchè si sta facendo una canna??" "Non lo so Luca.. vai giu' e glielo dici" "no no!! ho trovato!" mi dice con il suo classico tono concitato "ora vado giu' e le spruzzo il deodorante per ambienti da dentro il buco per la chiave!!, Cosi' capisce e io non faccio la figura di quello che rimprovera una che potrrebbe essere sua madre. Mi dispiace ma cosa posso fare?? Qui appena qualcuno si lamenta rischio di ritrovarmi la Federale in ostello!! Casini ne ho già troppi!".&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Quando senti parlare Sue e ascolti tutti i suoi racconti, viene spontaneo chiederle "Ma Sue, scusami... ma tu, da quanto stai viaggiando??" La sua risposta e' "Dal '95".&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Dal millenovecentonovantacinque.. siamo a marzo 2006.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Beh.. di gente ne ho incontrata, ma trovare qualcuno che sta viaggiando da 11 anni.. questo non mi era ancora successo. "From ninetyfive" annuendo con la sua testa bianca e gli occhi azzurri.. questa me la ricordero'. Inizialmente pensavo che stesse via dall'Inghilterra per motivi "fiscali", poi pero' l'ho conosciuta meglio e ho capito. Vive con la pensione inglese "Per quello che ho da fare preferisco viaggiare. Poi devo andare a trovare le mie figlie e i miei figli. Soprattutto una che sta in India e quella maledetta che sta in Australia. Poi, comunque, due Natali fa sono stata per due settimane a Londra con due miei figli per fare le vacanze insieme" siamo ad un tavolo con altri ragazzi. La battuta e' inevitabile: "Ma Sue! Tu quindi sei un po' come Mick Jagger!! Hai figli sparsi in tutto il mondo!" grosse risate dei commensali. Anche lei pare divertita, sorride. Dopo pochi giorni pero' capisco che -per lei- non sono stato esattamente divertente. Una sera tardi, dopo che ha sbevazzato un po', mi confida che due sue figlie sono eroinomani e in particolare ha problemi con quella "australiana" che ha 5 figli. Mi racconta anche brutte situazioni che si e' ritrovata a vivere laggiu' nella campagna vicino Melbourne.. Per questo Sue e' spesso tra India e Australia. Anche Sue, a dire il vero sembra avere qualche "debolezza". La lady, infatti, beve; anche se non in maniera preoccupante. In due settimane la volta che ci ha dato piu' dentro e' stato quando si e' seccata una bottiglia di wiskey in due giorni. Il fatto è che non beve tanto di sera, beve nel pomeriggio. &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Brian è un cinese con passaporto canadese che vive a NYC. Quando prima del trekking dormivo nella camera 2sopra" era mio roommate. E' un signore di una cinquantina d'anni con un golfino verde e una giacca in pelle scura, e' alto ed e' un tenerone. Ogni volta che fa qualcosa da magiare ci tiene a farlo provare a me e Luca, e' anche un po' pressante. Quando vede Sue che beve wiskey la rimprovera gentilmente, lei non si offende. Brian ha trovato questo ostello e se ne e' innamorato. Pensate che dopo 5 gg di permanenza se ne era andato con l'aereo a Buenos Aires.. il giorno dopo è tornato dicendo a Luca che, li' si', si sentiva a casa. &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Quando incontro Sue nell'internet point che gioca a solitario per ore, oppure passa pomeriggi interi tra bicchierini e sudoku, provo un po' di tenerezza. Che in realtà è "pena". Però, poi penso a quante persone non piu' giovani trascorrano cosi' le loro esistenze. Sole. Senza nessuno, da mattina a sera. Quindi la "pena" si trasforma in "rispetto" per la sua scelta. Quante persone vivono come lei?? Poche, la stragrande maggioranza vive peggio (abbiate -per una volta- una concezione reale delle proporzioni esistenti soprattutto nei grandi centri urbani). Lei ogni settimana si sveglia in un posto diverso, è sempre circondata da ragazzi, da gente viva, gente che viaggia. So anche che sono tante quelle persone anziane e non che pagherebbero, giusto per incontrare una persona diversa a settimana con cui scambiare due parole. Noi che viviamo in città dovremmo prenderne atto, senza chiudere gli occhi. Ormai di solitudine si muore. C'è gente che muore e gli unici che se ne accorgono sono i vicini per l'odore del cadavere in putrefazione. &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Sue ha deciso di non starci, non dico che la sua vita per me sia "esemplare", pero' con la sua scelta, da una anziana sola tra milioni di persone indifferenti è diventata una privilegiata. Sicuramente quella pensione da 500 pounds non tutti se la possono "permettere", ma alcuni si'. Lei ha reagito. Non dico che sia la miglior reazione. Ma ha reagito. E' magari solo per questo che la rispetto.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;...e se fa troppo caldo si sposta, e non avrà anche l'umiliazione di sentirsi dire da qualche ministro di "andarsene al supermercato o al centro commerciale".&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Ushuaia é il classico posto dove i turisti viaggiatori si fermano per non piu' di due- tre giorni, cosí da poter dire di essere stati nella cittá piú a sud del mondo. Raga'.. é fantastico potersi fermare in questo posto per tutto il tempo che voglio!! Ho la possibilitá di capirne meglio le dinamiche sociali e i racconti di Luca sono utilissimi per comprendere come realmente si svolga la vita quaggiú. Inoltre il panorama che spazia sul canale di Beagle sembra "non essere mai abbastanza". &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Il tempo cambia sempre. Puo' essere pieno di nubi grigie e dopo neanche mezz'ora può essere limpidissimo, con poche nuvolette bianche tutte ad altezze diverse che si muovono sulle verdissime acque gelide in cui giaciono alcune navi arrugginite e abbandonate. Dietro di sé e verso est ci sono montagne e ghiacciai, puoi vedere infinite tonalitá di verde, marrone e blu; piu' le colorate casette sudamericane e il bianco del ghiaccio e del cielo. I giochi cromatici che poi fa il sole passando attraverso le nuvole sia al tramonto che all'alba.. quelli non ci provo neanche a spiegarli. Cioe'.. "te lo spiego"(ndCampoVecchio01)&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Il Parco Nazionale é un'ottima base per fare escursioni. Da lí parto con Moses per fare il Paso dell'Ovieja. Moses lo incontro al John Lennon pub, il locale dove sembra esserci la migliore onda, sull'Avenida Maipú. E' un posto non molto frequentato dagli ostellanti che sembrano preferire il classico "Irish Pub" dove spesso passano la musica di Bob Marley. (Ma devi arrivare fin quaggiu' per ascoltarti "Legend" in un pub irlandese?? A parte che Legend penso ce l'abbia il 90% dei ragazzi.. un po' come nel decennio passato la o.s.t. di Trainspotting). Non nego che anche a me e' capitato all'inizio di andare all'Irish pub.. pero' l'ho fatto per vedermi il Milan in Champions e una sera con Gobbo perche' pareva l'unico pub aperto dopo le 3!! &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Comunque.. Moses é messicano, parla bene l'inglese e studia architettura, porta capelli lunghi e occhiali ed é un pochino cicciottello. Partiamo un tardo pomeriggio per il nostro trekking. In teoria e' una camminata di una dozzina di ore che noi preferiamo dividere in due giorni. Pare che sia il sentiero piu' battuto e -quindi- piu' traccciato che ci sia da queste parti. Non incontriamo particolari difficoltá e a dire il vero abbiamo anche una bella botta di culo. Infatti, dopo aver sbagliato strada incontriamo dopo solo 15 minuti una coppia di canadesi che tornano indietro dicendoci che di la´non c'é nulla. Non era quella la direzione giusta. Il tracciato non e' cosi' evidente e incontrare subito i due tipi ci ha evitato qualche ora di cammino inutile. La sera ci facciamo due belle bistecche sulla griglia che chicomexico ha portato. Dato che la camminata non e' particolarmente impegnativa ci siamo portati dietro anche del vinello (le bocce pesano, raga'!!). Passiamo una bella serata e anche l'altra decina di persone presenti nell'unico posto dove é permesso il campeggio sono simpa simpa; ci si diverte. &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Tornati in "Ushuaia downtown" ci salutiamo, lui domani parte verso Calafate a vedere il Perito Moreno. Mi dice che in realtá non ha voglia di buttarsi in mezzo a quelle migliaia di persone ma che se non ci va "Mi abuela me mata!!". "Suerte Moses, Que te vaya bien!", ancora.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Un' altra camminata, questa una "cazzatina", e' la scampagnata al ghiacciaio. Meno di una decina di chilometri, addentrandosi tra le case e i boschi di Ushuaia, per arrivare all'inizio del sentiero. Poi, si inizia a salire e in meno di due ore sei su'. Da su' vedi tutto. Il Canale di Beagle lo vedi nella sua interezza e la Isla Navarino, di fronte, e' nitida, sembra aspettarti. E' li' che voglio andare. C'e' un trekking di 5 giorni da fare laggiu'. La vedo. In realtá vedo anche le aguzze cime rocciose, alcuni innevate, che si stagliano alte e solenni in quell'ultima parte di Cile tra il Beagle e Capo Horn. Quelli sono i "Denti di Navarino". Da cui il nome "Circuito de los dientes". In teoria non sono piu' cosi' tanto sicuro di voler camminare laggiu'.. non sembra facilissimo.. anzi. In pratica, pero', solo l'idea di vedermeli davanti e vedermeli "difficili" mi fa salire una voglia che.. "stai male".&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Al ghiacciaio vado con una carinissima coppia di israeliani e due tedeschi: Jenny e Sebastian, due simpaticissimi ventenni che erano anche al Backpacker's. Li' a Punta Arenas erano sempre gli ultimi ad andare a letto (l'ostello lo chiudevano loro) e -di conseguenza- gli ultimi ad alzarsi. Mangiavano sempre un sacco. Sono la classica coppia che in realtà non e' una coppia. Mah!!, e' pieno di gente che viaggia lui-lei che sembrano "morosi" e invece non lo sono. Di solito, ma non sembra in questo caso, uno e' un po' piu' "attento" nei confronti dell'altro. &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Sebastian mi prende in giro perche' nelle ultime due settimane sono vestito -dice lui- sempre nella stessa maniera. Grazie al cazzo!! come dovrei vestirmi se fa freddo e ho la roba per vestirmi a strati?? Gli faccio il piacere di mettermi non piu' il golf verde sotto la felpa blu (con cappuccio), ma la felpa blu sotto il golf verde con il cappuccio che esce fuori. La felpa blu con cappuccio merita l'excursus.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Dunque: la felpa non e' esattamente mia. Diciamo che comunque l'ho usucapita. Marzo 1996, seconda liceo, uscito da scuola un'ora prima, mi devo precipitare da Ricordi. Domani mattina vendono i biglietti per Springsteen allo Smeraldo, già ieri all'alba eravamo in fila ma non se ne è fatto niente. Ho nello zaino il sacco a pelo e qualcosa per passare la notte. Maite mi fa notare che forse avro' freddo. Mi presta la sua felpa. Maite entra in classe nostra a settembre del terzo anno, prima liceo classico. Girava voce che arrivasse gente nuova quell'anno. Con alcuni compagni siamo andati a vedere i tabelloni per captare tra i nomi nuovi qualche "essenza di figa". Nella seconda metà dell'appello c'era questo nuovo nome: "Maite Pipparelli".&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Con tutta l'ignoranza e la grezzezza possibile si erano sprecati i commenti.. a dirla in maniera civile, pensavamo fosse un indiano con un cognome non "fortunato". Eravamo già pronti alle battute da caserma e agli scherzetti da nonni (si.. avremmo avuto la stessa età ma l'anzianità in I D apparteneva a noi!). Il primo giorno di scuola arriva una tipa con delle tette enormi, labbrona, uno splendido sorriso e dei begli occhioni verdi. Il sedere non era esattamente un "culettino" ma nel complesso piu' che accettabile. "Tu chi sei??" "Ciao, io sono Maite" "Ah..." &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Non si sa come ma avrebbe portato una ventata di "fresco" in classe. Dopo qualche giorno avrei anche visto che teneva come segnalibro della sua "Smemo" (ragà... la smemo!!) una cartofoto di Bruce (mi pare fosse una foto presa da Milano 21.6.85). Ciao... &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Una delle ultime volte che l'ho vista è stato in ottobre, per una cena a casa sua. In quell'occasione io, il fratello e un altro personaggio altamente improbabile eravamo gli unici maschi etero. Lei stava raccontando a me, Vera, Vale e Siusy Capezzolo una delle sue ultime "conquiste" (sempre pessime, trattasi del personaggio "su' detto"). Il mio commento e`stato "Maite.. Io ti brucio.". La sua risposta, abbracciandomi e ridendo "Carlo.. sai che non lo permetterei a nessun altro di dirmi cosi' ma detto da te.. mi fa quasi piacere". A dire il vero non ci siamo mai piu' di tanto frequentati pero' c'è sempre stato un rapporto di vero affetto, lo stesso che provo verso tutte quelle splendide persone della nostra classe.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Vabbè.. Arrivato da Ricordi, avrei trovato Bb (all'Einstein si usciva alle "e dieci", al Berchet alle "e venti") che gia' aveva preso in mano la situazione, creando una "lista". Dopo un giorno avevo in mano i biglietti di prima fila per Mr. Springsteen al Teatro Smeraldo. Ah!! la data!! tutto questo avveniva giovedì 14 marzo 1996. In fila, infatti mi ricordo che girava la setlist di Stoccolma. Che fosse un giovedi' ne sono sicuro, che a Stoccolma quell'anno avesse suonato il 13.03 ...anche!! Maite mi avrebbe rivisto per anni con la sua felpa addosso. Lei non se la rimetterebbe mai, mi sembra che ultimamente me l'abbia anche detto. &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Chiedo scusa per la prolissità dell'excursus, ma da lontano mi piace guardare a tutte queste cose insieme. Tutto quà.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Eravamo a Sebastian.. lui pare attento al mio vestiario e quando mi vede per 3gg di fila con la maglietta del mi 17 mi chiede scherzando "ma ti piace tanto quella maglietta!!" "A) si mi piace e allora?!? B) Ne ho tre uguali.. c'e' qualcosa di male??" Il crucco, sará anche giovane, ma ha una mania per il vestiario. Un giorno stavo camminando con lui per San Martín in Ushuaia ed é voluto entrare in un negozio per comprarsi una maglietta. Niente di male, pero' io lo ho aspettato fuori. Lui c'e' rimasto male, io gli ho spiegato che non era nulla di personale, solamente e' piu' forte di me. Non sono capace e non sopporto fare compras- shopping. Non c'e' niente da fare, m'innervosisco. Provo anche a spiegargli che per questo motivo sono vestito piu' o meno nella stessa maniera da un decennio e che compro sempre le stesse scarpe. (ginniche: adidas country -con suola liscia, non zigliglinata- blu con le striscie bianche n.46 e1/3; al massimo bianche con le striscie blu. "Eleganti": dr. martin's basse nere opache n.44 - 441/2) E' piu' comodo, sono le "tue"scarpe, sai che ti stanno bene (nel senso che calzano bene) e non ti fai seghe mentali su quali comprare. Entri, chiedi e compri. In meno di 5 minuti hai liquidato il "problema scarpe". &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Ormai la voglia del trekking all'isola Navarino sta salendo alle stelle. In questi giorni ho provato a chiedere a un po' di gente ma nessuno ha mostrato interesse; se non altro per il prezzo non proprio amico della traversata via mare. Almeno mi piace pensare così, magari invece ero io che non gli andavo a genio!&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Inizio ad aspettare l'arrivo di Giulia e Nico, due tipi che ho incontrato a Buenos Aires una cinquantina di giorni fa. Sono in Argentina per fare un documentario sulle "madres di Plaza de Mayo" e per girarsela un po'. Lei é figlia dei vicini di casa di mia zia a Roma. Mia zia, le ha lasciato la mia mail e ci siamo incontrati una sera a San Telmo in Plaza Dorrego. In quell'occasione ho conosciuto anche il suo amico Nico. Ragá.. il tipo mi ha fatto subito una simpatia incredibile.. lei sembra proprio una bella persona anche se - 'e evidente- é l'opposto di me. Non é vero che mi sembra "l'opposto di me".. anzi su molte cose sembrano esserci diverse affinitá che pero' portano a considerazioni e atteggiamenti opposti. Fatto sta che siamo rimasti in contatto per farci questo trekking insieme, dato anche che quasi tutti sconsigliano vivamente di farlo da soli. Quando ero a Buenos AIres io pensavo piu' al trekking al Paine, ma poi ho realizzato la "densitá di popolazione" di quel percorso e ho ripiegato su quello piu' difficile di Navarino. Giulia, pur non avendo mai fatto un trekking, é sempre stata per "el circuito de los dientes". I due miei nuovi amichetti arrivano ad Ushuaia, é un piacere reincontrarli. Lui, con la sua ironia e il suo fare cattivo mi mette di ottimo umore, davvero. Loro sono i miei amici cattivi-"antagonisti". Io, il loro amico "cattocomunista".&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Scopro che Nico non e' esattamente uno sportivo e che soffre di vertigini. Lui non viene. Sabato 4 marzo, io e Giulia partiamo per "el circuito de los dientes". (nel prossimo post il racconto di quei fantastici 5 giorni).&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Non ho detto una cosa: Luca, che ha una forte somiglianza con Jack Nicholson, ha scritto tre libri. L'ultimo si chiama "jump seat", é a tratti autobiografico e c'é bene o male la storia dell'ostello, dei personaggi che l'hanno reso "vivo". L'ho letto in un pomeriggio, e' stato davvero interessante. Il secondo libro invece si chiama "Natale a Comodoro Rivadavia" ed é stato edito da Sellerio un paio di anni fa. Alcuni dei personaggi dei racconti di Luca ho avuto poi la fortuna di incontrarli "dal vivo". Uno di questi è Gaetano, uno svizzero cinquantenne di un quintale abbondante a cui mancano i denti sulla parte destra della mandibola. Arriva in ostello mentre sono a Navarino. Lo conosco al ritorno. &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Una persona che così, di primo acchito, verrebbe da definire "inquietante". Se gli chiedi "Che ora è?" risponde "non lo so, cambia sempre". Se gli chiedi "Che lavoro fai?" risponde convinto "il professore di Backgammon". Passa un sacco di tempo con il suo pc portatile a cui collega degli enormi cuffioni. Se Gaetano sta ascoltando musica (con le cuffie) non c'e' bisogno di mettere la radio: si sente comunque. I suoi preferiti sono i Ramones e "il primo Cat Stevens". Sta girando l'AmericaLatina da anni e Luca lo conosce per casualità. Quasi tre anni fa era arrivato in ostello, dopo pochi giorni è stato beccato dalla polizia mentre si stava fumando uno spinellone per strada. Gli avevano dato sei mesi di arresti domiciliari. Quì, in ostello; cosi' Luca l'avrebbe conosciuto. Poi il giudice l'ha riconosciuto "incapace di intendere e di volere" e l'hanno "liberato". Ma lui non se ne è andato.. si trovava bene. Quindi spesso ritorna quaggiù a ritrovare Luca e il suo Cruz del Sur. Che Gaetanone non sia proprio "normale" è testimoniato dal fatto che viaggia grazie alla pensione di invadilità psico-fisica che il governo svizzero gli ha concesso.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Una mattina c'e' tutto l'ostello che sta facendo colazione. Facce assonnate, gente che si spalma la marmellata di ciliegie o arance sull'ottimo pane fresco, gente che giochicchia con le bustine di te dentro le tazze d'acqua bollente, la musica della radio è bassissima. Entra Gaetano con il suo cappellino verde con visiera e fa una puzzona. No..non è esatto: Gaetano non fa una puzza, Gaetano tuona. Qualche ragazza fa la faccia schifata, i piu' rimangono esterrefatti, io piango dal ridere. Gaetano allargando le braccia dice "No puedo controlarme", come se fosse inevitabile. Non chiede scusa, quel gesto di allargare le braccia da da solo l'idea dell'ineluttabilità dell'accaduto. E' vero che Gaetano non puo' controllarsi, ha dei seri problemi all'intestino, non va in bagno, ha dei sacchettini legati alla pancia che ogni tanto svuota (mi spiace.. adesso non mi viene in mente il termine). Una notte torno in ostello e in camera c'e' una puzza incredibile. Io mi sento in colpa perchè penso siano le mie robe fradice dopo il trekking. Mi sembra strano che puzzino cosi' tanto, anche perchè le ho chiuse ermeticamente in sacchetti di plastica in attesa di portarle a lavare. Il giorno dopo Luca mi comunica che a Gaetano di notte si è rotto il sacchettino della pupu'. Ah!! mi sono dimenticato di dire che da dopo il trekking il mio letto è diventato quello sopra Gaetanone. Con tutte le conseguenze del caso. &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Un pomeriggio mi sto ascoltando della musica tranquilla, con gli occhi chiusi e la faccia tra il muro e il materasso. Sto ripensando al trekking e a delle cose "carine". Sto quasi dormendo. Arriva Gaetano, si mette sul letto. Si addormenta e inizia a respirare sbuffando verso il muro. L'odore che mi arriva dritto in faccia è tremendo. Dai "pensieri carini" si passa ai pensieri per "l'incolumità olfattiva". Ogni volta che Gaetanone di notte (russa come nessuno mai) si rigira, il mio letto oscilla di svariati gradi, svegliandomi; io mi faccio un sorriso e mi riaddormento. Non mi da fastidio condividere i miei spazi con lui. Anzi, a dire il vero mi sento fortunato di poterlo osservare, inoltre tra me e lui si è anche creato un buon rapporto, mi sento sicuro con lui accanto. Gaetano e' una persona Buona. Gli presento anche il tipo che porta le pizze a domicilio (I'm waitin' for my man, Lou Reed) dalla pizzeria a una quadra. Le pizze fanno cacare, c'è una quantità di formaggio nauseante, solo l'odore ti fa passare la voglia di mangiarle. Las empanadas pero' sono buone (soprattutto quella de panceta y queso). Una conoscenza che a Gaetanone in caso di famazza tornerà utile. &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Luca piu' volte mi dice che se ho problemi posso cambiare stanza. Figuriamoci, non sarebbe carino e -come detto- a me Gaetano incuriosisce, piace. Dopo 4 giorni dall'arrivo ad Ushuaia era pero' successo che Luca mi cambiasse stanza. Gobbo se ne era andato. Ero in stanza con 7 israeliani, di cui 6, poco piu' che ventenni, insopportabili. Tarik era l'unico che "ci stava dentro". Gli altri non rispondevano nemmeno ai miei saluti, lasciavano le robe (tipo calzini o boxer sporchi) in continuazione sul mio letto, quando andavano a letto facevano un casino incredibile, quando si svegliavano idem, parlavano sempre urlando, se li incrociavo facevano finta di non conoscermi, parlavano la loro lingua guardandomi e ridendo. La mattina sono almeno in tre a pompare facendo flessioni a terra. &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Un tardo pomeriggio avevamo ascoltato per la seconda volta di fila un loro ciddì nel living. Era partito la terza volta e visto che non c'era nessuno di loro nello stanzone ho pensato di cambiare. Ho prima chiesto agli altri pochi presenti, m'han detto che non c'era problema e ho piazzato su il ciddì regalatomi da Poli. È partita "Sisters of mercy" di Leonard Choen e dopo neanche due minuti, mentre sono in cucina a farmi un caffè (questo e' uno dei pochi ostelli al mondo dove trovi la cara vecchia moka), sento che qualcuno cambia. Rimettono il loro cd. Guardo stupito gli altri ostellanti, Sue dice "Non cè' nulla da fare, fanno così!", Luca mi chiede scusa, Pablo.. ..evito di ripetere il suo commento. La sera vado da Tarik e gli chiedo se per caso ho fatto qualcosa io di sbagliato e se i suoi amici sono incazzati con me per qualche strana ragione. "No, Carlo, mi spiace. Io sono partito solo, ora sto viaggiando con loro, e spesso mi vergogno per alcune cose. comunque non cè' nulla contro di te! Dai! vuoi un po' di birra??" "Grazie."&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;La sera stessa torno tardi, saranno le 5, loro dormono, sto per salire sul letto quando mi accorgo che non ci sono piu' le lenzuola. Il tipo che mi dorme di fronte me le ha prese e se le è messe sul suo di letto. E' chiaro, la federa del suo cuscino non corrisponde e le sue sono per terra, li ho visti stamattina asciugare con quelle una bottiglia che si era rovesciata. Saranno 13 anni che vado per ostelli e non mi è MAI successa una cosa simile. A) cazzo fai, ti metti a fregare le lenzuola?? B) Non le puoi chiederle a Luca o a Pablo?? C) le "freghi" proprio a quello che ti dorme di fronte??? D)Ma ce l'hai un minimo di rispetto altrui?? E)Ma chi cazzo pensi di essere?? F)Cosa pensi?? Che solo perchè siete in sette, io me ne stia zitto??&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Sono arrabbiatello. Devo controllarmi. Mi faccio un giro nell'ostello dormiente per calmarmi. La cosa che mi fa piu' arrabbiare è che sia proprio il tipo di fronte a me. Torno e vado per gradi. Inizio a smanettare con la pila chiudendo e aprendo l'armadietto cercando di fare -gradualmente- sempre piu' rumore, la tipa che dorme vicino all'armadietto si sveglia, qualcuno inizia a rigirarsi. E' il momento. Vado dritto dall'uomo di merda. Sta dormendo.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Lo sveglio da signore. Facendogli toc toc sulla spalla con una certa insitenza. "Che c'e'?? perchè mi svegli??" "Perchè queste sono le mie lenzuola!! e tu non hai nessun diritto di prendermele!! Hai capito?!?"intanto lo disarrotolo dalle mie lenzuola e il tipo mi dice "sì sì hai ragione, ma che bisogno c'è di svegliare tutta la camera per le tue lenzuola alle 5 di mattina??". Ragà a questa domanda-provocazione del cazzo rispondo ancora una volta da signore. "C'è bisogno perchè pare che qui ci siano delle persone che non sappiano cosa vuol dire vivere con altre persone, dividere dei luoghi!!" -mentre sto rifacendomi il letto- "mi sono sempre comportato in maniera educata e gentile, non mi sembra sia stato reciproco!! E cosa pensavi che tornassi a dormire e non te le avrei richieste?? Sei di fronte a me!!" "E ti lamenti se ora sono incazzato??" "OK, Ok hai ragione" mi dice qualcuno. "ti chiedo scusa" dice l'uomodimmerda. Due tipi della stanza vicino che rincasano in quel momento arrivano, danno un'occhiata e mi danno ragione "non potete pensare di fare quello che volete, non siete i proprietari di questi spazi" Occhei, mi addormento stupito per il mio ottimo inglese. L'indomani racconto a Luca e Pablo l'accaduto; sono increduli, neanche a loro era mai capitata una cosa del genere. Vengo trasferito di sopra. Che è anche meglio, con tanto di vista mare..&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Lo stesso giorno i tipi partono e mi chiedono scusa. Gli dico che mi spiace essermi incazzato ma che l'avevo vista come una mancanza di rispetto. Ci diamo la mano, richiedono scusa e mi salutano (per la prima volta dopo 5 giorni). Sinceramente mi dispiace per loro. Causa e conseguenza so che in questo caso si sovrappongono, storicamente. Ho ripensato a quello che era successo.. avrei potuto tacere e non dire niente ma non mi piace l'idea di subire gli offensivi comportamenti altrui e tacere. Ovvio: fossero stati dei brutti ceffi avrei magari chiesto "Scusa se ti sveglio.. ma .. per favore.. mi puoi ridare le lenzuola?? Per piacere, grazie" La verità è che comunque un brutto ceffo non fa queste cose. Le fanno i bambini viziati che si sentono padroni del mondo e non hanno un minimo di rispetto altrui. Once again.. Tutto quà.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Non so se vi sia mai capitato di avere a che fare con qualcuno che sta per realizzare il suo sogno. Qui succede. Precedentemente avevo detto di quanto costi andare fino in Antartide. C'è gente che risparmia per anni e poi si ritrova qui ad Ushuaia pronta per imbarcarsi. E' il caso di Jonathan, un fiammingo di Kortrijk. Ha prenotato il suo posto da quasi due anni. Passo con lui (e gli altri) la sera prima della sua partenza. Jonathan ha 45 anni, è padre di famiglia, sembra il bambino piu' felice del mondo. "E' da quando ero piccolo che sognavo questo viaggio, domani parto". Jonathan è bruttino, ma con quella felicità, quegli occhi e quel sorriso potrebbe sembrare l'uomo piu' bello del mondo. E' fantastico vedere le emozioni di cui è capace l'essere umano. Un altra volta, "Suerte, que te vaja bien". &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Spesso le serate al Cruz del Sur sono migliori di ciò che puoi incontrare fuori. Merito sicuramente di Luca e anche delle persone che via via si susseguono. E' il caso di Elaine (svizzera piuttosto emancipata), Tony (un allegro signore senza un braccio, di Maiorca), Anne e Christie (due giunoniche ragazze australiane), Leonardo (il nuovo "Pablo" patito di musica disco anni '80 che chiede a tutti di insegnarli qualcosa di inglese, un ottimo ragazzo che è la prima volta che va così lontano da casa), Victoria (una solare ragazza pero' un po' troppo "pressante" e colpevole di avermi detto il risultato di Juve Milan, dopo che stavo aspettando da 6 ore la replica!!), Davide e Seba (due ragazzi designers italiani in erasmus a Baires) e molti altri. Negli ultimi 5 giorni ci sono tre feste di compleanno, "m'imparano" anche ad attaccare i palloncini al soffitto sfruttando la forza elettrostatica del pelo, ci divertiamo. Sarebbero tanti i nomi che mi piacerebbe ricordare adesso, ma vorrei evitare "l'elenco". Tutti ragazzi e signori che poi riprendono la loro strada, molti li vedi verso le 4 di mattina che fanno colazione. L'unico bus che parte da Ushuaia per tornare a nord è alle 5 e mezza del mattino. "Questa è una delle ragioni per cui sono ancora qui" dice Luca sorridendo.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Verso quell'ora rispunta timidamente fuori il sole che in questo periodo saluta dopo le 10 di sera.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;I ragazzi si mettono su i loro zaini e si avviano fuori. Salutano Ushuaia. The house of the rising sun è pronta per ospitare qualche altro viaggiatore che giunge al "Fin Del Mundo, Principio De Todo". Come è scritto sull'enorme murales di fronte al porto.&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/18988284-114246172181676215?l=diariosdecarlito.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://diariosdecarlito.blogspot.com/feeds/114246172181676215/comments/default' title='Post Comments'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=18988284&amp;postID=114246172181676215' title='0 Comments'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/18988284/posts/default/114246172181676215'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/18988284/posts/default/114246172181676215'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://diariosdecarlito.blogspot.com/2006/03/house-of-rising-sun-samuel-posteggia.html' title=''/><author><name>carlo</name><uri>http://www.blogger.com/profile/09306282033677721625</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-18988284.post-114088955874687358</id><published>2006-02-25T09:23:00.000-08:00</published><updated>2006-03-15T14:29:24.010-08:00</updated><title type='text'></title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="font-size:180%;color:#ff0000;"&gt;&lt;strong&gt;Child of the moon-&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="font-size:180%;color:#ff0000;"&gt;Sweet hitch hiker-&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="font-size:180%;color:#ff0000;"&gt;&lt;strong&gt;It's the end of the world as we know it &lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="font-size:180%;color:#ff0000;"&gt;&lt;strong&gt;(and I feel fine)&lt;br /&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;" "Il bambino che amerà viaggiare comincia a sei anni a guardare i mappamondi e le carte geografiche. Inginocchiato nella sua stanza, indifferente a qualsiasi richiamo della madre e del padre, segna con il dito la strada lunghissima che lo conduce per mare e per terra da Roma a Pechino, da Mosca a Città del Capo, lungo gli andirivieni dei continenti e l'azzurro chiaro e scuro degli oceani. Sfoglia le carte: si innamora del nome Bogotà o di Valparaiso, immagina di violare foreste tropicali e deserti, di scalare l'Everest e il Kilimangiaro, come gli eroi dei suoi libri di avventura.&lt;br /&gt;Così l'infinito del mondo diventa famigliare e a portata di mano.. il ragazzo impara che, quando viaggiamo, compiamo sempre due viaggi. Nel primo, il piu' fantastico, egli legge la guida dell'Austria o della Svezia o dell'Irlanda: città, fiumi, pianure, foreste, opere d'arte, notizie storiche ed economiche. E studia il viaggio futuro. Nulla è piu' divertente che progettarlo: perchè il ragazzo muta gli itinerari della guida, stabilisce nuovi rapporti, insegue luoghi sconosciuti, giunge in Austria dalla Baviera o dalla Boemia, evita città o regioni che non ama, stabilisce la durata dei percorsi, distingue mattine, pomeriggi e sere. Le ore sono piene di cose: in una piazza di Vienna si fermerà, chissà perchè, quattro ore. Il tempo viene governato da una gioiosa pedanteria. Quando inizia il viaggio, il ragazzo si accorge che la realtà non ha nulla o poco a che fare coi suoi progetti fantastici. Il paese che immaginava giallo è verde, quello che pensava rosso è celeste. I due viaggi, quello fantastico e quello reale, quello delle guide e quello del mondo, ora si accordano, ora si combattono"&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ho trovato questo tarfiletto e non ho potuto che pensare a te, mio caro capo, spero che il tuo grande viaggio ti dia tantissimo. ..."&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ho ricevuto qualche giorno fa questa mail da una ragazza cui ho avuto la fortuna di fare il "capo" (brutta 'sta parola, eh?!? per non parlare poi di "educatore"..). Mi ha fatto moltissimo piacere e subito l'ho trovata adatta per il blog, per il mio viaggio, per la Patagonia e la Terra del fuoco in particolare.&lt;br /&gt;Tierra del Fuego, dunque. Sud del mondo.&lt;br /&gt;Lunedí 20 febbraio 2006, verso le sette di sera, mancano venti chilometri alla fine della leggendaria Ruta 3, la strada che da Buenos Aires porta ad Ushuaia.&lt;br /&gt;Sto guidando una vecchia macchina giapponese; dal parabrezza anteriore vedo tra le nuvole cariche di pioggia raggi di sole che finiscono sul terreno bagnato. La Terra del fuoco si presenta imponente: montagne, ghiacciai e lagune ci circondano, alcune zone che passiamo mi ricordano i paesaggi dei documentari della tundra, quella dove vivono i "lemming", le zone dei "muschi e licheni", per intenderci. (mai capito che cosa fossero 'sti benedetti licheni.. ma bastava dire la formuletta a memoria alle elementari).&lt;br /&gt;C'e' una luce strana ma forte, devi socchiudere gli occhi per vederci bene. A dire il vero non é neanche facile vedere la strada che alterna tratti asfaltati a tratti in terra e pietre. Il vetro anteriore infatti é pieno di fratture, su queste strade spesso ti arrivano i vari sassi e sassolini che le auto al loro passaggio fanno schizzare. Ci stiamo lasciando dietro un enorme arcobaleno.&lt;br /&gt;"Como anda Carlos?" &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;"Samuelito! Te despiertaste!! Dormiste bien??" &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;ridacchia.. &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;"Quanto falta?" mi chiede.. &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;"Vienti kilometros mas y estamos en Ushuaia!" &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;"Putamadre!! dormí mucho!!" &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;"..y roncaste también!!"&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;.. Sí.. Samuel effettivamente se l'era russata, da dopo Rio Grande non aveva mai smesso.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;"Carlos!! tu tienes el carnet??" &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;"Si si tranquilo!!" &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Singolare.. da subito dopo la frontiera cilena mi cede la guida e mi chiede solo dopo 4 ore se ho dietro la patente.. a venti chilometri dall'arrivo.. . Samuel é argentino ma lavora e vive a Punta Arenas con la sua famiglia, é anche nonno di due bambine di 2 e 5 anni. Lui di anni ne ha 50 e da 26 costruisce caldaie. Mi ha tirato su stamane a Punta Arenas, estremo meridione della Patagonia Cilena. Questo signore dai tratti indio e dai 140 chili di mole sembra davvero una brava persona, ha anche condiviso con me il suo pranzo. Nel retro dell'auto infatti portava due polli allo spiedo e del pane. Ci siamo fermati in un posto imprecisato sulla strada sterrata che conduce da Punta Delgada a San Sebastian, dopo aver passato da poco lo stretto di Magellano. Io e lui, in piedi, tra le nuvolone di polvere lasciate da camion e macchine che ci passavano accanto. Intorno gruppi di guanacos e nandú che guardano curiosi. Il bagagliaio chiuso funziona da appoggio, da tavolo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Da quando sono arrivato a Rio Gallegos, mi sto muovendo in autostop. Terminato il lungo viaggio da Puerto Madryn, ho scoperto che avrei dovuto aspettare almeno 5 giorni per trovare un posto su un bus per Ushuaia. Troppi giorni per una tappa in una delle città più brutte della Patagonia argentina. Le città che si succedono a distanza di centinaia di Km in questo pezzo di mondo, infatti, hanno nomi che ispirano tanto ma che in realtà sono brutte parecchio. "Comodoro Rivadàvia".. che nome!! ti riempi la bocca a pronunciarlo.. arrivi e ti ritrovi in una caotica e grigia città portuale.. Anche "Rio Gallegos" suonava bene, salvo renderti conto dopo neanche mezz'ora che non c'e' particolare ragione per fermarsi qui. Certo.. qualsiasi luogo merita l'attenzione per essere conosciuto.. ma se non vuoi fermarti per mesi nella stessa regione, per forza dic ose, devi saltarne qualcuno.&lt;br /&gt;C'e' anche da dire un'altra cosa, ben piu' importante. Avevo sempre sognato la Patagonia. Da Sepulveda a Chatwin mi ero innamorato di quei luoghi e ancor di piu' di quel senso di immensa avventura che viene fuori da quei racconti. La realtà è ben diversa. Niente di piu' falsso. Dal Nord al Sud, dall' Est all' Ovest, se vi capita di fermarvi nei posti piu' belli (e inevitabilmente "turistici") presto vi accorgerete di essere capitati nella "Svizzera" sudamericana. Un'inesauribile macchina da soldi: questo vi troverete davanti. Qualsiasi cosa tu voglia fare devi pagare. E tanto. Vuoi vedere i pinguini?? 90 pesos. Leoni marini??60 pesos. Andare al parco nazionale?? 30 di bus piú 40 d'entrata. Se devi stare un pochino attento con i soldi, molte cose te le devi scordare. Per non parlare del fatto che mi ero immaginato di spingermi fino a Capo Horn.. 1500 iuri per 3 giorni. A questo punto preferisco spenderne 2200 e farmi 10 giorni in Antartide. No??? No Carlo!! ...tu 2200 euro non ce li hai. &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Certo, non e' solo questo la Patagonia. I paesaggi sono meravigliosi, la gente del luogo (se si ha il tempo e la pazienza di conoscerla) e' gentile e pronta a raccontarti le proprie incredibili storie. Ma constatare come -all'interno di una stessa nazione- i prezzi possano quintuplicarsi e gli spostamenti diventare molto molto piu' difficili, a lungo andare (se stai viaggiando), scusatemi, ma ti "sminchia".&lt;br /&gt;Allora.. &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Arrivato a Rio Gallegos mi dite che senza prenotazione il prossimo bus è tra 5 giorni?? E che, se no, posso prendere l'aereo dopodomani pagandolo 150 dollari?? E che se voglio veder la pinguinera vicino devo spendere 90 pesos?? Fottetevi. Io sono un essere umano, e come tale posso essere piu' potente di tutte 'ste cazzate con le quali quassotto devi convivere. Il sud della Patagonia e la Terra del fuoco me le faccio in autostop. E magari incontro qualcuno che mi c'accompagna lui alla pinguinera. E non me ne frega niente se l'unica persona disposta a tirarmi su alla gas station (dopo un'attesa di 5 ore) non va ad Ushuaia, (Argentina) ma a Punta Arenas, (Cile). Per questa ragione mi sono ritrovato a Punta Arenas; non avevo intenzione di andarci. Mi mancava l'avventura?? Me la sono presa.&lt;br /&gt;Ora si' che mi sento in Viaggio, basta con questo tipo di tour obbligato con tappe obbligatorie "San Martin de los andes- Bariloche- El Bolson- Puerto Madryn- El Chalten- El Calafate- Puerto Natales- Ushuaia".. e reincontrare sempre la stessa gente negli ostelli e per le stradine. Ti senti parte di qualcosa e alla lunga non ti senti neanche cosi' "libero". So benissimo che è inevitabile. Se vai in Italia e' ovvio che ti fai Roma Firenze Venezia, poi magari ci piazzi un Pisa, un Capri e cosi' via. Cazzo fai?? Vai in Sicilia e non vai a Palermo Cefalù Taormina Agrigento Selinunte?? Se sentite i resoconti di viaggi in Messico o Brasile o Peru o Thailandia, tutti negli stessi posti. E' cosi', non ci si puo' fare niente, anch'io non mi sono mai particolarmente sottratto a questo tipo di turismo. Pero' questa è la Patagonia, questa è la Tierra del Fuego, l'ho sempre sognata. Qui lo chiamano "el fin del mundo". Tutte quelle storie di Patagonia express??? Quale avventura alla "fine del mondo"?? Quale libertà, se segui tutta la moltitudine che si sposta da quel determinato luogo a quell'altro determinato luogo?? Quale libertá se nel tuo viaggio segui un itinerario prefissato e "obbligatorio" perché "non puoi non andare li'?? Per alcune cose, occhei, seguiro' cio' che cè`da seguire, per altre no. E al ritorno regalero' un sorriso a chi mi dirà "ma come"?? "non sei stato qui??" Sorriderò sognandomi la scelta, anche stupida-lo ammetto-, di perdermi dei luoghi in cui non puoi "non andare". E cosi' ho scelto di non farmi il trekking di sette giorni al Torres del Paine. Per me- che ho avuto la possibilità, grazie agli scout, di camminare in montagna e piazzare la mia tenda dove volevo, dove si era "stanchimorti" - che significato ha camminare tutto il giorno e svegliarmi la mattina con la mia tenda circondata da altre 70 - 80 tende?? Per di piu' in aree ben definite dove paghi 10 dollari solo per piantare i picchetti?? Posti splendidi, non lo discuto, ma il sentimento di libertà risulterebbe- per me- fortemente e irrimediabilmente compromesso. Arrivare al Glaciar Grey e sgomitare e aspettare per poter avere una foto senza altre persone davanti non fa per me. Al contempo non posso aver la presunzione di avere le meraviglie del mondo solo per me. Lo so. Ma, ripeto, questa è la Patagonia, la terra del fuoco. Voglio libertà e avventura. Niente di piu'. Se "salto" qualcosa, ci andró la prossima volta che torneró qui in Patagonia. Perché tanto non sono uno che viaggia per "mettere crocette". Sono uno che pensa che piú giri, piu' ti rendi conto di non conoscere niente. Prossimo viaggio andró probabilmente in un altro continente, ma non penso di aver visto "abbastanza" qui in LatinoAmerica.. ho visto.. magari anche "un po'" .. ma non "abbastanza". &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;In questi giorni mi sono reso conto dell'incredibile fortuna che ho avuto a finire il cammino per Macchu Picchu, il 26 febbraio del 2001. Dal 1 marzo dello stesso anno è proibito farlo da soli, senza guide, agenzie, gruppi. Per di piu' ormai ti costa almeno 250 dollaroni, in febbraio- marzo è chiuso per pioggia(!!) e manutenzione. Dovevo arrivare qui 20 anni fa?? Si.. forse, ma ovunque è cosi'.. tra 20 anni penseranno la stessa cosa.. Se sentite i racconti del Nepal della metá degli anni settanta e sentite cosa vi dicono ora c'e' da rabbrividire.. Non c'è soluzione a questo problema..&lt;br /&gt;..ma davvero.. fossero solo questi i problemi..&lt;br /&gt;Quindi?? niente.. prendiamoci il nostro mondo cosi'.. ognuno ha il proprio tempo per viaggiare, e si organizza il proprio viaggio come vuole, come lo sente maggiormente "suo" e se non rende le cose peggiori per gli altri, merita rispetto, sempre. Ed è splendido -penso- come anche da queste futili osservazioni esca fuori la grande metafora "vita-viaggio". Chiedo scusa se sembra una frase fatta, se appare banale, ma io ci credo profondamente. Ogni vita è come un viaggio. Ogni viaggio è come una vita. Non sai come ti andrà, cosa ti succederà. Ogni vacanza non è un viaggio, magari solo per il fatto che "sai"- piú o meno- come ti andrá, cosa ti succederá. &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Andiamo per ordine pero'. Eravamo rimasti all'arrivo a "el fin del mundo" in mezzo a colori fantastici, pioggia e sole, guidando la macchina scassata di uno sconosciuto che me l'aveva consegnata centinaia di km prima e poi si era messo a dormire. .. mi ero anche permesso di tirar su, poco dopo la frontiera, un ragazzo che cercava un passaggio fino a Rio Grande. Leonardo si chiamava; lavorava alla gendarmeria di San Sebastian (Aduana chilena). Avevo chiesto a Samuel e lui -scherzando- mi aveva domandato se lo dovevo proprio svegliare per questa roba. "Claro! Claro!" aveva concluso riappoggiando la testa sul sedile. Lo abbiamo lasciato giù a Rio Grande.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;"Andiamo per ordine" però, si era detto. &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Quel lunedì mattina a Punta Arenas ho avuto una fortuna notevole nell'incontrare Samuel.. Dopo solo 1 ora e un quarto, questo omone, alla domanda "dove vai?", risponde "Argentina, Ushuaia!!". Non capita così di frequente di fare autostop e il primo che si ferma ti dice che va proprio dove devi andare tu.. a più di 600 km di distanza!!. A Punta Arenas mi aveva portato Juan, un ragazzo di 26 anni che stava tornando a casa da una vacanza argentina. Mi ha anche accompagnato in giro per cercare un ostello, dopo 6 tentativi mi molla al "Backpacker's Paradise", mettendosi a ghignare quando mi vede camminare con lo zaino verso la porta di quel fatiscente edificio viola e verde. Mentre lui mi saluta, nell' auto dietro la sua vedo Michele (lo svizzero di Pyramides) con dei suoi amici. Lui mi chiama e scoppia a ridere. Eravamo arrivati a Rio Gallegos insieme, lui aveva la prenotazione per quaggiú e mi aveva lasciato alla stazione di servizio con il pollicione direzione Ushuaia. "Cosa ci fai qui?!?" gli racconto tutto e mi invita a casa dei suoi amici per cenare. Il giorno dopo sono invece a pranzare a casa di Juan con i suoi genitori e i suoi tre fratelli.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Il Backpacker's è nella calle Carrera Pinto 1026. Ci sono 24 letti sistemati in 3 stanze, separate dal corridoio da tende verdi; non ci sono pareti. L'ostello è dotato di una bella cucina piu' una sala da pranzo e un living "comuni". E' gestito da Milissen e Alberto, lei ha 26 anni, lui 30; l'hanno rilevato da una coppia di francesi 2 anni fa. In pratica è casa loro, cucinano e mangiano con gli altri; le loro stanze (queste separate da muri e porte) sono in fondo al corridoio. In questo periodo Alberto è fuori, Milissen è aiutata dalla mamma. E' la mamma che una sera orgogliosamente ci dice del perché secondo la credenza popolare questa regione era la meno amata e meno -economicamente-supportata dal regime di Pinochet. Si racconta infatti che durante l'unica visita del sanguinario dittatore a questa cittadina fossero stati gettati sul carro presidenziale numerosi conigli morti. L'esercito prese d'assedio la cittá e la gente si rifugio' nelle chiese. Non so fino a che punto sia veritá il racconto e fino a che punto leggenda, rimane il fatto che la signora afferma di essere stata li'.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Milissen ha una faccia tondissima, un sorrisone sempre presente, faccia "pulitissima", mai un filo di trucco e passa molto tempo con la mamma nella "casetta" sul fondo. Da quella porta ogni tanto escono forti odori d'incenso... Una sera eravamo pochi ragazzi a bere porto cileno nella sala da pranzo. Ci raccontavamo le nostre "avventure", la musica era bassa per non svegliare chi dormiva. Lei era con noi e ad un certo punto ha iniziato ad arrotolarsi una sigaretta di quelle che fanno ridere. Tutti sono scoppiati a ridere "Ma come!! tu??!?!?".. tutti a ridere e a fargli pat sulla testa ricoperta da folti e lunghi capelli neri. ..avete presente gli "isospettabili"?? Quando avevo sentito l'odore `d'incenso mi era venuto il dubbio.. "Ma vá!! Mili?!? impossibile" pensavo.. quando poi si vedeva uscire anche la mamma da quella porticina mi dicevo.. "vedi?? sempre a pensar "male" ("..")!!".. invece lei e la giovane mamma (che davvero sembrava la sorella) c'hanno proprio il "vizietto"!!&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;In ostello chi vuole mette la sua musica, sabato 18 c'è il tributo ai Rolling Stones. Stanotte suonano gratis a Rio, Praia do Copacabana: 1 milione e mezzo di persone attese. Partendo dal presupposto che realmente puo' essere una delle esperienze piu' pericolose sul suolo sudamericano, ho il forte rimpianto di non esser presente. Avrebbe voluto dire pero' fare tutto un altro viaggio. Molto probabilmente avrebbe significato girare solo per il Brasile. In Brasile praticamente non ci sono stato. Solo nel secondo viaggio mi ero fermato poco piu' di una settimana tra San Paolo (1 ora e mezzo), Florianopolis, Puerto Alegre e Foz, niente di piu'. Il Brasile ho deciso che me lo girero' un'altra volta. Avrò bisogno almeno di 3 mesi (!!). &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Beatles o Rolling Stones? Questa storica domanda era stata posta in un questionario che io e Bianca avevamo proposto ai nostri nuovi scout, ottobre 2004 (quello del Vote for Change tour). Stava per iniziaere una delle piu' belle avventure. Noviziato Mi 17- 13. Dopo 3 anni di capo a bambini fino a 12 anni avrei avuto a che fare con gente di 16-17. Ero tutto contento perchè pensavo di trovarmi davanti ragazzi "grandi". Mi ricordo la prima volta che li avevo visti.. "Minchia che babbi!!" avevo pensato. Soprattutto i ragazzi. Dopo un anno mi sarei accorto di come avessi avuto la possibilità di vederli crescere. Penso che realmente si cambi molto nell'arco del terzo anno delle superiori. E' ovvio! i ragazzi rimangono orgogliosamente dei babbi, però assisti al definitivo passaggio ragazzino- ragazzo. Se penso a me a 16 anni, la definizione babbo è quella che piu' mi si addice. Il fatto che poi vada bene anche per i 27, questo è tutto un altro problema. Comunque.. Durante la prima riunione gli avevamo consegnato il questionario.. così per conoscerci, domande di qualsisasi tipo. Su 15 solo 1 sapeva chi era Antonino Caponnetto, (chi risponde di questo?? noi, società italiana; nessun altro). Su 15 nessuno aveva risposto "Rolling Stones". Riconosco ai fab four un'induscusso genio e delle melodie che necessiteranno di un'eterna riconoscenza. Ma gli Stones?? Io preferisco loro. Geniali e sanguigni. Mi piaceva pensare che avessero risposto Beatles perchè in realtà gli Stones non li conoscevano. "mi piaceva pensare" fino ad un certo punto. Se devi esprimere una scelta devi almeno avere un'idea delle differenti opzioni. Un "conosco solo i Beatles (e poco)" l'avrei trovato meritevole del massimo rispetto. Fatto sta che sabato 18 febbraio 2006 nel backpacker's Paradise risuonavano alte le note del ciddì che io e Bianca regalammo ai ragazzi dopo la riunione della settimana seguente. Non sono bravo a fare molte cose.., anzi... ma se ce ne è una che posso dire di saper fare "benino".. è fare le compilation. "Pleased to meet you.. Hope you guess my name" (da Sympathy for the devil) "The Rolling Stones" così era intitolato il regalo. Una settimana di lavoro e seghe mentali sulle canzoni da mettere, quale versione e in quale ordine. Era il primo della gloriosa etichetta "Laticinium Records". Va be'.. raga mi sono "scimmiato".. ve la dico.. se qualcuno volesse farsi un -per me- gran bel ciddi' degli Stones, è questo:&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;ah.. e' ovvio: mancano dei grandi "pezzi", alcuni gli sono stati dati su altri ciddi', altri no. Ultima considerazione: i vecchi e gloriosi live, anche se ufficiali, non sono stati potuti utilizzare per non far abbassare la qualità sonora della compilation (ovviamente non sono stati utilizzati file mp3) &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;1) Get off of my cloud&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;2) Street fightin' man (da Stripped)&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;3)Let's spend the night togheter&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;4)Jumpin' Jack Flash&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;5)Wild horses (da Stripped)&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;6)Ruby Tuesdy (da Flashpoint)&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;7)Paint it black&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;8)Lady Jane&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;9)You can't always get what you want&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;10)Brown Sugar&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;11)Mother's little helper&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;12)She's a rainbow&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;13)Angie (da Stripped)&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;14)Sweet Virginia (da Stripped)&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;15)Sympathy for the devil (da Flashpoint)&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;16)Like a rolling stone (da Stripped)&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;17)Play with fire&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;18)Satisfaction&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;19)As tears go by&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;20) Don't stop&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Venti pezzi per 79 minuti e mezzo (era tra 79:24 o 79:36), avendo epro' effettuato dei tagli sul pubblico di alcune tracce live.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Il brutto di fare tante compilation è che ogni tanto pensi di esserti avvicinato ad una quasi perfezione. Quando magari c'e' da fare un regalo, e non è una femminuccia, ne usi una già pronta. E' una cosa che faccio molto raramente e non volentieri, ma quando si tratta degli Stones- purtroppo- attingo a questa. (Scusami Lazze).&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Discorso Stones -fortunatamente- concluso.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Il "Backpacker's" ha un abitante un pó particolare. Si chiama Samanta (senz'acca.. Ho chiesto). Ha 4 anni ed é coperto da un corto e folto pelo beige scuro. Viene chiamato "l'ayutante di Santa". É infatti uguale spiccicato al cane dei Simpson, "il piccolo aiutante di Babbo Natale". É realmente uguale, anche nei modi di fare, sempre timoroso. É sempre in mezzo ma non cerca coccole. Pare sempre pauroso. Mili l'ha raccolto per la strada quando aveva sei mesi. A Samanta piace accompagnare gli ostellanti nei loro giri. Quando qualcuno apre per uscire e lui si avvicina, Mili dice "Espera! la Sama quiere salir!". Il cane esce con te, ti accompagna fino dove devi andare e ti aspetta per tornare insieme al Backpacker's. Una volta mi ha aspettato per 45 minuti fuori dall'internet point. Mi guardava attraverso il vetro, mi ha intenerito, mi sono discopnnesso, siamo andati a casa e poi sono ritornato "in postazione". Mi piace molto constatare la libertá di cui gode questo cane. Se si mette davanti alla porta basta che qualcuno apra e lui se ne va a frsi i suoi giri passeggiando davanti al mare dello Stretto di Magellano. Se c'é una cosa per la quale Samanta inizia sistematicamente ad abbaiare, é il suono del campanello o di qualcuno che bussa. Con orgoglio posso affermare che Sama ha imparato a riconoscere il mio bussare (un "ta ta ra ta ta.. TA TA.. téun!".. capito qual´é???).&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Ha avuto modo di impararlo per il semplice fatto che in Punta Arenas mi sono fermato una settimana. Dopo due gioorni di permanenza infatti decido di iniziare il viaggio per Ushuaia. Non passo per la strada piu' trafficata. Una mattina presto mi dirigo con Lionel (un ragazzo francese conosciuto in ostello) al porto di Punta Arenas. Lí ci imbarchiamo su un piccolissimo traghetto che porta al paesino di Porvenir, dove inizia l'inesplorata e poco abitata Tierra del Fuego cilena. Il paesaggio é indimenticabile; Porvenir cresce su una baia protetta dall'oceano, i colori intorno sono brillanti, numerosi e nerissimi delfini accompagnano la barca al molo saltando ripetutamente fuori dall'acqua. Io e Lionel sappiamo che forse ci metteremo giorni per giungere ad Ushuaia, ma questo pezzo di mondo é davvero splendido e molto differente dal luogo che ci siamo appena lasciati alle spalle. I primi che ci danno un passaggio sono degli operai che ci caricano sul retro di un furgoncino simile ad una grande Ape. Il guidatore ad un certo punto ferma, viene da noi e ci dice di fare attenzione ad un certo sacchetto di iuta che deve essere lí dietro in mezzo ai sacchi di cemento, alle pale, varie cianfrusaglie e noi. Sopra il sacchetto ci sono i nostri zaini. Dentro ci sono dei pulcini. Uno non c'é piu'... Ci scusiamo moltissimo con il signore, ci dice di non preoccuparci. Gleli aveva regalati un suo amico per darli ai suoi filgi. "Non hay problema, muchachos!! Hay 7 mas!". Sará anche stato gentilissimo ma io e Lionel ci sentiamo davvero in colpa.. Quando pero' riparte, ci guadiamop in faccia e dobbiamo trattenerci a stento risa e lacrime. Un piccolo camioncino ci prende poi e ci scarrozza fino a Camerón. É un paese piccolissimo. Non c'e' neanche una farmacia aperta e io non mi sento tanto bene (in realtá stavo "male"n.d.C.). Prendo una tachipirina e ci mettiamo in un baretto a bere té caldo. Parliamo con il propietario che ci conferma che sará difficile trovare qualcuno che vada almeno verso il confine. Qui bus non ce ne sono (lo sapevamo che la Lonely Planet aveva completamente toppato), peró suo fratello sta per andare a Porvenir e stasera alle 8 c'e' il battello per Punta Arenas. Li' conosco la situazione e al Backpacker's mi sento a casa (la mamma di Mili mi aveva sconsigliato di partire vedendo la mattina la mia faccia). Abbraccio Lionel e gli auguro "suerte". Alle 11 sono in branda, dopo che gli altri ragazzi mi hanno preso per il culo vedendomi tornare "sconfitto" dalla "missione Ushuaia". Cosí Sama avrebbe imparato a riconoscere il mio "ta ta ra ta ta.. TA TA ..téun!". &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;In ostello c'e' Olivier, un francese che vive sulle Alpi, suona qualsiasi tipo di strumento musicale, ama il rock and roll(o) soprattutto anni '50 e '60. Il suo cantante preferito é Neil Young. Lui, per primo, mi aveva messo in guardia dalla densitá della popolazione del Torres del Paine. Lui, pr primo, mi consiglia di farmi il Circutio de los Dientes alla isla Navarino. Al contempo mi dice che per giungere da Ushuaia all'isoletta cilena si pagano cifre "assurde". Tutto per colpa dei casini tra Argentina e Cile. Pensate che qui la mappe geografiche della zona illustrano solo la parte cilena. La parte argentina é bianca, sono segnati solo i confini. Come se uno prendesse in Italia un cartina delle Alpi e la zona oltreconfine diventasse all'improvviso bianca, senza nulla. Il Backpacker's sembra una colonia francese.. sulla Routard é "vivamente consigliato" e sono spesso i francesi quelli che usano questa guida (per lo piu' poco attendibile e con mappe e cartine approssimative, a mio immodesto avviso). David -mezzo brasiliano ma che vive a Parigi -é qua con Francois, un suo amico di origine vietnamita. Sta facendo uno studiop sull'immigrazione croata da queste parti. Mi porta al club croato, conosco la presidentessa e il console. Mi sembra di aver capito che c'é un'altra ragione perché Davíd sia qui.. David ha conosciuto in questo ostello la sua ex ragazza di cui parla spesso e con un pó di rimpianti. Lei fa la guida al Torres del Paine e lassú ha visto piu' volte dei puma. Quella dii David mi sembra un pochino una "operazione nostalgia". Coraggioso (io non tornerei ora a Cuzco), anche se capisco la sua voglia di "riappropriarsi" di questo luogo. Avete presente quando la tipa ti molla e una delle tue canzoni preferite diventa la "sua" canzone perché troppe volte hai vissuto quella canzone con lei accanto o troppe volte hai pensato a lei sotto quelle note e parole?? Ti "riappropri" di quella canzone man mano che hai nuovi ricordi e emozioni ai quali la ricolleghi. Ci si mette un po' ma quando riscopri che quella é di nuovo una "tua" canzone.. beh.. allora sei bello contento e capisci che un'altro pezzo di strada é stato fatto.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Un bel personaggio che dorme in quella settimana in ostello é Luis, cileno ,38 anni, lavora al mercato comunale di Santiago del Chile. Ë la prima volta che viaggia solo e fa di tutto per convincermi a fare il trekking al Torres del Paine insieme. Mi dice anche che ha comprato qui nella Zona Franca (dove io ho acqistato una nuova tenda grazie ad un regalo "allungato" da una nota zia romana) un'ottima bottiglia di wiskey invecchiato da bersi davanti a quegli splendidi ghiacciai.. A dire il vero sembra quasi un po' troppo pressante, tant'e' che mi sorge il dubbio che sia... Quando poi mi mostra la foto della sua ragazza mi sento un po' piu' tranquillo.. Mi ricordo il primo giorno che é arrivato.. ha dormito per 18 ore di fila. Mi piace moltissimo condividere i miei spazi con gente che viaggia.. é una bella sensazione quando arriva gente che é stravolta dal viaggio e la vedi addormentarsi verso le 3 di pomeriggio e svegliarsi la mattina dopo. Vuol dire che stan viaggiando, che son distrutti, che sono vivi. E' una stanchezza diversa da quella "lavorativa" alla quale assistiamo nelle nostre vite "normali".&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Con Luis parlo tantissimo di calcio, a dire il vero mi succede spesso -non solo con lui- anche perché una delle domande piu' frequenti che si fanno é "Quando ritorni nel tuo paese??". La mia risposta é sempre "Non lo so.. al massimo per i Mondiali". E' Inevitabile con lui accennare a Italia Cile 2- 2, Francia'98. Lui mi ricorda lla grande doppietta di Salas, io il passaggio di Baggio a Vieri sul nostro 1 a 0. Poi c'era stato il rigore di Baggio (regalato..). All'interno del gruppo di amici quel rigore ce lo si ricorda bene. &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Metá giugno del 1998: per molti (ma sempre minoranza) era il primo anno di universitá. I ragazzi si ritrovano quel pomeriggio a casa di Alice (in realtá era lo studio del padre). Milano, via Ausonio 7, primo piano a sinistra. Non siamo tantissimi.. al massimo una ventina. Solite scene di gente che arriva con sacchetti stracolmi di birre e qualcosa da speluzzicare, gente che protesta perché qualcuno porta le birre non giá fredde, gente che arriva in ritardo e citofona per minuti. La voce di Brunone Pizzul rimbomba per il Paese. E' il tempo della Baggiomania. Passiamo tutto il tempo a inneggiare "Roberto".. "Se segna Baggio mi butto giú dalla finestra" "Se segna Baggio mi faccio una sega" "Se segna Baggio prendo a testate il muro" "Se segna Baggio, Alice, io ti distruggo la casa" "Se segna Baggio corro nudo fino in Duomo". 40imo del secondo tempo.. stiamo perdendo 2 a 1 la prima del mondiale.. rigore.. Roberto é sul dischetto. &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Baggio segna. &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Un boato. É il delirio, quello vero. La gente impazzisce.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;In fondo alla stanza c'e' una finestra con un gorsso davanzale, sotto la finestra un basso e lungo calorifero. Urla primitive, magliette che iniziano a svolazzare, ci precipitiamo verso la finestra per urlare al mondo intero la nostra gioia mentre alcune signore passeggiano con sacchetti provenienti dall'elegante perpendicolare via DeAmicis. Ci guardano sbalordite. Mentre noi maschietti siamo incontrollabili vedo ma non riesco a sentire una nostra amica che indica il calorifero. Micól urla qualcosa ma non si capisce cosa dica. Noto che siamo in piedi sul termosifone, tutti con i piedi su una tela bianca che lo copre. Con i piedi lo spostiamo per non macchiarla ulteriormente. Continuiamo a festeggiare. Micól non stava indicando la tela. Dopo pochi istanti il calorifero si é disincorporato dal muro, cadendo a terra. &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Fortunatamente non era inverno, era spento e non e´uscita troppa acqua. Abbiamo aspettato la fine delle sofferenze e ci siamo adoperati per metterlo -un po'- apposto. Pietrone Vecchi, come al solito, si mette a smanettare con Lorenzino che, come al solito, lo assiste guardandolo da vicino. Alice ci promette che é l'ultima volta che ci invita a casa sua. Inutile dire che dopo pochi giorni eravamo di nuovo la'.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Finito il racconto, Luis ride tantissimo e in quel momento bussano alla porta. Mili é uscita, Sama non si trova. C'improvvisiamo dueños. Son tre ragazze tedesche che cercano da dormire. Da veri padroni di casa, le facciamo vedere le camere, i bagni, gli spazi comuni e gli comunichiamo che il prezzo é di 3500 pesos chilenos ($), uno dei due piu´economici in ciitá. Dopo una mezz'oretta torna Mili (con Sama), loro parlano a lei e decidono di piazzarsi nella "tripla". C´'e una tripla??? Nel living c'e' una porticina. Lá dentro c'e' la tripla. Una specie di sgabuzzino soopalcato dove -non si capisce come- ci sono entrati 3 materassi. Si vede che sono rimaste "impressed" dalle tendine a mo' di pareti! Il giorno dopo le ragazze ci fanno vedere un disegno che hanno fatto sul muro della "tripla". Sará grande almeno 120 x 100 cm. Tutto colorato c'e' il cono sudamericano su cui sono segnate le localitá che loro hanno toccato in 3 mesi. Per ogni localitá ci sono disegnini che raffigurano gli highlights dei giorni trawscorsi in ciascun luogo ("tutti" gli highlights). Ragá.. davvero un lavoro fatto bene. Quando ce lo volevano mostrare avevo un po' "storto il naso".. non mi piaceva infatti l'idea di qualcuno che imbrattasse un muro bianco in casa altrui. (La cabaña a Punta del Diablo sembrava quasi disabitata e parlare di muri -lí- mi sembra eccessivo). ("ogni volta che non sono coerente..."). In realtá.. il disegno mi piace molto e inoltre ho apprezzato di brutto l'idea. Davvero carino. Se invitassi uno a casa mia e questo di notte mi disegnasse il suo viaggio su un muro un po' nascosto (tipo dietro una porta), la cosa non mi dispiacerebbe. &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;La loro tripla viene occupata nei giorni seguenti da Ludó e Debó. Lui faceva il commesso a Lille, lei fa la traduttrice inglese,spagnolo,francese,portoghese. Lei é la prima persona che conosco che viene dalla Guyana francese, si nota una leggera influenza brasileira. Stanno viaggiando da marzo, si sono fatti Nepal, sudest Asia, Nuova Zelanda e sono arrivbati in SudAmerica 5 gorni fa. Hanno tempo e soldi fino a ottobre.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Stai male.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Una caratteristica che Debó ha, é quella di parlare con molte parolacce. Non mi sono mai piaciute quelle persone che parlano una lingua straniera con tante "maleparole", magari solo per far capire che sanno la lingua. Giá spesso non sono particolarmente fini, se poi sono dette da uno straniero suonano ancora peggio. C'e' anche da dire che forse stonano rispetto a lei perché Debó e´di una gentilezza unica. Ogni sera fa praticamente tutto lei per la cena. E salvo aggiungere di nascosto tonnellate di sale nella pentola si puo' dire che é una buona e cara cuoca.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;David, Francois, Debo, Ludo e Isabel (una ragazza di Lione che é stata con un tipo di Milano) partono lunedi' tutt'insieme per il Paine. Io mi dirigo verso il porto per riprovare Ushuaia Mission da Porvenir. Lunedí é l'unico giorno che il barco delle 7:00 non parte. Bisogna aspettare domani. Meno male che avevo anche chiamato l'ufficio del turismo.. "Si si, tranquillo!! C'e' tutti i giorni!". Cosí mi sono ritrovato sull'unica strada che collega Punta Arenas a qualsiasi altra destinazione. &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Mentre aspetto di lasciare la punta piu' a sud della regione di Magallanes penso al sogno sfumato pochi giorni prima. "off the beaten tracks" diceva un foglio che due ragazzi avevano appeso nella cucina dell'ostello. I due tipi vendevano per 1550 iuri il loro giallo furgoncino Wolkswagen, con tutti i permessi, le robe per cucinare e docciarsi, 7 sedili totali e due materassi. Anche impianto hifi con cavo aux. Pare fosse perfettamente funzionante. I tipi l'avevano portato ad aggiustare da un meccanico che conosceva Mili. Una sera c'era una cena a cui un'amica di Mili s'era presentata con il papa' (spesso qui ho visto giovani e non che escono con i loro genitori). Beh.. questo signore, anche lui amico del meccanico, si era incuriosito ed era andato li' a vedere. Dopo che i ragazzi se ne erano andati lui ha iniziato a parlare con il "capo" e quest'ultimo, in totale confidenza, gli aveva garantito che il furgone sarebbe arrivato tranquillamente dall'altra parte del continente. "Se ti interessa davvero, contattali subito! Sono passati di qui 2 settimane fa!" mi aveva detto. Avevo giá scritto ai tipi. L'indomani la tremenda notizia. "Bella gorda" (questo il nome del furgoncino) aveva giá un biglietto per accompagnare uno dei due proprietari in Australia. Mi vedevo giá sulla carretera Austral, musica appalla, almeno una persona per continente sui sedili, la strada da divorare e fermarsi per piazzare la tenda dove capita, in mezzo al "nulla". Poi arrivavo a Caracas e la rivendevo, sarebbe stato -alla fine- piu' economico di bus e ostelli. Inoltre la gente che carichi su mica viaggia aggratis. Un po' te lo fai dare. Quando poi avrei raggiunto i 1550 euro Bella Gorda sarebbe divenuta4 free. Se ho una botta di culo e mi capita qualcosa di analogo non me la faro' scappare. Mentre facevo questi pensieri, mi si ferma davanti Samuel.&lt;br /&gt;...continua..&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Un caro saluto a tutti!&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Finalmente dopo mille peripezie sono riuscito a varcare il confine per giungere nell'isola cilena di Navarino.dall'altra parte del canale di Beagle.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Sono contentissimo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Sto per partire per un trekking di 5 giorni lungo il sentiero segnato (spero) pi'u australe del mondo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Vi chiedo scusa per la mail comunitaria.. ma qui l'unico intenet di un privato é lentissimo e mi si e' gia' bloccato per 3 volte.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;volevo solo dirvi che vi ringrazio per avermi accompagnato per pezzi (chi lunghi chi corti) di strada.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Davvero un abbraccio ad ognuno di voi.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ciao a tutti, belli e brutti&lt;br /&gt;scusatemi ancora la comunitarietá e la fretta ma ci tenevo a salutarvi in questo momento.&lt;br /&gt;A presto&lt;br /&gt;Carlo&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/18988284-114088955874687358?l=diariosdecarlito.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://diariosdecarlito.blogspot.com/feeds/114088955874687358/comments/default' title='Post Comments'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=18988284&amp;postID=114088955874687358' title='1 Comments'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/18988284/posts/default/114088955874687358'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/18988284/posts/default/114088955874687358'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://diariosdecarlito.blogspot.com/2006/02/child-of-moon-sweet-hitch-hiker-its.html' title=''/><author><name>carlo</name><uri>http://www.blogger.com/profile/09306282033677721625</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-18988284.post-113935452979422060</id><published>2006-02-07T14:26:00.000-08:00</published><updated>2006-02-12T16:21:29.466-08:00</updated><title type='text'></title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="font-size:180%;color:#ff0000;"&gt;Medley: Old laughin' lady-&lt;br /&gt;Elderly woman behind the counter in a small town&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;Lungo la costa argentina che da Buenos Aires corre fino al Sud del mondo, c'è un isolotto dalla forma ottagonale (decisamente irregolare..) collegato al continente da una sottile striscia di terra. È la Peninsula Valdes, nella parte Nord della Patagonia, sul 42imo parallelo australe, dopo che il fertile verde de La Pampa diventa prima il giallo sporco di Rio Negro e poi l'arido color senape della provincia di Chubut. È a piu' o meno due quinti della strada che bisogna percorrere per arrivare dalla Capitàl Federàl a Ushuaia. La città più grande nelle vicinanze è Puerto Madryn, centro urbano deputato al commercio via mare ,all'industria pesante, siderurgica in particolare, e all'estrazione di petrolio. Verso gli anni settanta tale città contava quasi 3.000 abitanti, adesso, almeno 30 volte tanto. Da Puerto Madryn si parte per giungere, dopo un centinaio di chilometri, al cuore della Peninsula. Peninsula Valdes è una riserva faunistica, qui vengono a abitare da giugno a dicembre la grande maggioranza delle balene franco australi, questa è la casa di leoni marini, elefanti marini e foche. Punta Norte, l'angolo più a nord dell'ottagono, ospita durante tutto l'anno alcune colonie di pinguini di magellano, un pò piu' piccolini rispetto a quelli dell'Antartide. In questo territorio è realmente possibile incontrare guanacos, volpi grigie, alcuni armadillo, rheas, mara e anche dei piccoli nandù.(!).&lt;br /&gt;Per arrivare alla Peninsula Valdes si passa per un posto di controllo; qui, dove il bus si ferma per molti minuti, si paga l'entrata. Il costo è di 1 peso per gli abitanti della provincia, 10 per i sudamericani, 35 per gli altri. L'unico centro abitato è Puerto Pyramides, sul golfo che congiunge la "striscia di terra" all'"isoletta" nella parte sud della Peninsula. Il paese si sviluppa lungo un'unica strada asfaltata. Non ci sono parallele o perpendicolari. C'è solo questa strada, le poche case sui due lati non hanno più di un piano. Qualche cabaña ha al massimo dei mezzipiani rialzati.&lt;br /&gt;Indubbiamente questo luogo risente moltissimo del grosso afflusso turistico che prosegue quasi ininterottamente per tutto l'anno. Questa è una fermata -praticamente- obbligatoria per chi voglia avventurarsi verso la parte piu' meridionale del'Argentina. Gran parte dei turisti viene qui con escursioni in giornata organizzate da Puerto Madryn, raramente rimane qui a dormire; se lo fa, è molto molto improbabile che si fermi per piu' di una notte. I costi all'apparenza sono proibitivi: per mangiare il classico sandwich con milanesa (panino con la cotoletta) si pagano 12 pesos, anzichè i 2 o 3 ai quali si è abituati.&lt;br /&gt;Niente paura.. nessuna nostalgia per i nostri Autogrill!! Molto semplicemente questo è uno dei cibi piu' economici.. C'ê da dire anche che l' "Apollo" ormai non è piu' buono come un tempo, Poi quelle due fettine di pomodoro sbattute li' -che spesso in realtà sono 1 fettina piu' 3/4..- fanno effettivamente tristezza... e per concludere.. che fine ha fatto la gloriosa "Rustichella Mediterranea"?? ..e il golosissimo "Panchito"??.&lt;br /&gt;Ci sono moltissimi ristoranti e alberghetti, tutti piuttosto cari; i negozi di souvenirs e gadgets (nessuno particolarmente trash..) imperversano su tutti i lati, altrettanto si puo' dire per le agenzie che organizzano escursioni, tours, per ammirare la naturaleza. Effettivamente Puerto Pyramides non invita chi viaggia a fermarsi quaggiu' per molto tempo. Sarà causa o conseguenza ma anche i vari propietari dei negozi non colpiscono per la loro gentilezza.&lt;br /&gt;Il paese ha iniziato a svilupparsi dal 1901, quando la ferrovia riusciva a portare qui i materiali che sarebbero serviti ai primi abitanti per viverci e essa stessa costituiva l'unico mezzo per raggiungere il resto del continente. Tutt'oggi è possibile vedere le primissime rotaie e i primissimi vagoncini. Sono rimasti li', completamente arrugggini, dove ora c'è la "piazza" principale, uno spiazzo d'erba (bruciata dal sole) a lato dell'unica strada, in fondo, in alto, dove il paese sembra finire, prima che la ruta si esaurisca scendendo verso la punta tra lo spiaggione principale e la grande spiaggia piu' isolata. Accanto ci sono l' hospedaje e il bar "El español", i piu' antichi e i piu' economici del paese; qui vengono a ber qualcosa i paesani (non cè`neanche la macchina per il caffè). Nel 2009, El español compira'un secolo di vita. &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;br /&gt;L'ultimo censimento dice che Puerto Pyramides è "casa" per 348 persone. Non deve essere per nulla facile vivere in questo posto. Il fortissimo vento ti colpisce ininterrottamente, il sole picchia forte (siamo anche vicini al buco dell'ozono.. qualcuno paga.. sempre..), di giorno ci possono essere 40 gradi. Di notte nessun si stupisce se si scende sotto i dieci... ..e siamo in febbraio, piena estate..&lt;br /&gt;A Puerto Pyramides vive Mabèl. Mabèl è una signora alta piu' o meno 1 metro e 65, capelli grigi-castano chiari tirati indietro che cadono sulla fronte a mo' di frangetta, corporatura importante ma "agile". Non è "grassa", semplicemente non è magra.. ha l'aria di una che scoppia di salute, pare bella tonica, ecco. La incontro la mattina che cerco qualche posto per dormire a Puerto Pyramides. Apro la porta del bar dell' hospedaje "El español", è molto buio, la televisione accesa, alcune stoffe colorate appese alle pareti, vecchie bottiglie impolverate sulle mensole, sul bancone c'e' di tutto (vestiti, giornali, medialunas vecchiotte), la cassa è tipo quelle che potevi incontrare nei paesini sperduti nell' Italia di 20 anni fa. Il pavimento in legno scricchiola appena ci si appoggiano i piedi. Lei sta tagliando i capelli ad un signore. Si volta di scatto e con tono scortese, quasi intimidatorio, mi chiede "Cosa vuoi??".. "Vorrei sapere se è possibile dormire qui, signora.. per favore.. grazie..". "una stanza da dividere costa 12 pesos, ma devi aspettare perchè la devo pulire.. adesso non è pronta..occhei?!!?" "si... una domanda per favore..." "No kitchen!" "Va bene.. grazie.. volevo solo sapere se..." "Il bagno è in comune!" "Perfetto.. grazie.. signora.. volevo pero' solo sapere se nel frattempo posso lasciare lo zaino qui.." "Fai come vuoi.. pero' adesso smettila di far domande perchè devo finire di tagliare i capelli a Juan!". Mabèl è dura.. diretta.. fa di tutto per metterti a disagio.&lt;br /&gt;Non so perchè ma Mabèl mi piace di brutto, mi è simpaticissima.. non ho mai incontrato qualcuno di cosi' scorbutico.. non è maleducata.. sicuramente pero' non ti senti a tuo agio.. Mentre pronunica quelle frasi non riesco a non ridere.. poi c'e' da dire una cosa.. Mabèl ha una faccia buonissima. Dura.. ma buonissima. Dopo aver appoggiato lo zaino in un angolo, cerco di trattenere il riso e mi riavvicino a lei alzando l'indice della mano destra. "Mi scusi signora se la disturbo nuovamente.. - non si gira, continua a tagliare i capelli- .. volevo sapere se qui l'acqua del bagno è potabile" si gira veloce, mi scruta per un momento e abbozzando un quarto di sorriso mi dice:" Si Si.. tranquillo, qui la usiamo per bere, cucinare, lavare i pavimenti...". C'e' da dire che questo accostamento non lo riesco a capire a fondo. "Adesso basta pero', Tano!! (ha capito che sono italiano) se no dormi nella camera sporca!". Vado in spiaggia.&lt;br /&gt;Quando finalmente ritorno e mi butto sul letto lasciando la porta aperta, appare lei. "Tano! pagame." Chiaro! sono qui da poche ore ma ho capito che cio' che dice Mabèl è un ordine. Mi alzo, pago e le chiedo fino a che ora si puo' rientrare la sera. "Se io sono già andata a dormire devi entrare dal retro, là c'e' una stradina che ti porta alla calle" "Scusi.. dove??" "la'.. -facendo il gesto con la mano- poi te la cerchi" "grazie signora". Davvero non posso fare a meno di ridere ogni volta che parlo con lei. Mi ricorda molto la mia prof. di latino e graco al Berchet: la estimadisima prof. Maristella Ceva.&lt;br /&gt;Le camere sono sul retro del bar, circondano delle aiuole di gerani delimitate da un'infinità di bottiglie di vetro verde, capovolte, infilate nel terreno. Qui si puo' fare amicizia con gli altri viaggiatori che hanno avuto la fortuna (e la tenacia) di incontrare questo posto. Puo' capitare che mentre parli con qualcuno di loro compaia all'improvviso la señora Maria, 85 anni, che ti mostra fiera la foto di lei con sua nonna; scattata proprio davanti all'entrata del bar, 70 anni prima. Maria si lamenta per il fatto che che nessuno dei due figli le abbia dato nipoti. Se provi a dirle qualcosa è praticamente inutile: è praticamente sorda. Pero' ti fa sempre dei grandissimi sorrisi. Maria è la mamma di Umberto e Alberto. Umberto è il "compagno" di Mabèl, con lei gestisce l'hospedaje; Alberto gestisce il bar. Il secondo giorno avevo chiesto a Mabèl quale era il mod piu' economico per fare escursioni in Peninsula. Lei mi dice che di solito la maniera piu' "barata" è farle con Umberto per 50 pesos (anzichè 90).. pero' quella mattina avevano litigato, quindi mi consiglia di mettermi a fare autostop ma di non dirlo a nessuno. Qui ci vivono con le escursioni. Mi portano fino all'incrocio della strada per Madryn. Aspetto per 4 ore che qualcuno mi tiri su fino a Punta Norte ma.. nada. Rimango a 40 km da Pyrmides e 50 dai pinguini. Cambio lato della strada e dopo un po' una famigliola mi riporta a "casa".&lt;br /&gt;In tutte le stanze e nel bar ci sono stoffe e legni con su disegni fatti a mano. Li ha dipinti Mabèl, alcuni "così.. tanto per abbellire", altri in seguito ad un corso di pittura che ha frequentato per 1 anno a P.to Madryn. Mabèl ci tiene a spiegarti tutti i lavori di "chiaro-scuro" e di prospettiva che ha dovuto seguire nel colorare. Vicino al bancone ce ne è uno che raffigura una casa sul bordo di un lago con in fondo delle montagne e il sole che tramonta. C'e' anche un albero sui cui rami ci sono due altalene. È la casa dove è cresciuta Mabèl, vicino Esquel, nella zona dei laghi nella Patagonia settentrionale, sul confine cileno argentino. "Vedi questi tronchetti vicino alla riva del lago? Ce ne erano quattro di diverse altezze. Quando l'acqua copriva il terzo, mi ricordo mia mamma che ci prendeva tutti e ci metteva a letto nel piano piu' alto. Lei in quei giorni non riusciva a dormire, era spaventata e passava le notti a guardare il livello dell'acqua alla luce della luna". Gli occhi scuri di Mabèl sono bellissimi, carichi carichi di umanità. Se le chiedi perchè sia venuta qua, ti risponde "Tano! cosa vuoi fare?? vuoi scrivere un libro su di me??" "Mi sono trasferita 20 anni fa, non sono mai tornata la'..".&lt;br /&gt;Parlare con Mabèl, dopo che lei ti ha fatto capire che le piaci, è un vero privilegio. Anche quando si stabilisce un po' di complicità non perde mai quella sua aria dura, pero' si mette a ridere volentieri e ti prende in giro di continuo. Non a tutti da confidenza.. piu' fai vedere che ci rimani male quando ti risponde in maniera sgarbata.. peggio è. I primi due giorni dormivo in stanza con due francesi. Erano arrabbiatissimi con lei: "stiamo viaggiando da due mesi.. non ci è mai capitato di essere trattati cosi'.. Siamo "very sad".. questa è l'ultima nostra tappa e non volevamo finire cosi'... Qui è tutto carissimo, le balene non ci sono e la dueña è insopportabile". Io me la ridevo di brutto...&lt;br /&gt;Chi frequenta il bar è -grossomodo- suo amico. Non ci vuole tanto.. come detto qui ci abitano in 348.. Se ti fermi con lei a parlare mentre lavora a maglia guardando la televisione puoi conoscere Pino, un vecchietto di quasi 90 anni a cui piace tantissimo il calcio italiano. Un pomeriggio lo vedo mentre si sta bevendo una birra davanti alla replica di Lazio Milan.. "Pino!! guarda che ce la siamo vista insieme due giorni fa!!" "Tano.. lo so.. 0 a 0.. ma il calcio italiano mi incanta.. sempre". Lazio-Milan io l'avevo ritenuta "inguardabile". Mabèl non me la voleva far vedere, poi le ho detto che il giorno dopo avrei pulito io i bagni e lei ha acconsentito. L'indomani non ha voluto che li pulissi io.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Un giorno eravamo sdraiati sui letti. Fernando, un argentino, ingegnere agronomo di 38 anni, Michele (si legge Miscèl!) uno svizzero di Ginevra di 28 anni, e io. Michele di mattina era andato da una tipa a farsi fare un massaggio perchè gli faceva molto male la schiena. Verso le 7 di pomeriggio la tipa, di nome Mirta, viene a trovare Michele per chiedergli come va. Si ferma un po' in stanza a parlare e ci dice se piu' tardi vogliamo andar fuori a mangiare con una sua amica. Passa fuori dalla stanza Mabèl, chiama me e Fernando. A suo modo. Camminando, in una frazione di secondo punta l'indice prima verso lui poi verso me, schiocca due volte le dita e con un velocissimo movimento del polso ci fa segno di venir fuori. Schizziamo in piedi e la raggiungiamo. Ci dice di stare attenti, che Mirta è una (mezza) alcoolizzata e di non litigare con la sua amica.&lt;br /&gt;La serata è davvero strana. Mirta non tocca una goccia di birra e parla di robe tipo Zen. La sua amica, Sonia (che scopriamo essere la rappresentante della Peninsula Valdes di fronte all'Unesco), le beve davanti ininterrottamente ed è davvero molesta. Noi tre siamo esterrefatti e vogliosi di rincasare. Ci sentiamo in forte disagio. Il giorno dopo Mabèl ci racconta la triste storia di Mirta e ci dice che Sonia è sotto processo perchè ha litigato con una ragazza che lavorava nell'unico pub di Pyramides. Era andata per protestare per la musica alta, la ragazza (che pare fosse molto carina) le aveva risposto sgarbatamente (ma neanche troppo, secondo Mabèl) e Sonia con una pietra in mano le aveva spaccato la faccia. Quando noi le raccontiamo tutte le varie scene della serata Mabèl se la ride. &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;br /&gt;A Puerto Pyramides si respira "storia". Non è solo perchè si sa che qui vivevano i dinosauri, è proprio il clima e la stessa naturaleza che ti ispirano questa sensazione. Nell'enorme spiaggione isolato, c'e' un punto in cui la sabbia lascia il posto a delle liscie roccie che con la bassa marea compaiono. Su una ci sono incisi in grande due nomi con una data: "Carlos y Maria 5.11.70". E' strano cio' che si prova a vedere questa scritta che compare escompare con la marea ma che rimane sempre la' da 35 anni...&lt;br /&gt;Excursus.. : 5 novembre.. Questa data per me è molto facile da ricordare. Il 5 novembre 1980 infatti e' uno dei migliori concerti di sempre di Bruce, era iniziato da 32 giorni il "The River Tour". Da questo concerto è stata presa "Badlands" per il quintuplo vinile "Bruce Springsteen &amp; the E street band live 1975-1985". Purtroppo è stata tagliata la frase con cui Mr. Springsteen aveva introdotto tale canzone.. Era il giorno dopo della prima elezione di Regan come presidente degli Stati Uniti d'America.. "I don't know what you guys think about what happened last night.. but I think it's pretty frightenin'". Non aveva detto piu' o meno cosi'.. Aveva usato esattamente queste parole. Quel concerto, poi passato alla storia con il nome di "Heart and soul"- 34 canzoni tra cui una delle versioni migliori di "drive all night" (il sax di Clarence... "ciao..")-, era stato ospitato dalla State University di Tempe, Arizona. Qui volevo arrivare. (si.. l'ho presa un po' larga..). Proprio in questo luogo -se non sbaglio- si era disputato uno dei tre dibattiti televisivi tra Kerry e Bush nell'ottobre del 2004. L'avevo guardato. Per mia sfiga. Mi ricordo benissimo quella sensazione di enormae rabbia che provavo nel constatare che chi avrebbe dovuto "guidare" il pianeta, si confrontava dicendo piu' o meno le stesse cose e parlando assolutamente per fottutissimi slogan (abitudine particolarmente yankee). Beh.. mai immaginavo che sarebbe stato facile giungere a qualcosa di peggio. Ogni tanto guardo i siti dei giornali italiani. Mi fa semplicemente schifo cio' che sta accadendo.&lt;br /&gt;Prima di tutto, potrei pensare che, per il bene di una comunità di 60 milioni di persone, non sia poi cosi' sbagliato internare a forza e magari senza un giusto processo (è giusto un processo in cui l'imputato stesso puo' cambiare le regole??) una persona come Silvio Berlusconi. Colui che per quella stessa comunità e per le sue istituzioni non ha mostrato altro che assoluto disprezzo. Mi spiace.. su certe cose sono "Benthamiano", utilitarista.. preferisco l'utilità di 60 milioni di persone rispetto all'utilità di uno.. Lo trovate "assurdo"?? L'assurdo è che in Italia qualche irriducibile "garantista" riuscirebbe a farti passare per un "giustizialista"..Questo stesso "garantismo" ci ha portato a questa situazione.. (prescrizioni, assoluzioni con leggi ad personam, uno stato sociale che sta crollando etc. etc. etc.). E' a questi , a mio avviso -finti-, "garantisti" che dedico con tutto il mio cuore l'Italia di questi anni.&lt;br /&gt;So che il concetto puo' risultare confuso.. chiedo scusa. Se qualcuno non lo avesse compreso mi scriva.. sono desideroso di farmi capire meglio. In questo momento-forse- non ne sono stato in grado.&lt;br /&gt;Detto questo, trovo irrispettoso, meschino e infimo per la comunità italiana che la campagna elettorale che -in teoria- decide le sorti della nostra patria si svolga tutta sull'asse "Vinco io"- "No vinco io". Manco fossimo ad eleggere i rappresentanti di classe di una quarta ginnasio!!! Con tutto il rispetto per chi va in quarta ginnasio.. Cioe'.. spiegatemi.. come funziona?? Se dici che vinci, vinci e se dici che perdi, perdi?? E' a questo che ha portato la cultura del protagonismo e del "vincente", di cui avevo parlato in un post precedente??? Penso pero' una cosa. Che tutti noi siamo colpevoli di questa situazione. Piu' o meno consapevolmente. L'individualismo di cui sono pregne le nostre società non ci ha permesso (e non ci permette) di vedere dove si stava (e si sta) andando.. tutti a badare ai cazzacci propri senza porre un minimo di attenzione al "noi". Solo all' "io". Non penso che questa situazione ce la siamo meritata, pero' in un certo qual modo ne siamo stati complici. Magari avendo solo un ruolo di "spettatori strafottenti". Qualcuno dirà "no, io no!". Mi dispiace, magari potrei dirlo anch'io: il fatto, la realtà, e' che cio' a cui siamo arrivati è questo. Non siamo stati capaci di fare abbastanza, forse il frutto del lavoro e dell'attenzione di tante (perchè comunque sono tante) persone si vedrà tra qualche anno. Ma, ripeto, la realtà è questa. Dici che "vinci"? Allora ti voto. Dici che "perdi"? Allora non ti voto.&lt;br /&gt;Cinicamente, questo è quello che abbiamo davanti.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;br /&gt;Non parliamo poi della storia di questi tremendi "comunisti" che nel 2006 minacciano la serenita' (presunta o non) del popolo italiano.. "Silvio!! Cazzo!! La guerra fredda è finita!! L'han vinta gli U.S.A.!! Fidati!! Me lo ricordo!! Davvero!! Se vuoi c'ho a casa la videocassetta con su registrata la puntata di Samarcanda con il crollo del muro!! Non so se prestartela perchè non è che mi fidi molto.. Pero' una copia posso fartela!". Penso possa essere curioso ricordare come uno nato nel 1978 sia venuto a conoscenza della guerra fredda.. &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Avevo 10 anni, era giugno del 1988. Erano gli Europei vinti dall'Olanda. La formazione me la ricordo ancor oggi a memoria... Piu' del gol alla Russia, di Van Basten, mi piace ricordare quello in semifinale alla Germania: il 2 a 1, a un minuto dal termine, in scivolata, anticipando di 3 cm lo stopper tedesco (non so se fosse Kohler). Indimenticabile. Anche se non come quello al Real (10 mesi dopo). Finisco l'excursus calcistico ricordando un bel gol di Vialli che aveva infilato Zubizareta al '78imo nella seconda partita dell'Italia. Era l'anno dello scudetto di Sacchi. In quell'anno ero andato per la prima volta in Curva Sud, accompagnato da Umberto Gay, a vedere Milan- Como 5 a 0. Donadoni aveva aperto le marcature verso la mezz'ora del primo tempo. &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Come detto, era giugno del 1988. Ero sul divano di casa mia e parlavo con nonno Roberto che teneva in mano il mio sussidiario; io avevo un pigiamino estivo, blu, con Braccio di ferro. Dopo pochi giorni ci sarebbe stato il mio compleanno, lui, mi aveva regalato la mia prima radio. Bianca e gialla. Mi parlava della Storia che aveva visto, come fanno i nonni con i nipoti, con affetto. Non mi ricoordo come eravamo arrivati li', ma mi parlava della guerra. Poi aveva iniziato a spiegarmi cosa era successo dopo la guerra.. ad un certo punto mi aveva per la prima volta informato sull'esistenza di una terza guerra mondiale, chiamata "guerra fredda". "La terza guerra mondiale l'ha vinta l'America e l'ha persa l'Unione Sovietica". Questa frase me la ricordo bene. Me la ricordo perchè in quelle parole sentivo che c'era qualcosa di eversivo rispetto alle mura che ci ospitavano. Sarà perchè da quando ero piccolissimo "qualcuno" aveva messo accanto al mio lettino il poster de "Il Quarto Stato" (ancora adesso ce l'ho sopra la scrivania). Sarà perchè una volta stavo guardando con mia mamma la fine di Superman, dove c'è lui che prende il mondo e fa girare il tempo all'indietro (non so se con tanto di bandiera a stelle e striscie..). Mio papà si era addormentato sul divano accanto e si era svegliato per la musica a palla di quella scena. "Ebbasta con queste americanate!!" aveva sbottato. Sarà perchè quando facevamo i tornei di Subbuteo con le nazionali, mio padre- tra le varie squadre (facevamo tornei da 24 squadre!!)- prendeva sempre l'U.R.S.S. (e l'Italia...). Memorabile un Brasile - URSS 5 a 2, dopo esser tornati da una cena al "Sesto Continente" vicino la sede di Società Civile. Era uno degli ultimi giorni di dicembre, avevo fatto fare 4 gol a un giovanissimo Romario. &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Non lo so.. forse per queste ragioni le parole di nonno Roberto mi suonavano "eversive". Dopo pochi giorni a tavola avevo detto questa nuova cosa della "terza guerra mondiale" vinta dall'America e persa dalla Russia.. "Chi ti ha detto queste cose??" mi aveva chiesto stupito mio papa'.. "Nonno Roberto". "Ah." fu l'unica risposta. &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;La parola dei nonni non si discute. E devo dire che mi piace molto e che apprezzo questa cosa.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;br /&gt;Torniamo a Puerto Pyramides.. Qui, quando c'e' poco vento, si fanno dei bagni spettacolari. L'acqua non è troppo fredda ed inoltre è pulitissima, cristallina; vedi i pesci che ti passano vicino ai piedi. Hai capito 'ste balene?? Mica fesse!! Mica sono come noi che ce ne andiamo a vivere dove l'aria è irrespirabile!! Secondo me.. avessero loro la possibilità di governare ("...") il mondo.. forse vivremmo tutti meglio.. Mi puzza pero' che non c'hanno tutta 'sta voglia di governare.. l'unica cosa che vogliono mi sa che è di essere lasciate in santa pace.. Non riesco a dargli torto.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Una cosa che si puo' notare in tutto il SudAmerica e a Puerto Pyramides in particolare è che qui dividi i tuoi spazi con i bambini. In qualsiasi luogo tu sia ti trovi intorno simpaticissimi esseri umani alti piu' o meno un metro che ti passano da tutte le parti. Mi piace da impazzire. L'altro giorno, sempre nello spiaggione isolato, c'era una bambina piccola, avrà avuto 3-4 anni che andava avanti e indietro con il suo cane. Aveva i capelli lunghi biondi, una maglietta bianca da cui spuntava fuori la pancia, un apio di piccolissimi jeans blu e i piedi nudi; un labrador la seguiva ovunque, lei gli tirava un bastoncino e lui glielo riportava, lei si avvicinava all'acqua e lui era sempre li' con lei. Penso che avesse uno di quegli elastici un po' sformati per legarsi i capelli: faceva infatti un sacco di giri intorno al pelo rubio, prima di ripartire con i suoi piccoli e allegri passi. Nell'altra spiaggia bisognava fare un po' piu' di attenzione. C'erano tre fratellini. Sorella grande ("..." avrà avuto 6 anni) in mezzo, sorellina piccola alla sua destra, fratello "medio" a sinistra. La sorellina dava la mano alla sorellona, il fratello non voleva "dare la mano" e le sorelle lo sgridavano. Beh.. non so perchè ma la scena mi piaceva tantissimo.. Quando poi ho visto la mamma che sgridava il bambino (la sorella doveva aver fatto la spia!) sono scoppiato a ridere.. Era tutto incredibilmente "umano".. Mi ricordo che poco prima di partire a Milano, stavo andando a casa di Vera e Siusy Capezzolo.. stavo attraversanso via Morosini sul lato sinistro di c.so XXII Marzo andando in direzione centro.. C'erano due sorelle (piccole) che attraversavano la strada sulle striscie pedonali accanto a me. La sorellina maggiore (8-9 anni), molto probabilmente per fare l' "indipendente" non voleva dare la mano alla minore e andava piu' avanti.. quella piu' piccola la rincorreva piangendo, dicendo -tutta rossa in faccia e con la voce rotta dal pianto- "Vale!! glielo dico alla mamma che non mi dai la mano per attraversare la strada"... Mi aveva fatto una tenerezza incredibile..e -come al solito- non facendomi mai abbastanza gli affaracci miei- mi sono avvicinato a "Vale" e facendole toc toc sulla spalla l'avevo rimproverata dicendole che doveva dare la mano alla sorellina. Mi ero anche permesso una strizzata d'occhio alla mia "protetta". Niente.. la piu' grande a quel punto ha dato la manina alla sorellina, si è spaventata e si è allontanata velocemente..&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Va bene..&lt;br /&gt;ormai sono quasi tre mesi che sono in viaggio, piu' o meno 13000 km percorsi.. dopo l'Uruguay, c`'è stato il nord Argentina fino alla Bolivia (i migliori saluti ai grandissimi ragazzi della furgoneta- "Los diarios de la furgoneta" arriveranno!! Pietrone.. "Te extraño muchisimo"), poi alcuni giorni a Baires tra Monir e dentista, la zona dei laghi -ancora Vitto superstar- e ora Patagonia e Terra del fuoco. Ci si sente strani. Persone e situazioni ogni tanto possono mancare, sebbene si sia avvolti da qualcosa di immenso che ti da una forza, una coscienza e una spiritualità a me, fino ad ora, sconosciuta.&lt;br /&gt;C'è un gioco che faccio spesso quando sono in viaggio. E in questo periodo sono andato affinandone la tecnica e le modalità. Lo chiamo "il gioco dei sosia". E' facilissimo, quasi banale, ma mi piace da impazzire. 1st step: guardarsi intorno e scoprire quaggiu' persone che assomigliano tanto tanto a qualche altro essere umano che vive dall'altra parte dell'oceano Atlantico. Per ora nella Top five femminile (Alta fedeltà ce l'ho dentro!!), cioe' femmine con tanti sosia incontrati, ci sono -non in ordine-: Sofia Lombardi (sorellina di Nino, nata come me il 24.06.), l' avv. Laura Rossi, Chiara Fraschini, la zia Carmela (che pero' vuole farsi chiamare Lilli), la prof. Stefania Pellegrini. Nella Top Five maschile: Gino (all'anagrafe Paolo), Lazze, il papa' di Tommaso e Camilla Albonetti, Giabba, Gaianino. Il 2nd step, invece consiste nel trovare situazioni che sia facile ricondurre a situazioni per te "vicine". Faccio alcuni esempi: quando avevo visto i tre fratellini nell' "altra spiaggia" mi ero immaginato le mie zie con mio papa' da bambini. Sulla riva del lago che costeggia Bariloche ero in compagnia di due famiglie (una era quella che ospitava me, Vitto e Maria). Bevevamo mate, c'era una sorridente giovane mamma, magra, con i capelli lisci e biondi che teneva tra le gambe un bambino paffutello biondo di piu' o meno due anni. Era uguale a me nelle foto di quasi 25 anni fa. Che sensazione strana!! Era come veder me bambino con la mia mamma.. quanto bene che ho voluto in quell'istante a quella signora quasi sconosciuta... E poi?? quando vedi gli amici che si prendono per il culo e nei loro sorrisi vedi tanta tanta vita??? A Puerto Madryn ero vicino al porto, è arrivata una macchina con la musica a palla che si sentiva a centinaia di metri di distanza. Saranno stati almeno sette la' dentro.. In tre scendono per fare la pipi' e la macchina riparte lasciandoli li'.. con le mani sui loro piselli, hanno iniziato a rincorrerla mentre dentro la macchina si vedeva che ridevano tantissimo.. Poi la macchina torna, schizzando " i tre" con lo spruzzino per il parabrezza, "i tre" ridendo rientrano e iniziano a "picchiarsi", mentre la macchina riparte, lasciando dietro di se' solo il suono musica.. &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Capito piu' o meno come funziona il "gioca dei sosia"??? E' facile e mi piace. Mi piace tremendamente. Perchè?? Perchè tutto sembra piu' piccolo e allo stesso tempo enorme. E' il genere umano nel suo complesso. Ti senti grande grande perchè è tanto cio' che noi viviamo quotidianamente, le nostre abitudini, le nostre relazioni sociali, le nostre emozioni. Ti senti quasi infinitesimale perchè siamo in 6 miliardi. E siamo uguali. Avremo differenze culturali ma siamo esseri umani, uguali. Minuscoli ed immensi esseri umani. &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;E' un gioco che adoro.. è un ottimo modo per voler bene, rispettare, conoscere questi esseri viventi che abitano il Mondo. &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Buon gioco dei sosia. A tutti voi.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;adesso puo' partire "Elderly woman behind the counter in a small town".&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;"I seem I recognize your face...&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/18988284-113935452979422060?l=diariosdecarlito.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://diariosdecarlito.blogspot.com/feeds/113935452979422060/comments/default' title='Post Comments'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=18988284&amp;postID=113935452979422060' title='4 Comments'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/18988284/posts/default/113935452979422060'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/18988284/posts/default/113935452979422060'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://diariosdecarlito.blogspot.com/2006/02/medley-old-laughin-lady-elderly-woman.html' title=''/><author><name>carlo</name><uri>http://www.blogger.com/profile/09306282033677721625</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>4</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-18988284.post-113908573619004672</id><published>2006-02-04T12:42:00.000-08:00</published><updated>2006-02-05T08:29:22.750-08:00</updated><title type='text'></title><content type='html'>&lt;strong&gt;&lt;span style="font-size:180%;color:#ff0000;"&gt;I played the fool &lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="font-size:130%;color:#ff0000;"&gt;(Steve Van Zandt)&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Allora..&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Va bene.. è il mio vero diario di viaggio, ci sono cose più intime, sono figlio del mio tempo, non è colpa mia se siamo stati scaraventati in questo tipo di pornografia etc. etc. etc. Sarà... però.. Se ti succede che durante in viaggio ti senti talmente libero da poter metter giù in internet situazioni e sensazioni che sono "tue" davvero, che in condizioni di normalità non ti metteresti lì a "sbandierare".. questo vuol dire una cosa: che il tuo viaggio sta andando bene vero, ti senti davvero lontanissimo da qualsiasi vincolo. Vuol dire però anche un altra cosa.&lt;br /&gt;Che hai fatto una cazzata. Una bella cazzata. Mi spiego.&lt;br /&gt;Ho pensato, ripensato e ripensato ancora sul fatto se fosse stato opportuno scrivere certe robe mie. Mi sembrava normale "Sono a 10000 km da "casa", scrivo un diario, scrivo più o meno tutto". E non ci sarebbe problema se il mio viaggio non avesse ritorno. Come non ci sarebbe problema se il mio blog venisse letto da pochi amici.&lt;br /&gt;Il "tema" è proprio questo. Pensavo che scrivere un blog-diario potesse dare la possibilità di raccontare la bellezza di viaggiare, di descrivere tutte le incredibili vicende che possono capitarti e tutte le belle persone che incontri. Per far questo pensavo bastasse raccontare la mia vita quotidiana.&lt;br /&gt;Succede però che ti accorgi che il tuo blog (il tuo "profilo", non so come funzioni) è stato "contattato" da 273 persone. Ho provato ad immaginarmi oggi sulla spiaggia di Puerto Pyramides 273 persone in fila, tra cui magari persone che non avevo mai visto.. Anche fossero 100 o 50.. "Mi va bene che sappiano che sia stato a Punta del Diablo??" "mmm.. ..si.. " "E che sappiano che hai vissuto con Maicol e Jorjito??" "...si.." "E che sappiano che ti emozioni pensando alla famiglia o agli amici o ai boyz scoutz??" "...mmm.." "E che sappiano che "sei stato" con Ana??" ...&lt;br /&gt;Proprio questo è il problema.&lt;br /&gt;a) Non ho calcolato che conosco chi mi legge e che prima o poi ci torno dove lì mi leggono.. Lo raccontassi a perfetti sconosciuti che ho la certezza che mai conoscero'.. o non tornassi mai dove parlano italiano ..."Chissenefrega!!!".. continuerei a raccontare le mie storielle di viaggio. Comunque racconterei cose per me belle, cose di "vita". Non ci troverei nulla di male..&lt;br /&gt;b) 273 persone che sanno le mie cose (tutte) sono tante, troppe. L'indirizzo l'avevo dato a poche persone e a pensarci bene anche qualcuno di questiultimi non ho tutto il piacere che legga tutto quello che scrivo. Che babbo!!&lt;br /&gt;Si capisce perchè penso di aver fatto proprio una "cazzata" a scirvere le cose più personali??&lt;br /&gt;Conseguentemente a tutto ciò devo per forza rivalutare l'idea stessa di tenere un blog. Ci dovevo pensare quando avevo deciso di iniziare.. Cheffaccio??&lt;br /&gt;Sicuramente ho sottovalutato la potenza della tecnologia, sicuramente ho sottovalutato la potenza dell'"effetto viaggio".. mi sono fatto prendere.. nel raccontare tutto.. pensando di rimanere sempre quaggiu' a fare un esistenza che mai verrà in contatto con chi legge..&lt;br /&gt;Certo. Potevo pensarci prima. Non l'ho fatto.&lt;br /&gt;Purtroppo sono molto "emozionale", agisco spesso d'istinto. Ho da scrivere il diario?? Occhei!! Perchè non dovrei scrivere le cose (belle) che mi capitano?? Perchè no?? Semplice.. perchè poi torni e ti ritrovi un pacco di gente che sa praticamente tutto su di te. Visto che il "quasi tutto" in questione non è "brutto" o "cattivo" potrebbe anche non esserci problema. Per me, pero', c'è.&lt;br /&gt;È vero, dovevo pensarci prima.&lt;br /&gt;Adesso penso che l'unica cosa da fare sia, dopo aver riconosciuto il proprio sbaglio, continuare a scrivere del viaggio. Sapendo pero' che cosa è un blog.&lt;br /&gt;Una precisazione. Il fatto di aver scritto certe cose non lo considero uno sbaglio perchè "non si fa" o perchè "non sta bene". Lo considero uno sbaglio rispetto a me, a come realmente sono, non ho voglia di essere completamente "nudo".. Di fronte alle 273 persone in fila sulla spiaggia provo vergogna.. non mi sento fiero.. sì.. sono storie di viaggio, di vita; belle secondo me.. pero' davanti a quelle 273 persone piu' di tutto proverei della vergogna.. Davanti ad alcune no.. è chiaro.. pero' sono la grande minoranza... tutto qua'..&lt;br /&gt;Detto questo penso di dover scrivere molto nei prossimi giorni.. in modo tale da far scorrere un po' verso il basso le ultime pagine. Quando si sbaglia e' così che si fa, no?? Si impara e si va avanti.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;a presto&lt;br /&gt;Carlo&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/18988284-113908573619004672?l=diariosdecarlito.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://diariosdecarlito.blogspot.com/feeds/113908573619004672/comments/default' title='Post Comments'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=18988284&amp;postID=113908573619004672' title='1 Comments'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/18988284/posts/default/113908573619004672'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/18988284/posts/default/113908573619004672'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://diariosdecarlito.blogspot.com/2006/02/i-played-fool-steve-van-zandt-allora.html' title=''/><author><name>carlo</name><uri>http://www.blogger.com/profile/09306282033677721625</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-18988284.post-113855852556121906</id><published>2006-01-29T09:30:00.000-08:00</published><updated>2006-02-02T17:30:08.293-08:00</updated><title type='text'></title><content type='html'>&lt;strong&gt;&lt;em&gt;&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;&lt;a href="http://photos1.blogger.com/blogger/6322/1870/1600/IMG_0038.jpg"&gt;&lt;img style="DISPLAY: block; MARGIN: 0px auto 10px; CURSOR: hand; TEXT-ALIGN: center" alt="" src="http://photos1.blogger.com/blogger/6322/1870/320/IMG_0038.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://photos1.blogger.com/blogger/6322/1870/1600/IMG_0040.0.jpg"&gt;&lt;img style="DISPLAY: block; MARGIN: 0px auto 10px; CURSOR: hand; TEXT-ALIGN: center" alt="" src="http://photos1.blogger.com/blogger/6322/1870/320/IMG_0040.0.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;a href="http://photos1.blogger.com/blogger/6322/1870/1600/IMG_0034.jpg"&gt;&lt;img style="DISPLAY: block; MARGIN: 0px auto 10px; CURSOR: hand; TEXT-ALIGN: center" alt="" src="http://photos1.blogger.com/blogger/6322/1870/320/IMG_0034.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size:180%;color:#ff0000;"&gt;&lt;strong&gt;Medley: Mansion on the hill-&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size:180%;color:#ff0000;"&gt;&lt;strong&gt;As tears go by&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;TAKE 2&lt;/em&gt;&lt;/div&gt;&lt;em&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/em&gt;&lt;/div&gt;&lt;strong&gt;Punta del diablo 26.12 - 28.12&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;Ante Scriptum&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;questa pagina del blog è pubblicata con delle modifiche rispetto alla prima versione.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Il Medley in questione era complicato e la prima prova aveva dei brutti cambiamenti di tonalità.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;br /&gt;Portiamo i nostri zaini da Ernesto. Stiamo un po' li'.. continuando a bere caffe' e guardandoci in giro con l'aria un po' persa. Abbiamo tutti e tre ancora mesi di viaggio davanti ma, paradossalmente, si respira effettivamente un clima da "fine delle vacanze". Dobbiamo decidere che fare. Maicol, sicuramente rimane e prova a "tirarci in mezzo"; Jorjito pare che ormai sia sicuro di raggiungere il Brasile. Io avrei stasera un appuntamento a Buenos Aires per iniziare il Norte Argentina Tour con una furgoneta affittata insieme al giovane parentado di Elios (tra cui il buon Vitto e la sorella Maria) e altri amici, Pietrone Vecchi su tutti. Saremo in una dozzina. Il fatto é che a mezzogiorno sono ancora qui a Punta del Diablo. Li raggiungero' dopo.&lt;br /&gt;Ernesto ci chiede affannatamente "l'ultimo favore". Ci sono due coppie di turisti che gli hanno chiesto una "english breakfast". In cucina c'e' solo pane tostato e caffé. Come molte volte é capitato, ci da i soldi e un foglietto con su scritte le cose da comprare. In fretta.. i tipi aspettano.. L'unica accortezza che bisogna avere e' tornare al ristorante entrando dalla porticina sul retro.. Il viejo non vuole che i clienti vedano che praticamente gli manca tutto.&lt;br /&gt;"Downtown" incontriamo Manuela e Nicole, stamane non c'era piu' posto sul bus per Castillo-Montevideo: prenderanno quello delle 14:00. Gli spieghiamo la nostra triste ed ineluttabile sveglia, ci dicono che la loro cabaña e' libera fino a domani. Ci accompagnano dalla padrona che pero' non ce la vuole lasciare.. Ha bisogno di tempo per pulirla.. Pulirla di che?? E' immacolata, ci sono state due tipe per mezza giornata!!??!! Insiste.. Proviamo a dirle che gliela puliamo noi.. "No!! li conosco, io, questi ragazzi!!!" poi, ridendo "Con queste faccie mi dite che me la pulite voi??". La dueña si intenerisce quando gli spieghiamo che praticamente ci hanno appena sbattuto fuori di casa.. "Va bene.. domani pero' alle 9:00 la dovete lasciare". Baci e abbracci con la sciura. Le chiediamo anche se vuole farci da mamma, ridendo le diciamo a che ora dobbiamo presentarci in casa sua per il pranzo e la cena e se per caso ci puo' lavare qualcosa.. Alla signora siamo simpatici, ci dice che davvero, se vogliamo, stasera possiamo mangiare da lei. "Grazie" ma l'ultima notte ce la facciamo da Ernesto.&lt;br /&gt;Accompagnamo le due tedesche al bus e ad un certo punto a Maicol cade l'occhio sul sacchetto che Jorjito tiene in mano... "cazzo!!!!" "le robe di Ernesto!!!" Saran passate quasi due ore...&lt;br /&gt;Salutiamo veloci Manuela e Nicole e ci precipitiamo affannati a El viejo y el mar. Le due coppiette (avran cinquant'anni) stanno mangiando pesce. Ernesto e' tranquillissimo, ci dice "tanto la temporada 'e iniziata, sicuramente non butto tutta 'sta roba, non preoccupatevi" , ci offre una birra. Davvero... penso che solo qui sia possibile una cosa del genere. Sono pochi i ristoranti in cui vai e non ti frega nulla di quello che mangi, e l'unica cosa che ti importa 'e semplicemente "stare li'". Passare da un "english breakfast" a un filetto di squaletto, aspettando 2 ore e senza minimamente protestare, penso sia esemplificativo... Non so quanti altri "ristoratori" al mondo se lo possano permettere. "El viejo y el mar" ha questo privilegio.&lt;br /&gt;Passano davanti al ristorante Pablo, Dolphine e June; ci invitano da loro a fare una grigliata di pesce. Stiamo fino a metá pomeriggio nella loro cabaña, mangiamo tantissimo, gli raccontiamo le nostre (dis)avventure, di come si siano risolte; arriva Xavier per fare le prove con Pablo. La temporada é ufficialmente iniziata, stasera si faranno il giro dei locali per racimolare qualcosa.&lt;br /&gt;Piuú tardi vado con Ana a farmi un giro. Compriamo quasi un Kg di gelato (i gusti li scelgo io, improponibili- tranne il cioccolato e lo zabaione scelti da lei) e andiamo in spiggia a mangiarcelo. Stiamo benissimo, scherziamo tutto il tempo, mi tira il gelato addosso, la infilo nella sabbia, ci picchiamo anche un po'... Mi chiede anche che "onda con la alemana", ieri le sembrava andassimo tanto d'accordo e aveva deciso di andarsene.. "Va be'.. scusa... Però tu sei scema" le dico, "Sei tu lo scemo.. non lo so, avevo pero' voglia di andarmene via" é la risposta. Continuamo a prenderci in giro e a giocare.. Prima del tramonto deve tornare a lavorare.&lt;br /&gt;Vado a prendermi il biglietto per domani mattina presto.. La signora del market, prendendomi in giro mi dice: "allora non ti é piaciuta Punta del Diablo..." "Quanto sei stato qui??" "Quasi tre settimane". Scoppia a ridere.&lt;br /&gt;Siamo nella nostra nuova abitazione.. nostalgia per quel che è stato. La nuova cabaña è sull'altro lato di Punta del Diablo, quello "turistico". E' dotata di acqua calda, elettricità e addirittura di televisione. Jorjito l'accende, Maicol si ribella, conveniamo che "solo per i Simpson". Ce li guardiamo e poi ci buttiamo sui letti (veri). C'e' rumore.. Non c'e' silenzio.. Stacchiamo la presa della corrente del frigorifero e dello scaldabagno. Gesti che ti fanno sentire estremamente potente (a Milano mi sentirei un coglione.. qui .."potente" appunto) .. quant'e' brutta poi la luce artificiale.. con le candele e' veramente tutta un'altra cosa.&lt;br /&gt;La sera al viejo y el mar c'e' il pienone. Noi tre mangiamo all'inverosimile e brindisi e brindisi per quest'ultima notte, mentre Michele prova fin all'ultimo a convincerci a rimanere. Il buon Jorjito si fa anche tre "bombe" (come le chiamamo noi..), crepes con miele e dulce de leche, delle vere e autentiche mazzate. Diego ci "invita" un po' di wiskhey, a George non piace.. é costretto a berselo.. Jorjito é davvero bello messo, insistte nell'andare al Cueva Luna, non ci sará nessuno ma oggi è "la ultima noche".. Diciamo ad Ernesto che l'indomani lo passiamo a salutare.&lt;br /&gt;Stiamo li' fuori, seduti ad un tavolino a scherzare ipotizzando quali saranno le nostre prossime "storie di viaggio", chiediamo per l'ultima volta al piccolo tedesco se è proprio intenzionato ad andarsene a fare il capodanno a Rio. Dice di si'.. se parte domattina per il 31 dovrebbe farcela comodo ("..."). Il vecchio e duro Romagna si fa anche scappare un "mi mancherete". Continuiamo a ridere dicendoci "I'll miss you", Ana ci guarda con la faccia "buona". Da dentro il locale esce "As tears go by", Rolling Stones, 1964. Torniamo a casa. &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Prima di andare a letto, Jorjito si mette ad arrotolare e a mettere via un po' di sigarette che fanno ridere. "Cazzo fai?!?" "Sono per l'americano, mi ha chiesto questo favore, lui non è capace; io tanto domani parto"...aAhh aaaaahhh ... Ora io e Maicol capiamo cosa andava a fare il caro alemanino quasi tutti i pomeriggi a casa dello yankee sessantenne.. Si guardavano vecchi film davanti al mare fumandosi gli spinelli!! E chi l'avrebbe mai detto!!! Il tipo c'ha sessanta e passa anni!!! Michele e io ridiamo di brutto.. per due settimane non ce ne eravamo accortidi quella sua abitudine pomeridiana.. ora capiamo anche il perchè di quella fame incredibile verso tutti i tramonti (se noi mangiavamo 1 o2 empanadas, lui almeno 5..).&lt;br /&gt;La mattina ci svegliamo e troviamo Jorjito che fa il suo zaino, parte. Sensazione strana vederlo mettere tutte le sue cose all'interno di quel sacco nero... Lo accompagna Micheal con "il suo bmw" fino alla frontiera, al Chuy. Prima di salire in macchina ci saluta da lontano per quasi un minuto. Ciao Jorjito.&lt;br /&gt;Se ne e' andato, probabilmente (nonostante i soliti proclami) non ci vedremo piu'. E' un sentimento duplice quello che ti prende in queste occasioni.. Da una parte ti senti triste, dall'altra hai l'immensità di quello che stiamo vivendo.. Vai Jorjito "tu planeta te espera", ..vai, amico mio.&lt;br /&gt;Vai.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Si vabbè..."vai"... Jorjito si è dimenticato qui (certe abitudini hanno delle controindicazioni..) occhiali, mappa dell'Uruguay, portamonete e portafoglio (solo folgietti e carte tipo università, metrò..). Gli mandiamo una mail per avvisarlo, speriamo la legga.&lt;br /&gt;Ora siamo io e il Romagna. In teoria (e in pratica) ho il biglietto per il bus alla mattina. Ancora in teoria, avrei appuntamento con Pietrone alle 9:30 di stamane all'aeroporto di Buenos Aires (comunque andrà Elios a prenderlo). Ana pero', prima di andarsene, mi aveva chiesto se sarei rimasto anche oggi, "Si" le avevo risposto... Non posso partire. Se le ho detto che sarei rimasto, devo rimanere. Va bene.. l'altra sera mi attardavo a parlare con Nicole.. e ora cambio addirittura la data del viaggio??? First of all: ho passato piu' tempo con Ana, mi piace, e' carina in tutto. E mi 'e piaciuta, ho apprezzato, comunque, la sua reazione. Certo però che non ho perso la testa per Ana. Non posso perdere la testa per lei. Sarei fottuto. Me l'aveva detto anche con bieco cinismo maschilista il buon Romagna vedendomi contento la mattina di Natale. "Stai attento.. rischi di ritrovarti tra tre anni, in macchina nel casino di Milano, tornando dal lavoro, con a casa che ti aspetta una figlia non tua e una tipa uruguagia che non ci sta piu' dentro e vuole andarsene... Tu allora ripenserai a queste saggie parole contadine, e penserai.. "che coglione, quella volta a Punta del Diablo!!"...".  Molto più semplicemente per questo tipo di evenienze bisogna essere predisposti, in questo momento non sono predisposto a tutto cio'. Non sono predisposto a perdere la testa. Magari la perdo dopodomani; in questa situazione non lo trovo fattibile. &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Rimane però il fatto che se ho detto ad Ana che sarei rimasto, rimango.&lt;br /&gt;Un ultima cosa. Perché ho deciso di scrivere queste robe un po' private e anche un po' "controproducenti"?? Innanzitutto premettiamo che questo 'e il mio &lt;em&gt;vero&lt;/em&gt; diario di viaggio e non è un gioco per fare apparire le persone o le situazioni migliori o differenti rispetto a quelle che sono. E se succede qualcosa di piu' "duro", in fondo fa parte del viaggio. In teoria sono cose intime... Beh.. penso di aver già scritto qualcosa di ben più intimo.. Sono figlio del mio tempo. Non è colpa mia se il sesso è stato "sdoganato" (direbbe qualcuno!!), se siamo stati "scaraventati in questo tipo di pornografia" (F.De Gregori, Bambini venite parvulos, Miramare 1987. 1987!!!). Non è questa l'occasione per spiegare la mia teoria sul "figacentrismo" del mondo (di come cioè tutto- tristemente- giri intorno a quello), gli esmpi li trovate tranquillamente da soli: è sufficiente aprire gli occhi sul mondo occidentale. Inoltre, c'è da dire che racconto cio' che effettivamente mi sembra "bello, vivo", belle scene, come Ana la prima mattina che ci siamo svegliati. E' semplicemente vita. Vita di un viaggio a 10000 km dall'Italia, un viaggio in cui sono completamente e assolutamente libero. E tale (forse mio malgrado) mi sento nello scrivere a questa lontananza. Non c`' è assolutamente niente di male in quello che è successo. Anzi, mi pare che sia ben superiore a quello a cui molta gente è abituata in tante delle nostre squallide esperienze.. ma secondo voi con tutta la gente che viaggia con (spesso) l'unico intento di fare le pocherie il più possibile, dovrei sentirmi in colpa- io -che me ne sono stato qui per 3 settimane??? a Punta del Diablo??? con il Brasile a 40 Km?? Solo per essere stato sincero, scrivendo il mio diario?? No, mi spiace. &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Infine: la mia "stronzaggine" la racconto per autoironia, per farmi sembrare meno buono, più bbestia, piu' maschilemnte umano, l'uomo medio. Ma soprattutto, per prendermi per il culo. Vorrei vedere la stragrande maggioranza dei maschietti come si sarebbe comportata nella mia stessa (identica) situazione. Con tutto che l'unica cosa che ho fatto è stato parlare un po' piu' con Nicole. Se avessi voluto provarci con lei, bastava non invitare anche Ana...&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;  That' all folks!!.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Micheluzzo insiste per andare a dormire nell'alberghetto a 5 km da qui.. è il piu' economico, 150 pesos per un letto in camere da 6. Io invece continuo a ripetergli di portare gli zaini da Ernesto, poi qualcosa succederà.. nella peggiore delle ipotesi ci facciamo l'ultima notte in spiaggia, sotto le stelle di Punta del Diablo. Non male, no??&lt;br /&gt;Torno al market a cambiare il biglietto.. La señora vedendomi "ma tu non dovevi partire stamattina??" "Signora, mi scusi tanto... ma non é che mi puo' cambiare il biglietto a domani mattina??" "Il bus é partito 2 ore fa.. Come faccio a cambiartelo?? Devi ripagare il biglietto." "Señora.. por favor.. por favor" ..annuendo e guardandomi come un imbecille mi fa gesto con la mano di darle il biglietto vecchio "GRACIAS!! Muchas Gracias, señorita!!" "Señora..." "Gracias, señora!!" mi da il nuovo biglietto e guarda sorridendo come chi dice "dai.. vabbé..".&lt;br /&gt;Al pomeriggio c'e' la festa di Sara. Compie 3 anni. Sara é la figlia di Xavier e Andrea, lunghi capelli biondisiimi e crespi (un pochino sporchini..), una vitalitá incredibile, riso continuo e una bellissima panciona con un ombelico all'infuori con cui giochicchieresti per ore. La festa é fuori dalla loro tenda, in uno spiazzetto davanti alla casa di un pescatore. Saremo una ventina. Giochiamo a nascondino, un due tre stella, strega comandacolor, ci "imparo" bum bum bum mago libero e finiamo con il piu' classico del "ce l'hai". Davvero ci siamo divertiti di brutto. Da quanto tempo é che non giocate ad uno di questi giochi?? Provateci, 'e veramente bello!! Pero' provateci!!&lt;br /&gt;Il sole sta iniziandosi ad abbassare.. siamo -guarda un po'..- da Ernesto che ci chiede se allora stanotte dormiamo da lui. "No grazie, Ernesto; andiamo in spiaggia" "Ragazzi davvero.. dormite qua!" "No grazie, Che; ci fa realmente piacere dormircene in spiaggia. Io e Michele vogliamo dormire in spiaggia" "Volete dormire in spíaggia??" "Si!" "qua é vietato.. vi mando io in un bel posto". Prende delle chiavi e chiede chi venga dietro di lui su una specie di macchininina 4 per 4 aperta che Diego ha comprato per Natale. Sono dietro Ernesto, con il sole al tramonto, su le dune della spiaggia dopo che il paese é giá bello che finito. Dopo una duna, Ernesto mi dice "é quella".&lt;br /&gt;Una palafitta di tre piani, sulla sabbia, tra le dune, intorno non c'e´´ nulla. Solo mare e arena, e l'arancione del cielo. Semplicemente non ci credo. E' un sogno. La casa super pettine (tutta vetrata, con luce gas e tutti gli elettrodomestici) é di due francesi, arriveranno dopomani; ci sono tutte le loro cose. Domani a mezzogiorno arriva una signora per pulirla: entro quell'ora dobbiamo essere assolutamente fuori. Dopo un po' arriva anche Romagna accompagnato dal padre di Diego. Neanche lui ci crede fino a quando non apro la porta con le chiavi. Ridiamo ridiamo e ridiamo. Siamo contentissimi. Mai avrei pensato di stare in un posto simile.. Solo visto nei telefilm americani.. Il tramonto da quass'u é qualcosa di indescrivibile. E' nostro. Intorno nulla. Quando ti succedono queste cos ein viaggio vuol dire proprio che ti sta andando bene.&lt;br /&gt;La sera non smettiemo mai di ringraziare el Viejo (tutto cio' a puro titolo di favore), mentre il ristorante é strapieno.. dobbiamo anche aspettare. Quante cose sono cambiate negli ultimi giorni.. Ana ci sconsiglia di prendere come "accompagnamento" puré perché sono finite le patate, quello che c'e' é in busta e lei si é sbagliata e c'ha versato dentro una busta di lievito anziché di pure'.. la gente intorno lo sta mangiando.. Va bene Ana.. fai te.. Non l'avevo mai detto ma da Ernesto non esiste un menu.. una carta.. anche i prezzi variano da sera a sera.. 'e il prezzo da pagare (volentieri). Per chi -ancora- non l'avesse capito, questo non é il tipico ristorante.&lt;br /&gt;La gente va via dal Viejo y el mar. Siamo Michele, Ana, Ernesto, Diego e io: parliamo di viaggi, sogni e futuro bevendo vino rosso. Chiedo a Diego se mi trova un pennarello indelebile, voglio lasciare la chitarra al Che e scrivergli sopra una dedica. Diego è contentissimo, mi dice che secondo lui Ernesto si mette a piangere. Va addirittura a casa sua per portarmelo. Metto su la scritta "esta es.." (vedi intro), ernesto si commuove e mi regala (anche questa con dedica) la sua maglietta del wiskhey "Dumbar". Ora mi commuovo io. Prometto (e lo faccio credendoci davvero) che non so quando ma "qui io ci torno", ci rivedremo.&lt;br /&gt;Ci salutiamo ora, domani lui deve andare al Chuy dal dentista. Ci incamminiamo sulla spiaggia per giungere -dopo 20 minuti- alla nostra lussuosissima "tana". Luci soffuse e ultima "buonanotte"; l'alba da quassù e' indimenticabile. L'ultima alba a Punta del diablo.&lt;br /&gt;La mattina ci svegliamo, docciamo (acqua calda!!) e dobbiamo fare in fretta ad andarcene, in venti minuti arriva la tipa per pulire, assolutamente non puo' trovarci qui. Facciamo l'ultimo salto da Ernesto a berci un caffè. Nel tornare indietro vediamo che c'e' Diego sul 4 per 4 che viene verso di noi con dietro qualcuno di conosciuto.. "nooooo" "non puo' essere!!" "Si si!!" "Nooo non puo' essere lui!!" "si si si e' lui!!!" "JORJITOOOOO!!!!!!!". Lo prendiamo, lo abbracciamo e gli facciamo un sacco di feste.. lui non è molto contento.. "Ce l'avete voi il mio passaporto????, no?!?!".. "...", "...." "oh cazzo..." "No Jorjito, hai lasciato qui un pacco di roba, ma il passaporto no.., Ce l'hai almeno una fotocopia??" "Si quella si'.., ma non ce l'avete voi?? davvero??" "No Jorjito.. mi spiace..". Jorjito è a metà tra l'incazzato e il disperato. Lo accompagnamo a chiamare l'ambasciata. Verrà con me a Montevideo. Ma prima deve ripassare dal Chuy, ha lasciato lì lo zaino, il tonto. Niente Rio, mi puzza..&lt;br /&gt;A me si ripropone il problema di ieri. Avevo il biglietto per la mattina presto e vorrei partire nel pomeriggio (se no non riesco a raggiungere gli altri a San Cristobal -provincia di Santa Fe- entro domani notte). La signora quando mi rivede: "Ancora qui????" sono costretto a spiegargli tutta la storia della "palafitta" dicendo che non potevo perdermi l'alba in un posto del genere.. "Si.. va bene.. ma io non posso cambiarti un'altra volta il biglietto. Tra l'altro lo cambi sempre dopo che il bus è giá partito..." "Signora... le giuro che stavolta me ne vado." Nel frattempo Maicol dietro di me dice che anche la "palafitta" è stato un segno.. Dobbiamo stare qui a Punta del Diablo, secondo lui. Io gli dico di venire con me , ma lui di qui non si muove.. "la temporada è appena iniziata..". La palafitta anche per me è stato un segno.. ma il segno definitivo di una splendida esperienza finita come meglio non poteva. Poche volte trovo il coraggio e l'onestà di finire qualcosa prima che questo qualcosa si sia definitivamente "concluso". Non è facile mettere la parola fine al momento giusto.. Neanche stavolta, ma ho dentro tanto, è il momento di salutarsi.. "magari ripasso piu' in la'..." dico a Michele. "Allora che fai??? Parti??", si sente la voce della signora che nel frattempo e' diventata impaziente. "Si, parto." "Parti davvero???, Guarda che ti giuro che non te lo cambio piu' il biglietto!!" "Si, signora. Parto".&lt;br /&gt;Passo da Ernesto per salutare per l'ultima volta. Il Viejo non è andato al Chuy perchè non si è svegliato in tempo, ancora abbracci.&lt;br /&gt;Mi accompagnano alla parada. Ci sono tutti, saranno una ventina, da Pablo con June e Dolphine a Xavier e famiglia, il bagnino, il surfer, Micheal tutto lo staff del Viejo (Ana ha in dote un ciddì). L'autobus arriva con 1 ora di ritardo. Perfetto. Nel frattempo passa ANdrea che indossa il mio pareo. L'avevo lasciato appeso fuori dalla Cabaña e una notte di pioggia e ventissimo se ne era volato via. Andrea l'aveva trovato e anche ricucito. La ringrazio, ma non glielo posso lasciare, è il Mio Pareo (arancione giallo verde e rosso= bellissimo), preso un po' di anni fa dall'armadio della mamma. Davvero non posso lasciarglielo, lei lo capisce benissimo e si mette a ridere "Non ti preoccupare". Aspetta il bus anche tutto il gruppone nordeuropeo. Sono soli. Una bella soddisfazione poter pensare.. "è così che si viaggia chicos!! Apprendete..". Pian piano gli altri tornano alle loro occupazioni, rimane Michele.&lt;br /&gt;Arriva il bus. L'ultimo abbraccio. Forte.&lt;br /&gt;Ciao amico mio, noi due ci rivediamo.&lt;br /&gt;Il bus chiude le sue porte, la figura di Michele scompare dietro la panaderia, il tipo davanti con il più tipico gesto sudamericano butta il sedile completamente all'indietro, guardo fuori.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt; &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;P.S.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;In questi giorni ricorrono due compleanni.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;01.02 Elios, il mio amico più bbestia, sosia di John Belushi, rugbista dentro. Grazie ancora per i momenti della grande vacanza nordargentina. Da Tucuman a Barcellona, passando per Galliano e Tarifa '98, un solo grido: "TOGA TOGA TOGA TOGA!!!!". La Dianmo Ravizza te extraña mucho. Ad Amsterdam dovevi venire..&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;30.01 Maggi(ko), conosciuto nel settembre dell'84, quando iniziammo le nostre brillantissime carriere scolastiche. Se ti capita di leggere queste righe ti ricordo (perchè -comunque- ti sono amico) due scommesse. Per i 40, l'altezza maggiore sulla carta d'identità (guarda che io sono già a 184..). Entro i tuoi 30 ricordati che devi fare la maratona di New York!! (in un eccesso di sboronaggine da birra davanti al Tipotà, scommise 700 mila lire, ormai 8 anni fa). Mi puzza che gli allenamenti Dinamo non bastano, capitano!!&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Auguri ragazzi!! &lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/18988284-113855852556121906?l=diariosdecarlito.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://diariosdecarlito.blogspot.com/feeds/113855852556121906/comments/default' title='Post Comments'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=18988284&amp;postID=113855852556121906' title='0 Comments'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/18988284/posts/default/113855852556121906'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/18988284/posts/default/113855852556121906'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://diariosdecarlito.blogspot.com/2006/01/medley-mansion-on-hill-as-tears-go-by.html' title=''/><author><name>carlo</name><uri>http://www.blogger.com/profile/09306282033677721625</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-18988284.post-113813062349440653</id><published>2006-01-24T11:23:00.000-08:00</published><updated>2006-02-10T09:50:54.370-08:00</updated><title type='text'></title><content type='html'>&lt;blockquote id="1f901931"&gt;&lt;a href="http://photos1.blogger.com/blogger/6322/1870/1600/IMG_0024.jpg"&gt;&lt;img style="DISPLAY: block; MARGIN: 0px auto 10px; CURSOR: hand; TEXT-ALIGN: center" alt="" src="http://photos1.blogger.com/blogger/6322/1870/320/IMG_0024.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="font-size:180%;"&gt;&lt;span style="color:#ff0000;"&gt;&lt;strong&gt;Happy Christmas (War Is Over)&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Punta del Diablo&lt;br /&gt;23.12 - 26.12.&lt;br /&gt;&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;Ana e' una ragazza di 27 anni. Ana é mamma, vive a Montevideo con la sua bambina di sette anni, fa la maestra di yoga. E' divorziata da 3 anni e da 7 viene sempre in vacanza qui a Punta del Diablo; per ora e' qua sola, per capodanno arrivera' tutta la sua famiglia (mamma, figlia, sorelle). E' lei la nuova "ayudococinera" di Ernesto. La descrizione che ne aveva fatto Pablo, coincide.&lt;br /&gt;La conosciamo la mattina del 23 dicembre, lei ci apre la porta del ristorante (chiusa per non far entrare troppo vento) quando ci presentiamo come ogni mattina per berci quell'acqua sporca dal sapor di caffé, con tra i piedi Pampita che allatta i suoi cuccioli. Si siede al tavolo con noi e iniziamo a parlare. Con Ana, piu' che parlare si ride. E' sorridente, ha un' energia incredibile, prende spesso in giro, quando si parla di cose serie mostra sempre curiositá e misura. Ci dice che per lei questo e' un pueblo incredibile.. che le da una forza pazzesca e che ha bisogno di passare qua almeno 2 mesi l'anno. L'anno passato non era cenuta qui perche' avceva fatto un viaggio con sua figlia fino a Macchu Picchu. Si congratula per la nostra scelta di permanere in questo posto e continua a chiederci ridendo "Ma cosa avete fatto qui, fin dai primi di dicembre?? non c´e' niente!!". "Siamo stati qui. Semplice."&lt;br /&gt;Sono giá due anni che lavora per la temporada da Ernesto, quest'anno per guadagnare qualcosa in piu' si e´portata un po' di vestitini, parei, collanine e braccialettini fatti da una sua amica artigiana, da vendere fuori dal ristorante de el Viejo. Nel complesso, Ana é carina.&lt;br /&gt;Tornati in cabaña partono i "gimme five(s)", i pollicioni alzati, le battute caserma style, le scommesse. Tipiche cose da maschi. Tra le osservazioni migliori e piu' educate: "minchia, oh!! e' carina di brutto!!" "Peccato il culo!" "Beh! mica e' cosi' male!! c'e' ben ben di peggio!!" "Poi guarda che mica e' un brutto culo!! Hai visto le tette??" "E' latina!!" "Certo che pero' e' anche mamma!!" "Cazzo ce ne frega!!" "Boh.. non so.." "Guarda che ci provo prima io.." "si voglio proprio vedere, coglione!!".. Jorjito ci dice che a lui non piace, "é mamma!". Proviamo a dire a Jorjito che se non vuole mamme autoctone rischia di scendere sotto i 18.. Rimane della sua idea..&lt;br /&gt;Parte la sfida Milano- Romagna. Coppini e vecchiette a manetta ringalluzziti da quella nuova presenza. 2 imbecilli, Jorjito se la ride e dice che "Voy a buscar chicas a la playa". Ovviamente e' tutto nell'ambito dello scherzo e molto molto autoironico.. Certo che pero', dopo piu' di due settimane, qui in cabaña fa la sua prima comparsa ufficiale .. l'ormone. Quello vero.&lt;br /&gt;Verso ora di pranzo me ne vado alla postazione internet.. Non ho ancora ripreso in mano il diario da Montevideo.. Scritte due robette, mi concedo una telefonata. Chiamo Luca Perolo. Quel babbo di Luca Perolo. Mio capo scout. Lo chiamo sul telefonino, mi risponde che e' sul cesso, tornato a casa dal lavoro. Scoppiamo a ridere, ci facciamo gli auguri di Natale e gli dico di abbracciarmi tutti i ragazzi della Comunità Capi del nostro gruppo scout (MI 17, olè!) e in particolare il suo socio Carlodibi (mio conterraneo). Mi dice che a Milano fa un freddo "allucinante" (come si dice in Milano), lo saluto con la battutta (che mi e' piaciuta un sacco e riutilizzero'!!) "Lucone!! ti devo salutare perche' c'ho il ghiaccio nel cocktail e con 'sto sole, se no, mi si squaglia!!". Troppo bello chiamare ogni tanto gli amici a sorpresa quando sei in viaggio e iniziare a fare il coglione!!! Una settimana fa, il 15.12, avevo chiamato anche Frenk e Maddalena, due "miei" scout che quel giorno compivano 18 anni (aanche loro come il Gringo di Colonia nel giorno di Live in the promised land- mai me ne sarei dimenticato.). Lui l'ho beccato "forse ma forse" alticcio, lei sembrava che cercasse di essere lucida. Non avevo chiamato troppo tardi proprio per riuscire a trovarli almeno "parlanti", capaci di formulare frasi di senso compiuto. Ce l'avevo fatta!! Mi aveva fatto davvero piacere sentirli e quella sera me ne ero tornato in cabaña pensando a loro e a come era compiere "diciottanni".&lt;br /&gt;Invitiamo nel pomeriggio Ana in spiaggia (non che ci fosse bisogno del nostro invito...), stiamo li' un po', parliamo un po' di tutto (vita in Europa vs vita in SudAmerica, come sempre..) e pian piano si aggiunge altra gente. Conosciamo anche Diego un amico argentino di Pablo, anche lui violinista, che si appresta a suonare il tango nei locali quaggiu' in Gennaio Febbraio. Sembra abbastanza indurito con noi europei, Ana prova a smorzare i toni, Maicol so incazza e si mandano vicendevolmente affanculo. Poi li facciamo far la pace (prendendoli per il culo) davanti a un birrone e empanadas nell'altra spiaggia. La spiaggia del porto inizia a risentire della temporada incipiente.. nell'enorme spiaggione oltre a qualche cadavere di foca (non si sa perche' ma vengono qui a morire), si vedono gruppetti di turisti (tra cui le nordeuropee che fanno jogging), qualcuno che fa surf e qualche punteño che, come nelle migliori tradizioni, "impara al figlio il giuoco del pallone". In uno spiaggione di centinaia di metri ci sará una cinquantina di persone.. forse qualcuno in piu'.. La temporada si fa sentire anche sulle nostre abitudini. Va bene tutto, ma rischiare di tornare da "downtown" e trovare le nostre robe saccheggiate (passaporto &amp; cash) vorrebbe dire finire i nostri viaggi. E comunque anche perdere macchine fotografiche, riproduttori audio e (la mia) telecamera non sarebbe piacevole. Dopo due settimane la nostra casetta é dotata di lucchetto.&lt;br /&gt;Mentre sta facendo buio siamo da Ernesto che sta conversando con dei suoi amici che sono li' a farsi un whiskey. Gli sta spiegando, con orgoglio, come ha pensato di organizzare il ristorante e la cena per domani sera. Ci sara' un menu speciale, e' da stamattina che sta cucinando, El viejo y el mar sara' SOLD OUT. Noi finalmente abbiamo imparato e siamo in sufficientissima confidenza per poter rifiutare le frequenti e imbarazzanti (tipo un whiskey prima di mezzogiorno) "invitazioni". Nel pomeriggio parlando con Maicol avevamo scommesso che non sarei riuscito a procurare, in tempo per domani sera, un alberello di Natale da mettere da Ernesto. Chiedo ai punteñi dove posso trovare un pinetto da tirar via senza correr il rischio di esser beccato dalla forestale. "Dietro le case dall'altra parte del pueblo!!", "ti ci accompagno io. ci vediamo domattina qui alle 10:00". "Bella." penso.&lt;br /&gt;Prima di andare a cena, andiamo a casa a mettere un po' a posto la cabaña. E' davvero in disordine, ci sono i pennelli e i colori in giro, sacchetti sparsi, tante cartacce, monetine , le cose di Jorjito (quanto e' disordinato questo benedetto ragazzo!!) sono ovunque, pile che non sai se cariche o no. Inoltre c'e' un denso strato di sabbia e polvere, che copre il pavimento e gli insettacci schiacciati (tra cui 2 begli scorpioni). Da quando Marisa se ne e' andata noi maschietti ci siamo lasciati un po' andare... Mettere a posto ascoltando i Dire Straits, illuminati da una moltitudine di candele, tutti belli allegri e' una scena bellissima. L'unica parte della casa che non ha bisogno di essere messa a posto e' il bagnetto.&lt;br /&gt;Qualche giorno prima, Jorjito infatti si era arrabbiato con noi. Era il pomeriggio in cui gli avevamo tagliato i capelli. Lui non voleva e il risultato (una via di mezzo tra Lucchetta, Elvis e Lino Banfi) non lo entusiasmava proprio. Dopo un po' di tempo (con io, Marisa e Maicol che non avevamo mai smesso di ridere) decide di andare in bagno. Torna e in maniera dura ci chiede (con l'aiuto fondamentale del mimo) se noi facciamo la pipi' seduti o in piedi. "In piedi!!" risponde Maicol, "certo!.. in piedi" dico io. "Come in piedi!! allora quando fate la cacca come fate??" "Puliamo la toletta sempre prima di sederci"L' importante é fare la cacca dopo molto tempo che qualcuno é andato in bagno e pulire un po' i bordi della toletta", proviamo a rispondergli. "Allora quando io sento bagnato non e' sempre acqua (la doccia schizza sulla toletta).. e' la vostra pipi'!". Jorjito sembra arrabbiato, dice che e' molto meglio se tutti la facessimo da seduti.. purtroppo, sempre piu' alterato, prova a spiegarlo dicendo "Si si , porquè tu pipi' no es mi pipi'!!". Non avesse mai usato quell'espressione...&lt;br /&gt;Giubilo, delirio e standin' ovation in cabaña. "SI SI!!! MI PIPI' ES TU PIPI'!!!" "Tu PIPI' ES MI PIPI' y MI PIPI' ES TU PIPI'!!!! SI JORJITO!! SI!!!". A questo punto, sbeffeggiato anche da Marisa (che pare si aspettasse tali usanze da tali &lt;em&gt;animals&lt;/em&gt; -ipse dixit), Jorjito si incazza. Non riusciamo a smettere di ridere... se lo guardiamo in faccia non possiamo essere seri per via della sua acconciatura "brand new".. appena qualcuno prova a scusarsi con lui, c'e' qualcun altro che sussurra da dietro "porquè mi pipi' es tu pipi'" e il riso e' nuovamente sfrenato, siamo con le lacrime agli occhi. Dopo quindici minuti riusciamo a scusarci -per bene-con lui, io e Michele promettiamo di provare a ricordarcene tutte le volte che andremo in bagno (dopo 27 anni non e' cosi' automatico cambiare le proprie abitudini). Da quel giorno il bagno é apposto, immacolato. Gli diciamo pero' che poteva anche porre la questione prima.. sarebbe stato meglio. Per lui certamente.&lt;br /&gt;La sera mangiamo da Ernesto (..ma che strano!!) e conosciamo meglio Ana. Quando gli altri tre tavolini vengono abbandonati si siede con noi, mentre Ernesto suona alcune canzoni con la chitarra lasciata li' da qualche sera prima. Gira voce che oggi ci sia l'inaugurazione di un nuovo locale, un disco pub!! Ernesto ha voglia di brutto di andare, Diego ci carica tutti sulla sua macchina, Ana va a casa, dice che e' stanca. il nuovo locale e' vuoto. Siamo noi piu' altre 6 persone. Ci offriamo a vicenda da bere e.. a nanna.&lt;br /&gt;Il 24 mi sveglio presto.. ho appuntamento con il tipo per andare a prendere il pino. Del tipo nessuna traccia, entro nel ristorante per chiedere a Ernesto se ha visto il suo amico. Il viejo si é appena svegliato (dorme nella mansarda) e sta bevendo mate. Mi dice che il tizio probabilmente se ne e' dimenticato. Un uruguagio che ti da un appuntamento non e' la stessa cosa di un fiammingo.. Non so davvero quale sia meglio (con un fiammingo se tardi di 3 minuti, ti devi giá scusare..). Il fatto é che comunque devo darmi da fare per l'albero di Natale. Quindi..., mi rimetto nel sacco a pelo, con Maicol che dal soppalco mi dice "non ci riuscirai mai, Milano!" con falso accento padano, "Romagna.. ma vacagare, va" con vero accento milanese.&lt;br /&gt;Dopo un po' bussano alla porta. "Vai tu!!", "No vai tu, coglione!!", "dai, oh!! vai!!", "cazzo ti costa??", "Ho mal di testa, non ho voglia di scendere!!", "tu hai male al culo non alla testa!!", "Milano, se scendo te ne do tante ma tante..", "Romagna!! dai.. su.. ti aspetto!!". Fuori bussano di nuovo. Iniziamo a urlare dai nostri giacigli chiedendo chi é e dicendo di entrare.&lt;br /&gt;"Permiso.." dicono due vocine femminili.&lt;br /&gt;Ci precipitiamo.&lt;br /&gt;Davanti a noi Manuela e Nicole, due sorelle tedesche. La prima, la sorella minore, ha fatto l'Erasmus a Buenos Aires e ora si fa un giro fino a Caracas (andrá anche nelle Galapagos con un'associazione ambientalista), parla molto bene in spagnolo, scherza parecchio, é caruccia e un pochino cicciottellina. Nicole é bella vera. Non e' bella che fa male, ma é davvero carina di brutto brutto brutto. (Per favore notare le due coltissime citazioni). E' alta poco meno di me, capelli castano-rossi, occhietti verdi, nasino, belle gambe e culetto occhei. Tette poche. Lavora in nonricordoquale importante impresa come managment di chenneso. E' qui in vacanza con la sorellina. Il 29 dicembre hanno l'aereo per Salta da Baires. Nicole, il 2 gennaio deve essere a Berlino per lavorare. Ci chiedono se possiamo ospitarle per oggi, domani hanno una cabaña prenotata. Dormiremmo anche per terra per far posto a loro...&lt;br /&gt;Torna lo sportivo Jorjito dalla playa ed e´ entusiasta dei nuovi arrivi. Oggi e' la vigilia di Natale. Mai avrei pensato di viverne una cosi'... apri la porta e hai vento, sole e l'oceano davanti. Per di piu', anche una bella tipa che ti entra in casa. Cosi'... aggratis!!! Io e Maicol iniziamo a pensare che forse qui in Uruguay Papa' Noel, arriva un po' prima.. L'alemano ci dice che l'americano (quello della Corazzata Potiomkin) ci ha invitato a pranzo a casa sua. Le ragazze hanno pero' voglia di riposarsi un po'.. non vengono.. le lasciamo la chiave del lucchetto. Siamo dallo yankee, ci sorbiamo i soliti racconti di megafeste con mega personaggi (il tipo era molto molto amico del regista o dello scrittore di Paura e delirio a Las Vegas) e mangiamo benone. Ci fa anche sentire la compilation che ha preparato per stasera da Ernesto, tutta con canzoni di Natale. Questa trashata non mi dispiace per nulla e ne approfitto per chiedergli se non ha voglia di venire con me a cercare un pino. "Senza Christmas tree che Natale e'?". La sua risposta é secca. "Andiamo al Chuy con il mio bmw a comprarne uno!". Andiamo.&lt;br /&gt;Il senso di trionfo che provo nell'arrivare a El viejo y el mar con l'alberello sottobraccio e' inspiegabile. Michele e' seduto al tavolino fuori e mi guarda sorridendo e scuotendo la testa. Ana ride prendendo in giro il caro Romagna. Romagna paga il "tintito", un buon malbéc del 2003.&lt;br /&gt;Mi ripeto.. ma.. realmente... pensare a cosa succede a Milano il 24 (e i giorni prima..) e trovarsi ora quaggiu' e' davvero strano.. QUi e' tutto uguale, solo c'e' un po' piu' di euforia in giro. Niente decorazioni, niente ipercaos, niente nervosismo, niente macchine (!!), niente ultimi regali, niente senso dell'acqua alla gola (quel sentimento di dover fare un sacco di cose entro le 20:00 del 24.12), niente consumismo e soprattutto niente ipocrisia (tutti buoni a Natale e poi VIA!! con quell'inesauribile voglia di piazzarlo nel culo al prossimo per poterne poi cogliere il massimo profitto). In questo angolo di mondo "war is over", e "war" non e' solo la guerra in Iraq o le altre guerre, No. "war" e' anche la nostra cultura. Tutto quell'immenso casino che ci accompagna nei giorni prima di Natale. Chiamatelo "consumismo", chiamatelo come volete. Per me, ora, rientra nella parola WAR. Il 24 dicembre a Punta del Diablo war is over.&lt;br /&gt;L'unica cosa che ora mi fa rimpiangere la mia cittá é l'allegra famigliola lontana e i cari amici. Chiamo a casa verso le 21:00 di laggiu', sento Nandone, Emiliuccia ed Andycapss. Sulla strada verso la cabaña mi sento cosi'... strano. Prima di cena (dopo la doccia) vado a richiamare. Almeno cosi´faccio una sorpresa. Va bene tutto, ma ricevere una telefonata da tuo figlio o da tuo fratello per il giorno di NAtale, non la chiamerei esattamente una "sorpresa". Riceverne un'altra dopo 4 - 5 ore, questa si che e´una sorpresa. Non se l'aspettavano. Gli (e mi) fa tanto tanto piacere. Tra l'altro mi sebrava che la mia sorellina si fosse piuttosto avvinazzata. Ho fatto 1 ora e passa di coda per poter chiamare.. non cedo subito la postazione. Provo a fare altre chiamate. "provo" perche' effettivamente le linee telefoniche la sera del 24 dicembre, gira voce che siano un pochino trafficate. Chiamo random un po' di numeri degli amici di sempre. Trovo Cascio, Poli, Lorenzino. Bello.&lt;br /&gt;Quando arrivo al Viejo y el mar, i tavoli sono gia´occupati, si e´strettissimi. I tavoli sono in comune. Ti puoi trovare seduto la cena di Natale con accanto qualcuno che non hai mai visto prima. Tutti i commensali sono contentissimi. Al nostro tavolo siamo Maicol, Jorjito, io, lo yankee, Nicole, Manuela e un irlandese il cui nome non son riuscito a capire. Si aggiunge all'ultimo anche uno svedese diciannovenne capitato li' per caso. Appena ti siedi Ana ed Ernesto ti portano un piattone in cui c'e' tutta la roba da mangiare. Tutto insieme, tranne il dolce. Se ne vuoi di piu' vai in cucina e te lo prendi. Ernesto ha deciso cosi' perche' voleva gustarsi questa notte. "Non voglio lavorare, volgio solo versare il vino". Grande Viejo!! Come sottofondo il cd di Micheal l'americano, che a noi tre ha dato in regalo un bel Toblerone!! (la musica funziona grazie ad una batteria per auto sistemata sotto il bancone). Noi avevamo discusso se farci i regali.. Maicol non voleva.. lui dicxeva che era "contro".. a me in realta' non avrebbe dato fastidio, anzi.. sarebbe stato anche un bel ricordo per ognuno di noi.. Fatto sta che Maicol e Jorjito non volevano. Lo faccio pero' ad Ernesto. Il regalo é una mia compilation con alcune canzoni di Dylan cantate da Joan Beaz. Ernesto lo mette anche su per un po', per poi tornare alle canzoncine di Natale.&lt;br /&gt;L'atmosfera e´FAVOLOSA. Al nostro tavolo si e' particolarmente allegri e loquaci, Maicol sembra preso bene con Manuela (che si vede che ha voglia..). Io e Jorjito parliamo molto con Nicole, anche se l'americanazzo sessantenne fa molto "il bello". Nicole rimpiange di brutto il fatto di aver trovato un lavoro che non le permette di Viaggiare, "Io amo tutto questo, purtroppo pero' questo mondo non mi puo' appartenere" dice mostrando con le mani tutto cio' che ha intorno, a dire il vero Nicole pare un pochino rigidina di suo. Diciamo che si vede che é diversa dalla sorella.. ecco. Anche Ana si siede con noi, sguardi d'intesa e sfida tra me e il caro Romagna. Brindisi e megabrindisi e ancora brindisi, Ernesto dice che e' tempo di andare in spiaggia, al "porto" per bere qualcosa. Siamo in un baretto (aperto per l'occasione) davanti al mare tanti tanti ragazzi e non, tutti felicissimi che si baciano e s'abbracciano per farsi gli auguri. La situazione diventa man mano incontrollabile, ci si perde tutti, offro da bere ad un'infinitá di persone. Classica situazione del "siamo tutti migliori amici". Ci sono pure le nordeuropee, anche loro simpaticissime, ci sono con loro anche dei ragazzi inglesi un po' fashion. E ancora abbracci, auguri. Ci si offre a bere a vicenda, specialmente con gli sconosciuti. Due vecchietti mi prendono in simpatia e mi offrono 3 cuba di fila. Io ricambio. Cerco di nuovo i miei commensali, incontro Ernesto che vuole "invitarmi" ancora da bere, riesco a rifiutare. Le due sorelline tedesche sono con Jorjito che traballa, Maicol non lo trovo piu', vado a prendere un po' d'aria facendo due passi sulla battigia.&lt;br /&gt;In spiaggia, mentre mi dirigo nuovamente verso il baretto, incontro Ana.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La mattina del 25 dicembre mi sveglio in un divano letto sotto una pesante coperta. Ana mi respira tra il collo e la spalla. Quando apro gli occhi penso solamente "Tutto questo e' incredibile". Quando lei apre gli occhi, scoppia a ridere. Per non rischiare di pregiudicare la mia giá debole psiche non mi chiedo neanche per un momento perche' stesse ridendo. Certe domande é meglio non farsele. Tutto qua.&lt;br /&gt;Ana si alza, percorre nuda il metro che separa il materasso dal lavabo dell' "angolo cottura", prende in mano alcune arancie, le taglia a meta' e le spreme a mano. Torna con due bicchieri di succo d'arancia. Porgendomene uno mi dice: "Hay solo esto..te gusta? está ricchisimo!" con la voce bassa e con quella tipica intonazione "latina". E' ufficiale. In questo momento non capisco piu' nulla.&lt;br /&gt;La bellezza e la purezza di questa scena mi piacciono da impazzire. Mai avevo visto una femmina (in questo momento sarebbe forse meglio chiamarla "donna", o almeno "ragazza") svegliarsi con questa naturalezza e fare una cosa assolutamente "umana" come spremere delle arancie. In Italia giá sentire il rumore dello "spremiagrumi" (quali incredibili passi in avanti ha compiuto il genere umano..), di prima mattina, mi darebbe fastidio.&lt;br /&gt;La passeggiata da casa di Ana alla cabaña, sotto il caldo sole di Natale, é magnifica. Li' dentro trovo Jorjito e Maicol con delle facce.. io, faccio lo splendido. Soprattutto prendo per il culo Romagna.. ieri sera si e' perso in spiaggia, si é addormentato e quando si e´svegliato le due tedeschine erano giá rincasate. Mi dicono che Manuela e Nicole stamane verso mezzogiorno se ne sono andate nell'altra cabña che avevano giá pagato. "Come siete rimasti??" "Ci vediamo dopo in spiaggia." "Perfetto". Maicol fa domande.. e' curioso.. poche e vaghe risposte. Ana mi piaciucchia, cosi' non fosse avrei gia' raccontato tutto. Pare invece che Jorjito ieri sera abbia combinato qualcosa.. ma lui non dice niente.. fa il timido..&lt;br /&gt;A Natale il buon Michele non puo' esimersi dal farci le tagliatelle all'uovo. Ci sono volute 2 settimane di fortissime pressioni psicologiche per convincerlo. Alla fine e' bastato il miraggio di una figa e non si tira indietro.. Ieri infatti le tedesche hanno insistito parecchio perch'e si mettesse ai fornelli. Lui fa il cretino e dice ad Ana che le fa per lei. Partono le minacce e i chiari gesti (tipo il classico"titagliolagola"), lui -apposta- le fa domande imbarazzanti. Jorjito pare divertitissimo da queste gags, Ana anche.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;La sera, sempre da Ernesto, ci sono 2 coppiette e il gruppone nordeuropeo. Per forza di cose noi tre siamo seduti al tavolo con Nicole e Manuela. Le tagliatelle di el hablador Maicol (Romagna non parla spesso, pero' dopo una certa ora, sempre..) sono belle buone, tutti fanno i complimenti al caro Romagna, orgoglio italiano. Alla vista delle tipe, si aggiungono anche Diego, Xavier e Pablo. Decidiamo di andare tutti insieme a fare quattro balzi felini nel discopub, oggi ci puzza che c'e' gente. Dico ad Ana, che nel frattempo sta lavorando, che noi andiamo al CuevaLuna e se lei ha voglia di passare quando finisce. &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Nel posto ci offriamo le birre, parliamo.. il clima non e' d4ei piu' arzilli, ieri -comunque sia- é stata una serata dura. Il buon Maicol s'inspiaggia con Manuela, io parlo con Diego (l'amico violinista di PAblo, non l'aiutante del vecchio) e Nicole; Jorjito se fue a dormir. Arriva Ana, prende una birra e la beviamo tutt'insieme. Cosa succede?? Cioé.. praticamente.. io forse parlo un po' troppo con Nicole (raga'... bella vera..) e non con Ana.. Va be', Ana se ne va.. si occhei.. "ha fatto bene".. pero' poteva almeno salutarmi, dai.. (tutto ció so bene che é tipicamente maschile). La cos aun po' mi infastidisce e Nicole comunque é una "scopa in culo". Si lo so. Sono nervoso. Nicole non é una "scopa in culo", l'unica cosa 'e che non é esattamente la tipa con cui ci si prova facilmente. Eppoi la "cosa" di Ana davvero mi fa incazzare. &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Jorjito dorme, Maicol stará facendo le porcherie nella cabaña della tipa o in spiaggia... Io me ne torno a casa. Jorjito non sta dormendo, sta ascoltando musica e sta leggendo la Lonely Planet. Ci fermiamo un po' a parlare divertiti e a un certo punto arriva Maicol. C'ha un sorriso stampato in faccia.. "Cazzo ci fai qui??" "Boh?!? Non lo so!!, Sono tornato.. Manuela domani parte presto!" Il buon Romagna é contento di brutto.. ci racconta tutto.. anche di un certo piercing che la tipa "indossa" ma che non bisogna dire alla sorella maggiore. Non dico niente riguardo queste nuove e dapravate generazioni.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Spesso Michele e io parliamo riguardo al fatto che ogni tanto, in viaggio, bisogna saper riconoscere dei segnali. &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;La mattina del 26 dicembre, arriva un segnale. Inequivocabile. &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Sto dormando nel living (il divano é molto meglio di un matereasso di gommapiuma su assi storte), Michele mi sveglia gridando "Sono arrivate!! sono arrivate!!" e si precipita fuori dalla porta. Dal vetro non piu' cosi' sporco (Marisa aveva pulito la finestra su cui qualcuno aveva disegnato un pisello) vedo che effettivamente "sono arrivate". La cabaña di fronte possiede due nuove belle coinquiline. Nel frattempo sento anche che Ernesto sta sicendo qualcosa a Maicol. E' il segnale. E' arrivato il nipote del propietario con altri amici. Anche se forse possiamo dormire qui, comunque cambia tutto. Decidiamo di andarcene. Sono un gruppo di diciottenni surfisti di Montevideo, sembrano simpatici. Non ci aspettavamo arrivasse qualcuno "cosi´presto..". Per certo, loro non aspettavano noi.. Sono sette, alcuni dormono in tenda fuori. Il tipo, tale Facundo, pare anche infastidito dal fatto di trovar gente in casa sua. (speriamo che le "migliorie" apportate gli piacciano).&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;La situazione é questa: le fighe sono arrivate. Noi ce ne dobbiamo andare. &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Facciamo colazione e paghiamo "l'affitto" a Ernesto: per quasi 20 giorni, ci dice di dargli 500 pesos, 18 iuri. A Punta del Este 300 pesos each night per uno sgabuzzino in 8. El viejo ci dice che se vogliamo possiamo dormire per 1 o 2 giorni in mansarda con lui, anche Ana (che mi saluta ridendo..ancora..) ci invita a casa sua fino a quando arrivano i suoi parenti, c'e' anche la cabaña delle tedesche ...oggi se ne vanno. Per dormire non ci sar'a problema ma fare lo zaino dopo tanto tempo per lasciare La Cabaña é strano.. ci prendiamo per il culo a vicenda e non ci pensiamo. Sta finendo.&lt;/div&gt;Jorjito forse parte giá stasera, io domattina.&lt;br /&gt;&lt;/blockquote&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/18988284-113813062349440653?l=diariosdecarlito.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://diariosdecarlito.blogspot.com/feeds/113813062349440653/comments/default' title='Post Comments'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=18988284&amp;postID=113813062349440653' title='2 Comments'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/18988284/posts/default/113813062349440653'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/18988284/posts/default/113813062349440653'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://diariosdecarlito.blogspot.com/2006/01/happy-christmas-war-is-over-punta-del.html' title=''/><author><name>carlo</name><uri>http://www.blogger.com/profile/09306282033677721625</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>2</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-18988284.post-113717093551662089</id><published>2006-01-13T07:48:00.000-08:00</published><updated>2006-01-27T16:29:20.733-08:00</updated><title type='text'></title><content type='html'>&lt;a href="http://photos1.blogger.com/blogger/6322/1870/1600/IMG_0039.0.jpg"&gt;&lt;img style="DISPLAY: block; MARGIN: 0px auto 10px; CURSOR: hand; TEXT-ALIGN: center" alt="" src="http://photos1.blogger.com/blogger/6322/1870/320/IMG_0039.0.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://photos1.blogger.com/blogger/6322/1870/1600/IMG_0030.jpg"&gt;&lt;img style="DISPLAY: block; MARGIN: 0px auto 10px; CURSOR: hand; TEXT-ALIGN: center" alt="" src="http://photos1.blogger.com/blogger/6322/1870/320/IMG_0030.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="font-size:180%;"&gt;&lt;span style="color:#ff0000;"&gt;&lt;strong&gt;Where the streets have no name&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;strong&gt;Punta del Diablo&lt;br /&gt;9.12 - 22.12&lt;br /&gt;&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;E' venerdi' 9 dicembre 2005, le 6 di pomeriggio. Il vecchio pullman della Busquebus termina la sua corsa di fronte a un piccolissimo market dove si vende tutto, biglietti dei bus compresi. In 5 minuti carica su i passeggeri da riportare a Castillo, tra cui una coppia di nordeuropei che salutano 3 o 4 locali. Lei piange abbracciando un vecchio. Tempo di richiudere le porte (il motore qui non lo spengone neanche a morire), e una densa nuvolona di terra e polvere mi investe. Appena riesco a guardarmi intorno, mi rendo conto che sembra di essere nel Far West. Siamo sul mare, ma oltre al market non c'e' niente. I pochi negozi sono tutti chiusi, con i vetri rotti e coperti da uno strato ben consistente di polvere e sabbia. C'e' un forte vento che fa sbattere assi, finestre e cartelli che il tempo ha logorato. Qualche autoctono gira per le stradine tenendo in mano casse di pesce e al seguito bambini dai capelli neri neri e lisci lisci.&lt;br /&gt;Chiedo se qualcuno sa di capanne da dividere con altri stranieri o di qualche alberghetto. L'unico albergo sta sulla spiaggia prendendo la strada a sinistra (tutte le strade sono in terra) ma pare costi un po'. Per le capanne mi dicono di chiedere in giro. A chi?? In giro dove??? Prendo il mio zaino e me ne vado verso destra guardando il mare. La strada lentamente si fa in sabbia. Passo oltre la "plaza de comidas", un grande spiazzo con intorno ristoranti e locali che sembrano li' da anni. Ad alcuni manca anche il tetto, se lo sara' portato via il vento. Questo non e' un posto normale, non capita spesso di fermarsi in luoghi del genere, sento (e vedo) che qui c'e' qualcosa di speciale. Continuo a camminare, ci sono belle capanne con su cartelli con scritto "Alquila", ma vorrei cercare qualcosa di economico e possibilmente qualcuno con cui dividere. Se becco qualche turista, gli vorrei chiedere di compartire la sua abitazione. &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;50 metri piu' avanti, quando il paese sembra finire nella spiaggia, mi viene incontro Pampita. Prima mi abbaia, poi mi fa le feste. C'e' una strana costruzione tut5ta in legno, colorata in blu verde e giallo con due tavolini fuori, accanto un cartello "El viejo y el mar, restaurante, diabluras gastronomicas". Nel cammino avevo visto due freccie con su scritto "el viejo y el mar", ma pensavo fosse qualcosa in decomposizione come tutti i locali che avevo incontrato.&lt;br /&gt;Viene fuori Diego, un tipo molto gentile che mi dice che fa freddo e di entrare. Lo ringrazio, gli dico che non ho fame, sto cercando qualcosa per dormire. "Vieni, beviamo qualcosa, poi una sistemazione la troviamo". L'ha detto lui.. Mi presenta Ernesto, un uomo di 62 anni cortese ma che non da trroppa confidenza. E' lui "el viejo". Questo posto ha davvero qualcosa di particolare. Il ristorante e' costruito con assi e piccoli tronchi. Ci sono disegni ovunque, tutti stile naif, sulle pareti, sulle tovaglie, sul soffitto, li ha fatti tutti Ernesto. Vecchie reti da pesca, ossa di foca, conchiglie e conchiglioni, vecchi pezzi di legno con su colorate foche, balene, con al posto della bocca delle bruciature o dei cuneii preesistenti, non fatti apposta. "E' tutta roba che Ernesto ha trovato in spiaggia e che ha riarrangiato" mi dice Diego (che scopro essere l'aiutante saltuario del viejo). Intorno tantissimi foglietti e foto lasciate da uomini e donne di tutto il mondo, con scritte poesie, ringraziamenti e apprezzamenti. C'e' anche una libreria con una trentina di libri (manca pero' proprio il libro di Hemingway). &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Diego mi dice di non preoccuparmi, una sistemazione la si trova. "Non sono preoccupato, vorrei pero' trovare qualcosa prima del buio". Il buio arriva, Ernesto accende le candele, elettricitá non ce ne e'. Diego mi dice che per stasera mi ospita nella sua cabaña, nel lato opposto del pueblo dove c'e' luce e acqua calda. Perfetto. Andiamo insieme alla sua casa, mi faccio una doccia e tornaimo al ristorante, lui deve "lavorare".&lt;br /&gt;Saranno le 10.. sto bevendo del vino rosso, seduto su un traballante tavolino homemade, parlo con Ernesto e Diego al vento freddo che spira da est, sopra le nostre teste un'infinita' di stelle. L'unica luce che arriva e' quella delle candele all'interno del vuoto ristorante.. e delle stelle. Inizio a pensare che mi piace da impazzire questo posto. E' il posto ideale dove trascorrere Natale. Molto meglio qui che in un ostellazzo a Florianopolis, San Paolo o Campo Grande (qui infatti siamo a 40 km dal Brasile e in teoria volevo andare verso la costa o Mato Grosso del Sud o Pantanal). Sono in un posto incredibile. Penso sia il sogno di opgni viaggiatore. Mi piacerebbe tantissimo dividere questo con mia mamma, mio papa' e Dora; sara' il primo Natale senza loro. "T'immagini se ci ritrovassimo qui per Natale??"penso. Infattibile.. pero' provero' a chiederglielo.&lt;br /&gt;Aspettiamo insieme che arrivi qualche cliente, parlando delle nostre vite e della "temporada" che arrivera' dopo Natale, con cio' che si guadagna in quei giorni ci si vive per un anno: il rumore del mare come sottofondo. Verso le 11 Ernesto dice "oggi non viene nessuno, mangiamo noi" mi chiede se mi va bene un "pescadito", "quello che vuoi, Ernesto". Entriamo, fuori fa freddo: ho il golf e la felpa e non bastano. Continuo a parlare con Diego che mi racconta la storia del ristorante. Mangiamo insieme, do una mano ai due per mettere a posto, vorrei pagare, Ernesto mi dice che facciamo l'indomani. L'indomani Diego torna a Montevideo.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Ernesto mi da la chiave della capanna blu a fianco del ristorante. Per aprire il lucchetto della porta basta dargli uno strattone, la chiave non serve. La capanna e' di un tipo che non arrivera' prima di Natale, sembra disabitata da anni, non c'e' luce ne' gas, ne' acqua calda; un living impolveratissimo con una specie di divano, un tavolo e tre sedie mal messe. C'e' un bagnetto (in mattoni cementati), la toletta senz'asse e con schizzi di calce; una stanzetta con due "letti" dai materassi in gommapiuma,e sopra un soppalchino con altri 2 letti. Le pareti sono in paglia e legno, le 3 finestre cosi' sporche da non poterci vedere attraverso. "E' tua per 100 pesos al giorno, se trovi qualcun'altro non c'e' problema". Ottimo.&lt;br /&gt;Nei giorni seguenti arriva George, il tedesco di Punta del Este, e' il mio primo coinquilino. Ha 21 anni, mi sembra un po' sbadatello (e' uno spinellomane!!) e non tanto in grado di affrontare un viahggio di 6 mesi per il SudAmerica. Ogni volta ha paura che lo fottano, quando non ha paura ..lo fottono.Vado in giro dicendo che se qualcuno sente di gente che cerca un posto per dormire, di mandarlo alla cabaña blu. Incontro Michele, un ragazzo della provincia di Bologna, fa il contadino (raccogliendo pomodori o frutta) durante l'anno e poi si fa 4 mesi di viaggio in SudAmerica ormai da 5 anni. Un primo pomeriggio lo conosco mentre stava bevendo vino rosso, da solo,. nell' unico ristorante aperto sull'altro lato di Punta. E' il secondo coinquilino, e' capitato quaggiu' assolutamente per caso e si e' innamorato del posto; sembra anche molto interessato a questa "temporada" che pare porti qui fino a 4000 giovani, pensa di fermarsi qui fino a febbraio, poi passera' da Tahiti (il biglietto glielo hanno dato per un precedente "overbooking"). Siamo un trio strano ma ben amalgamato. Michele mi piace anche se all'inizio sembra un po' diffidente, poi iniziamo a pensare che il destino ci abbia fatto ritrovare quaggiu'. Solitamente non mi piace incontrare italiani, ma con lui quaggiu' e' ben piu' che un piacere. Siamo vicendevolmente curiosi.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Durante il giorno qui a Punta del Diablo non c'e' molto da fare: praticamente passiamo le nostre giornate tra la spiaggia, il ristorantino di Ernesto ..e la cabaña. Mi piace fare il bagno al largo.. questo e' uno dei migliroi mari "oceanici"in cui sia stato.. ovviamente niente a che vedere con il buon caro e vecchio Mediterraneo. Un giorno decidiamo di andare a Chuy, la citta' a 40 km al confine con il Brasile per fare compere e andare in banca. A Punta del Diablo non ce n'e' una. Arriviamo in questa brutta cittadina di frontiera verso mezzogiorno e -ovviamente- scopriamo che proprio da quel giorno, in banca e' in vigore l'orario estivo (Lunes- Viernes 16:30 - 21:00 horas). Qui fa un caldo porco e dall'una parte la siesta. Tutti i negozi sono chiusi: aspettiamo seduti sui gradini sotto il sole cocente. Tra i vari "free-shop" compriamo dei colori per "ravvivare" la cabaña, delle ottime casse portatili, un bel pallone e trovo anceh una chitarra classica con pero' le corde in metallo. Al ritorno incontriamo Ernesto che era venuto qui dal dentista con la macchina di un suo amico. Mentre torniamo ci fermiamo da un concessionario.. parliamo un po' bevendo la birra offerta da el Viejo e chiedo al tizio del posto quali sono i prezzi er le macchine scassate. C'e' un vecchissimo maggiolone blu e rosso: me lo darebbe a 750dollari. So che potrei scendere di altri 100.. il problema e' che qua la benza non costa per niente poco.. Non so se mi conviene.. ..e se poi passo dalla Colombia? mica posso pensare di girare cosi' tranky funky!! Qua in Uruguay Argentina Cile ancora ancora.. ma lassu'.. boh.. non mi sembra sicurissimo.. "Ci pensero'". &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;In spiaggia c'e' troppo vento per giocare a calcio, appena ne tira un po' meno andiamo alla porta in legno a fare un "undici", solitamente qualcun'altro si unisce sempre. Conosciamo cosi' Xavier e Pablo. Xavier e' un argentino, vive in una tenda piantata al lato della casa si un pescatore con sua moglie Andrea e la biondissima Sara di tre anni, fa l'artigiano aspetta qui la temporada per vendere le suse statuine. Pablo invece e' francese. E' in viaggio con la moglie Dolphine (una timidissima ragazza vietnamita) e la figlioletta June (una bambina di quasi un anno che fa sempre degli splendidi sorrisi). Fa il violinista e vorrebbe trovare poi qualcosa a Buenos Aires per lavorare.. Sono loro i primi "amici" di Punta del Diablo..&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Uno dei primi giorni arriva quaggiu' una truppona yankee che deve fare delle foto di moda per una rivista fashion. Saranno una quindicina.. due modellazze e due modellazzi piu' un gruppo di notevoli imbecilli. Avete presente quei tipi con occhiali fashion, pantaloni fashion, camicia fashion, sguardo da duro e andatura da figo perche' ..."cioe'.. lui e' troppo un fotografo di moda"?? Avete presente quelle tipe con occhiali fashion, trucco fashion, scarpe superfashion, pelo fashion, sorriso finto stampato in faccia, cartelletta sottobraccio -principale orgoglio della loro esistenza-, vocina stridula?? Piu' qualche viso giallo (anche loro iper fashion) per poi finire con 2 o 3 gays che fanno "spogliatoio" (come si dice in gergo calcistico). Allora.. immaginatevi questo gruppazzo in mezzo a Punta del Diablo, che si mette a fare foto ai modelli di fronte alle case piu' "umili", in mezzo a bambini sicuramente non abbienti che giocano in mezzo a loro, con ragazzini dai piedi scalzi che semrano non credere all'esistenza di tale tipo di essere femminile.. &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Una mattina mentre facciamo colazione da Ernesto seduti nel tavolino fuori, arrivano loro. Chiedono se possono fare delle foto nel ristorante.. Chiedono anche a noi se vogliamo partecipare. Pablo gli risponde un po' seccamente che "con noi puo' andare bene.. pero' vedere come voi fate le foto qui in mezzo alla gente, come se foste in uno zoo.. questo non va bene". Ne nasce una discussione, loro davvero non riescono a capire il senso del discorso, spiegato, attenuandone la durezza, da memmedesimo.. Non ci arrivano.. non c'e' niente da fare!! Non vogliamo pero' dar fastidio a Ernesto.. ce ne andiamo in cabaña. Ad un certo punto -non facendoci mai abbastanza i cazzi nostri- ci viene in mente che questi forse non lasciano al buon Che neanche un centesimo!! Mentre stanno per finire andiamo da Ernesto e gli diciamo che DEVE farsi pagare.. Lui non ha neanche idea delle cifre che guadagnano 'sti qua.. per ogni giorno passato qui a Punta del Diablo a fare delle foto.. trovano queste "location" (si chiamano cosi', no?!?) e non pagano un cazzo. Sono dietro il fotografo.. dico 'ste robe sottovoce in spagnolo ad Ernesto e provo ad andarmene di nuovo a casa. Il tipo mi caga il cazzo dicendomi di tornare dov'ero per le foto. Non me lo dice gentilmente.. per nulla.. avesse detto almeno "please".. Come se lui fosse il padrone assoluto della scena, del territorio, mi dice "cosa pensi di fare? devi stare fermo mi cambi la luce!!".&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Lo mando affanculo. Diretto. In inglese, forse almeno questo lo capisce. Lo capisce anche Ernesto e alcuni suoi amici (accorsi ad ammirare le fighe) che mi danno ragione.. "Sei davanti a casa sua, devi essere piu' educato!" gli dicono.. Una tipa dello "staff" gli traduce quello che gli e' stato detto.. "I'm just working, guy!!" mi urla.. Gli dico con altrettanta gentilezza che stavo facendo colazione a 10 metri d acasa mia e me ne sono andato.. "non mi sono fatto piu' di 10000 km per finire quaggiu' e ritrovarmi il solito americano che mi dice cosa fare!!" Claramente la butto giu' in politica. Grosse risate e timidi applausi da perte degli amici di Ernesto, che pare divertito. La solita tipa tranquillizza il fotografo che fa le ultime foto e se ne va guardandomi brutto mentre lo saluto con la manina.. "continua a fare la tua esistenza dimmerda.. "penso.."io intanto me ne sto qui a Punta del Diablo". Andati via torno da Ernesto, per scusarmi. Non c'e' bisogno.. mi dice.. sei stato educato, non preoccuparti.. C'e' da dire che comunque Ernesto e' contento. Per aver usato per 1 ora il suo splendido e introvabile ristorante gli hanno dato 40 dollari.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;I giorni a Punta del Diablo, passano lenti. Proviamo a restaurare un po' la cabaña. Sistemiamo una specie di muretto di fronte, mettiamoa posto la staccioantina intorno, raccogliamo dei fiori per metterli fuori nelle bottiglie di vino usate come vasi, iniziamo a colorare un po'.. Io suono la mia chitarra, Michele se ne sta tranquillo a guardare il mare, l'alemanno si legge un libro diUmberto Eco. Jorjito fa amicizia con un sessantenne di Aspen Colo. che sta facendo il giro del mondo. Si spaccia per multimiliardario, ha comprato una casa qui a Punta del Diablo dove ha le migliori tecnologie e i migliori ingredienti per cucinare. Ci invita spesso a casa sua, ma Jorjito e' da lui tutti i pomeriggi per vedere vecchi film.. Pensate che un giorno mi sono ritrovato con questo tipo che in americano mi parlava della bellezza della scena della carrozzina nel film la corazzata potiomkin (non so se si scirva cosi'..).. Voleva invitarmi a vederlo a casa sua.. "Ho il dvd!!" Non gli ho detto quello che penso di quel film (pur non avendolo visto mi fido del commento del buon Fantozzi).. ma dentro di me ridevo di brutto per quello che stava succedendo.. &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;La nostra casetta e' piena di candele, arrangiamo qualche candelabro (quello per il bagno e' spettacolare!), quando c'e' il sole mettiamo in spiaggia un po' di bottiglie d'acqua in modo che a sera siano quasi calde e ottime per la doccia, quasi sempre c'e' musica dalle potenti piccole casse. Compriamo anche una bellissima cartina dell'Uruguay che copre degli "spifferi"un po' troppo evidenti. Al tramonto ce ne andiamo nell'altra parte del paese dove c'e' il "porto" (e gran parte della "vita") per vedere se e' arrivato qualcuno e per ammirare il tramonto bevendo birra e mangiando empanadas fritte di "mariscos y queso". La sera mangiamo da Ernesto, facciamo li' chiusura, poi torniamo a casa a farci "due risate". Raramente comunque si va a dormire prima di una cert'ora.. tipo le tre tre e mezza quattro (l'ororlogio e' vietato). Se non fa tropo freddo si va ion spiaggia a suonare con Pablo e Xavier come succede anche qualche sera dal Viejo a cui sembra piacere De Gregori. "L'abbigliamento d'un fuochista" con violino e due chitarre viene piuttosto bene.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Solo una volta andiamo all'unico pub (che tra l'altro e' un disco pub) aperto.. Siamo solo noi tre.. ci secchiamo subito il litrozzo e torniamo orgogliosi in the other side of the town. &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Seduti fuori dalla capanna aspettiamo sognanti che delle belle tipe arrivino ad abitare la cabaña di fornte, soprattutto Maicol.. lui da vero romagnolo la sta proprio aspettando questa fantomatica "temporada". A voler proprio trovare "il pelo nell'uovo", questo e' il problema di Punta del Diablo.. e' "tranquillissimo".&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Una mattina bussa alla nostra porta Marisa, una ragazza di Boston, che sta girando da 1 anno facendo la professora di inglese. E' gentilissima, non tanto carina, simpatica e dolcissima. Dormira' al ´piano di sopra con Michele su un letto che quando ti sdrai ti avviluppa. Siamo contenti del nuovo arrivo, le diciamo che dovrebbe darsi da fare per trovarci delle "compagne", si crea subito un bellissimo clima. Jorjito e' l'unico che ogni tanto ci fa un po' preoccupare.. e' il piu' piccolino, ogni tanto sembra un po' nervoso, si fa molto gli affari suoi, ci dice che un po' gli manca la sua famiglia e che vuole farsi il capodanno a Rio. Quest'ultima cosa ci permettiamo di sconsigliarlela (pochi giorni prima al Chuy mi aveva detto che le hawayanas erano troppo care.. Pensava costassero 100dollari e non 100 pesos..- dopo 2 mesi di sudamerica!!), lui un po' se la prende.. A parte questo rimane contentissimo quando un girono,tornando dalla spiaggia, trova dipinta sulla parete (in legno) la sua frase con cui indicava la sua massima disponibilita' (preoccupantemente "tedesca"). "Mi planeta es tu planeta" c'e' scritto in un grosso stampatello rosso. E' felicissimo, si sente importante, disegna un mondo (con in evidenza il continente LatinoAmericano) vicino alla scritta e mette la sua firma. Passa ore a guardarla e fotografarla. E' il nostro motto. Ti serve lo shampoo?? "MI shampoo es tu shampoo" Questo piccolo motto e' stato in grado di annullare il concetto di proprietá privata all'interno della nostra casetta. In cabaña la sera quando tutto e' illuminato dalle candele (e fuori ci son dei cieli che...)c'e' un'atmosfera difficilmente ripetibile. Siamo tutti strafelici. Abbiamo degli occhi, degli, sguardi e dei sorrisi che solo in viaggio puoi trovare e alla luce di piccoli fuochi sono ancora piu' belli. Un pomeriggio, fuori fa un freddo ed un vento incredibile, ci mettiamo tutti insieme a tagliare i capelli di Jorjito, dopo aver vinto le sue inutili resistenze. Sono risate grosse. Siamo dalla parte opposta del mondo.. partiti soli.. non abbiamo luce,gas e acqua calda. Davvero poche volte sono stato cosi' bene.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Iniziamo anche a colorare la scala che porta al "piano di sopra", decidiamo di farla a pois rossi. Non e' venuta male, l'unica preoccupazione e' che poi al proprietario la nostra "arte" non piaccia. Anche il pavimento sotto la scala siamo costretti a colorarlo "astratto".. quando abbiamo dipinto la scala per terra non avevamo messo nulla..&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Con il passare dei giorni Punta del Diablo diventa un po' piu' viva.. la temporada sta arrivando.. &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;I negozi del paese, come la panaderia e i vari ristoranti, riniziano lentamente la loro attivitá, il paesino sembra attraversato da una strana vena di vitalitá.. inizia ad arrivare anche qualche turista viaggiatore in piu'.. Ci permettiamo anche di rifiutare l'ospitalita' a due tipe paraguayane davvero brutte e neanche troppo simpatiche.. A dire il vero, eravamo tutti d'accordo sull'accoglierle tranne Jorjito che continuava a sperare in nuovi arrivi migliori.. "Non possiamo riempirci la casa con tipe brutte.. se poi arrivano quelle carine dove le mettiamo?". Per evitare una sua probabile incazzatura (ultimamente e' suscettibile) facciamo come dice lui. Mai avrei pensato che effettivamente quella sera sarebbe arrivata Sarah, una carina (ma niente dippiu') e gioiosa ragazza danese, che sarebbe stata con noi per tre giorni, prima di riprendere il suo cammino per Buenos Aires. Sarah, effettivamente e' una party animal.. dovevamo darci una tranquillizzata.. ci dicevamo.. se c'e' anche lei e' tutto piu' difficile.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Nella settimana prima di Natale apre un nuovo locale tenuto da due ragazze spagnole, dove spesso andiamo a bere e suonare (soprattutto Pablo e Xavier) fino a tardi con lo stesso Ernesto. Il locale non e' male.. il problema e' che 'e tutto vegetariano e "bio". Il tipo di una delle spagnole e' un cuoco di quelli che fa tutte le nuove ricette anche queste un po' "fashion". Comunque e' un posto carino.. Da Ernesto ormai difficilmente siamo gli unici commensali, anche se la strada buissima per raggiungerlo scoraggia i nuovi avventori. L'unica sera che andiamo a mangiare da un'altra parte, mentre torniamo ci imbattiamo in un gruppazzo di 8 norderupee che erano andate a mangiare (e bere) da Ernesto. Era ovvio. La circostanza era talmente imprevista e assurda che incontrandole al buio per strada nessuno di noi e' riuscito a rispondere bene ai loro saluti ne' a fare qualsiasi tipo di domanda, ne' invitarle da noi in cabaña, ne´a intavolare qualsiasi tipo di discussione. DEI BABBI. Marisa ci ha iniziato a prendere per il culo di brutto, soprattutto noi due "italiani". In Cabaña non ci crediamo.. semplicemente cio' che c'era successo era incredibile.. due "risate" -incazzati- e a letto.. ma da domani... si cambia!! C'eravamo detti io e Maicol.. Domani da qualche parte le becchiamo, chiediamo informazioni al Viejo e si organizza qualcosa insieme. L'indomani mentre accompagnamo Ernesto a prendere il pesce, le incontriamo.. ce ne e' solo una molto carina, le altre cosi' cosi'.. in realta' sembrano davvero antipatiche.. piu' che altro paiono con la puzza sotto il naso, piu' vacanziere che viaggiatrici (gli abiti parlano chiaro) .. Sono un gruppone di 11 che stara' qui fino a dopo Natale sicuramente ci si incontrera' una sera al Cueva Luna (l'unico disco pub di Punta del Diablo) o dal Viejo y el Mar. &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;La mattina del 22 dicembre, Marisa parte. E' davvero strano come noi tre reagiamo alla sua partenza. Non ci aspettavamo tanta tristezza. Siamo realmente dispiaciuti. Lei e' tristissima, ci abbraccia fortissimo con le lacrime agli occhi.. piange quando saluta Ernesto. Non vuole che l'accompagnamo alla fermata del bus.. la vediamo andar via lungo una stradina in terra e sabbia nascosta dietro al suo zaino della Lowe Alpine. E' lei che ha fatto la foto del post precedente.. un classico tramonto del Diablo, proprio fuori dalla nostra cabaña. Cosi', sotto il sole e al vento, guardiamo una bellissima persona riprendere la sua strada su questo vecchio mondo che ci ospita. Suerte, Marisa. Que te vaja bien.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Il pomeriggio siamo in spiaggia dopo un partitone a calcio 7 contro 7. Ernesto (62 anni) ha fatto un bellissimo goal di testa su calcio d'angolo; prima che Pampita si mangiasse il pallone. E' contento di brutto, va su al ristorante per prendere delle birre da offrire. Siamo tutti maschi, dai 20 ai 70 anni. Ci siamo noi 3, un australiano e poi Ernesto con i suoi amici, il bagnino e il maestro di surf (assolutamente disoccupati).. E' una bella sensazione quando arrivi in un posto nuovo e poi ti ritrovi a conoscere tanta gente.. cammini per strada o in spiaggia e ci sono persone che ti salutano e si fermano a parlare per organizzare la serata.. ti senti "incorporato" in un corpo che prima era assolutamente "estraneo". Juan, il bagnino, dice che stamane hanno pescato uno squalo di 2 metri.. "Due settimane fa ne abbiamo preso uno che era quasi tre!!". Mi si gela il sangue. Di due cose ho paura.. U.F.O. e squali.. Poteva venirmi in mente... se in un posto di pescatori il principalke pescado e' squalo (o squaletto, non fa nessuna differenza).. potevo capire qualcosa.. Cazzo. Mai piu' un l'acqua sopra il petto. E bagni veloci, rapidi, fulminei.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Sulla battigia c'e' June con Pablo e Dolphine.. June sta imparando a camminare.. ormai riesce a fare quasi tre metri senza cadere. Facciamo un filmino da spedire via mail alle sue nonne. Nell'unica postazione internet del paese non sara' facile.. Jorjito pero' si offre volontario e saranno fattacci suoi.. Sai.. poter dire.."io ho imparato a camminare a Punta del Diablo"..&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Io e Michele aspettiamo il tramonto parlando delle nostre vite cosi' differenti ma con quel qualcosa in comune che ci ha regalato questa reciproca, arricchente e (per certi versi) illuminante conoscenza. Arriva Pablo, con notevole entusiasmo ci dice che ha visto la futura aiutante di Ernesto.. Con il suo spagnolo franceseggiante ci annuncia che e' bella, "Latina" facendo capire con chiari gesti che non ha un culetto piccolo piccolo, ma neanche grassa ("No no gorda tampoco!"), carnagione piuttosto scura, capelli chiari, due belle tette e poi ci dice che ha due occhioni azzurri incredibili.. Pablo non si sta vivendo bene questo viaggio in tre.. Per nulla.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Io e Maicol siamo contenti per questa nuova.. Sara' un po' piu' divertente mangiare da Ernesto. La stessa sera, tutti e tre docciati (che sfigati!!) , andiamo a cenare. Chiaramente "lei" lavora da domani. C'e' un gruppo di 4 cechi che sono tornati apposta, dopo 1 anno, per fare il Natale li' a Punta del Diablo.. Sono simpatici e ci offriamo vicendevolmente da bere.. Ci sono anche delle signore di Buenos Aires, che ci cihedono di chiamare anche Pablo e Xavier per suonare qualcosa.. stiamo li' da Ernesto fino alla chiusura; poi gli altri vanno dalle spagnole con el Viejo, Diego e la sua futura moglie che e' arrivata pochi giorni fa. Noi tre facciamo un salto al Cueva Luna (dalle spagnole non c'e' nessuno): vorremmo beccare questa fantomatica "latina" (cosi' l'abbiamo iniziata a chiamare). Il disco pub e' vuoto. Raggiungiamo gli altri. Facciamo l'alba. Scambiamo le ultime cazzate in capanna ascoltando De Gregori.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;...e le stelle sono punte di spillo.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;P.s.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Il titolo di questo post, oltre a parere particolarmente adatto a Punta de Diablo, e' dovuto alla traccia n.2 di un cd che mi ha fatto il mio amico Filippo Poli prima di partire. Eravamo compagni di banco al Berchet in quarta ginnasio. In questi giorni (il19.01) e' il suo ventottesimo compleanno: non so se sia un male o un bene ma tuttavia ho avuto la possibilitá di esser stato testimone di meta´della sua esistenza. Auguri Pitone. Felici 28 (ventotto...) anni! &lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/18988284-113717093551662089?l=diariosdecarlito.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://diariosdecarlito.blogspot.com/feeds/113717093551662089/comments/default' title='Post Comments'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=18988284&amp;postID=113717093551662089' title='2 Comments'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/18988284/posts/default/113717093551662089'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/18988284/posts/default/113717093551662089'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://diariosdecarlito.blogspot.com/2006/01/where-streets-have-no-name-punta-del.html' title=''/><author><name>carlo</name><uri>http://www.blogger.com/profile/09306282033677721625</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>2</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-18988284.post-113693194476903681</id><published>2006-01-10T13:55:00.000-08:00</published><updated>2006-01-10T17:32:16.886-08:00</updated><title type='text'></title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt;&lt;a href="http://photos1.blogger.com/blogger/6322/1870/1600/78590723_eb0ee551aa.jpg"&gt;&lt;img style="DISPLAY: block; MARGIN: 0px auto 10px; CURSOR: hand; TEXT-ALIGN: center" alt="" src="http://photos1.blogger.com/blogger/6322/1870/320/78590723_eb0ee551aa.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size:180%;color:#ff0000;"&gt;&lt;strong&gt;Intro&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;parlato di Bruce Springsteen tra Racing in the street e Thunder road durante il tour di Darkness on the edge of town da meta' agosto a fine dicembre 1978&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Punta del Diablo 9.12.05 - 27.12.05&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/strong&gt;Per chi scrive, queste sono pagine importanti. A Punta del Diablo ci abitano poche centinaia di persone, quasi tutti pescatori. Non c'e' l'asfalto. C'e' un piccolo ristorante in legno con all'interno tantissime decorazioni coloratissime, 6 tavolini e una miriade di messaggi, foto e auguri lasciati da persone di tutto il mondo. &lt;/div&gt;Queste sono pagine che raccontano la storia di ragazzi che il destino ha voluto si ritrovassero in una capanna sull'Atlantico. I loro sogni, i loro vestiti, le loro mani, i loro occhi carichi di mesi di viaggio si incontrano qui, alla luce delle candele, perche' elettricita' (come gas) non ce ne e'. L'energia e la vitalita' che puo' provenire da un tavolo con sedute attorno queste persone e' ai piu' sconosciuta. Come ai piu' e' sconosciuta quel groviglio alla pancia che ti prende quando vedi questi ragazzi rifarsi il loro zaino e partire di nuovo verso il mondo. Perche' e' a quello e a quello solo che appartengono. Hai dormito con loro, hai diviso il bicchiere, il cuscino, il sapone, il freddo, la favolosa immensita' della natura, li vorresti sempre con te, ma poi li saluti e lo sai che e' per l'ultima volta. Purtroppo o per fortuna, raramente ti capita di salutare qualcuno sapendo che e' per l'ultima volta.&lt;br /&gt;Queste pagine raccontano la storia del ristorantino El viejo y el mar, del suo propietario Ernesto, del cane Pampita e dei suoi cuccioli, della capanna blu che giace al suo fianco. Qui l'inverno e' duro, con quello che si guadagna tra gennaio e febbraio ci si vive per un anno. Queste pagine raccontano il vento che soffia sui tetti in paglia e sulle teste di persone che lottano per vivere, sempre con un sorriso da regalare a chi arriva da lontano.&lt;br /&gt;Queste pagine raccontano il cielo, il sole, le stelle di un angolo di mondo. Raccontano un Natale diverso, distantissimo dallo sfrenato consumismo di cui e' pregno nelle nostre culture "protagoniste".&lt;br /&gt;Queste pagine raccontano la storia di una chitarra, comprata alla frontiera con il Brasile per vincere la solitudine e poi suonata in allegria con violinisti e chitarristi (veri.. non come me). La storia della felicita' di Ernesto che una chitarra non se la puo' permettere e che se qualcuno gliela presta per soli15 minuti gli regala i migliori occhi. Una chitarra poi lasciata al ristorante. Con su una scritta:&lt;br /&gt;"Esta es la tierra de paz, amor, justicia y ninguna misericordia"&lt;br /&gt;Benvenuti a Punta del Diablo.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/18988284-113693194476903681?l=diariosdecarlito.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://diariosdecarlito.blogspot.com/feeds/113693194476903681/comments/default' title='Post Comments'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=18988284&amp;postID=113693194476903681' title='3 Comments'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/18988284/posts/default/113693194476903681'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/18988284/posts/default/113693194476903681'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://diariosdecarlito.blogspot.com/2006/01/intro-parlato-di-bruce-springsteen-tra.html' title=''/><author><name>carlo</name><uri>http://www.blogger.com/profile/09306282033677721625</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>3</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-18988284.post-113685150612251003</id><published>2006-01-09T15:09:00.000-08:00</published><updated>2006-01-27T14:27:21.696-08:00</updated><title type='text'></title><content type='html'>&lt;a href="http://photos1.blogger.com/blogger/6322/1870/1600/Nueva%20imagen.jpg"&gt;&lt;img style="FLOAT: right; MARGIN: 0px 0px 10px 10px; CURSOR: hand" alt="" src="http://photos1.blogger.com/blogger/6322/1870/320/Nueva%20imagen.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="font-size:180%;color:#ff0000;"&gt;&lt;strong&gt;Jealous Guy&lt;br /&gt;&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;strong&gt;Punta del Este 7.12.05&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Se vi siete fatti piu' di 10000 km per arrivare in Sud America, per conoscerlo, ammirarlo ed innamorarvene, allora non venite a Punta del Este. Punta del Este fa schifo. E' una bellissima penisoletta sull'Atlantico con belle spiaggie , per carita', ma e' il luogo tipico di villeggiatura per i superricchi argentini. Enormi edifici sul mare che ricordano le peggiori localita' della costa Brava, neanche un piccolo baretto in giro ma costosissimi ristoranti o McDonald's, nessun negozietto locale ma solo vetrinone delle piu' rinomate case di moda, nessun bambino che gioca correndo ma bambini grassocci dai costumi firmati che girano con i loro piccoli surf(s) tenendo la manina a mezz'asta facendo la gara a chi e' piu' figo, nessuna macchina un po' scassata ma quasi tutti super Suv(s). Il tutto in un paesino.. Avete capito com'e' Punta del Este??&lt;br /&gt;Perche' ci sono andato, allora? Perche' sapevo che era "turistica", quindi pensavo di trovare una buena onda, un po' di gente che viaggia e tanti localini dove spendere la sera.. tutto qua... Non immaginavo tanta porcheria.&lt;br /&gt;Appena arrivato provo ad andare all'ostello piu' economico segnato sulla Lonely. Non c'e' piu' da piu' di un anno (l'ultima edizione di South America on a shoestring e' del maggio 2004). I muratori mi indicano la starda per giungere a quello nuovo della Hi. Mi chiedono 300 pesos uruguayos (12 dollaroni!!!) per un letto in una stanza da compartire (pero' con il bagno privato!). Sono le 10 di sera, non ho voglia di cercarne un altro sapendo anche che molto difficilmente trovero' qualcosa di piu' barato. "Mi va bene". La stanza e' al buio, ci sono 2 persone che dormono (non posso accendere la luce), in 3 metri per 4 ci sono 4 letti a castello, in mezzo gli zainoni e i vestiti, c'e' un casino bestiale, non riesco neanche a capire quale sia il letto libero.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Davvero, appena entrato mi girano i coglioni a mille, non si possono spendere 300 pesos per una sistemazione cosi'.. mi sento "perso". Mi faccio coraggio, decido quale letto prendermi (se avran da ridire mi scusero' e mi faro' indicare quello libero) poi vado nel bagnetto a farmi una doccia. Il bagno e' sulla stessa linea della stanza: e'... "disordinatino", con saponi lasciati nel lavandino, spazzolini ovunque, il cestino della carta sporca stracolmo, un sacco di shampoo e creme lasciati con i tappi piu' o meno vicini lungo tutta la doccia. Per terra un lago. Questo bagnetto comunque mi tira su il morale. Sul tubo del plasticone della doccia appaiono come per magia un po' di tanghini e reggiseno. Come ho fatto a non capirlo prima??? Nella stanza c'e' figa. Solo delle donne possono essere cosi' casiniste e tenere il bagno in questa maniera... eppure lo sapevo, ho sempre sostenuto che i bagni femminili facciano molto piu' schifo di quelli maschili, lo ho potuto osservare negli ostelli, nei campeggi e in qualsiasi locale pubblico provvisto di doppio bagno (avete presente quando cercate il bagno piu' pulito per fare la cacca e inevitabilmente vi ritrovate sempre in uno maschile??). Mentre metto a posto la roba entra in camera Lia (o Leah??), un inglesazza di Manchester che inizia a parlarmi e poi si va a fare la doccia lasciando la porta del bagno spalancata (...la troia...); si sveglia anche Lory, un tipo irlandese che dorme sotto di me. Mi chiedono se ho voglia di andare a mangiare qualcosa con loro. Certo!. In un ristorantino carissimo scopro che i due (non avevo capito che erano solo loro 2.., pensavo ci fosse altra gente) si sono incontrati a Baires, avran fatto le porcherie insieme, e non si sopportano piu'. Io, in mezzo. Provo a fare comunque il simpatico con entrambi, anche se devo dire che era molto piu' interessantae parlare con lui. Lory mi dice che era stato a Genova nel 2001 per il G8. Abbiamo di che parlare. Un'altra infame vergogna italiana. Gli chiedo scusa come italiano, comuque, mi sento responsabile. Gli do la buona notizia che quasi tutti gli ufficiali che coordinarono le azioni delle forze dell'ordine sono stati promossi e (quindi) premiati. Sono stato a Genova venerdi' 20.07.01, quando da una jeep dei Carabinieri (una identica a quelle con cui giocavo da bambino)- o da chissadove- e' partito il colpo che ha preso Carlo Giuliani. Quel giorno a Genova ho visto qualcosa di semplicemente orrendo. Giuro e stragiuro che dopo quello che era possibile vedere, non potevo credere che ci fosse solo 1 morto. Mi spiace, ma adesso non ho nessuna voglia di parlare dui "Genova". Solo una domanda, tra l'altro delle piu' inutili. Ma perche' per andare a manifestare contro i "veri terroristi" (cosi' li chiamano qui in SudAmerica i grandi 8) e per un mondo migliore, il treno che partiva dalla Stazione Garibaldi di Milano alle 6:00 ci ha messo 7 ore passando per Parma e aveva un solo bagno aperto?? Perche'?? Ero li' con Gaëlle, lei non riusciva a capacitarsene, io non potevo spiegare quello che avveniva. Tantomeno quello che sarebbe avvenuto. Al ritorno (in autostop, non si riusciva ad uscire da Genova e il giorno dopo alle 8:00 si partiva con i lupetti) sapevo la vergognosa risposta.&lt;br /&gt;La discussione su Genova fa infuriare Lia.. "e' da 4 giorni che viaggiamo insieme e lui non fa altro che parlare di politica, sempre" mi dice. Mi scuso, lei risponde che non c'entro niente e torniamo in ostello per bere qualcosa con gli altri ragazzi. Qui, uscire la sera e' proibitivo, e' molto meglio comprarsi delle birre al benzinaio accanto e compartirle con gli altri viaggiatori. Una birra fuori ti costa come in Italia e comunque te la berresti in una discoteca con una marea di superfichelli argentini vestiti alla superfashion. In ostello l'atmosfera e' piacevole, musica di Bob Marley a manetta e un'allegria diffusa che ti porta ad andartene a dormire non prima delle 4. Per la verita' passo gran tempo con Lory, un basco di nome Andres e una brasiliana che sta viaggiando con sua mamma. C'e' un gruppazzo di ventenni inglesi che fa drinkin'games ma non ho tanta voglia di strae con loro, ho sempre detestato i giovani inglesotti ubriachi. Non so se vi sia mai capitato di incontrarne nelle Cicladi o in Costa Brava.. a me con le loro faccette da culo stanno incredibilmente sulle palle, se poi fanno i fighi ballando e sentendosi i padroni del posto, il sentimento e' ben piu' drastico.&lt;br /&gt;Per farvi capire come questo non sia un posto da viaggiatori, basta dire che per bermi un caffe' (senza spendere 3 dollari), la mattina dopo sono costretto ad andare al Terminal dei bus.&lt;br /&gt;Devo assolutamente andare in bagno, torno in ostello ma accanto alla porta della toletta c'e' la faccia di un'australiana carina carina che sta dormendo. Non posso mica inondare il cesso di una puzza micidiale (la porta non si chiude nemmeno tanto bene), ne' tantomeno rischiare di svegliare la tipa con rumoroni tipici di chi ha qualche bolla d'aria nello stomaco (.. o no?!?!). Quindi, mi vado a fare un giro cercando un baretto.. mi paghero' un altro caffe' e faro la mia cosona. Giro per tuttaa la penisola per piu' di due ore quando finalmente mi imbatto in un bar "normale". Ordino un caffe', lo bevo e vado al bagno. Il bagno fa cacare (scustae il giuoco di parole), c'e' un odore terribile e per terra e' pieno di fazzoletti bianhi e marroni (qui non si possono buttare nella tazza, ci sono dei cestini accanto sempre strabordanti). Mi sto innervosendo, domani me ne vado il prima possibile (nell'ostello ti devi fermare almeno 2 notti..). Tornato in stanza, l'australiana dorme ancora e per giunta ci sono altre due tipe che sonnecchiano. Devo prendere in mano la situazione... IDEA!!! Vado dal benzinaio a 5 minuti da qua. SPLENDIDO. Il cesso e' immacolato e il senso di soddisfazione che provo andandomene e' davvero profondo. La sera decido di fare una pasta in ostello, invitando altre 7 persone. Maccheroni con un sugo fresco di pomodoro. Purtroppo sbaglio perche' nel soffritto metto troppa carota dando quindio un sapore troppo dolce. Per la verita' la pietanza non e' malissimo e, con mia sorpresa, tutti sono contentissimi facendomi i complimenti e facendo assaggiare la pasta agli altri. Chissa' che cazzo mangiano 'sti qua solitamente... Inutile dire che comunque la pasta come viene in Italia, non viene da nessun altra parte. E non e' solamente una questione di ingredienti. Non ho mai capito perche', ma se anche ti porti la migliore pasta dalla madrepatria e fai il sugo esattamente uguale a come lo faresti sul suolo italico, il risultato non e' mai lo stesso. Qualcuno dice che e' l'acqua che e' diversa.. non lo so.. magari prima o poi capiro' la regione di questo strano fenomeno. La sera, senza gli inglesotti, nel living dell'ostello c'e' la migliore onda.. Saremo una ventina, ognuno racconta qualcosa dei suoi viaggi, si scherza, si beve e ascoltiamo e cantiamo John Lennon. 26 anni fa veniva ucciso da un pazzo. Quale incredibile perdita per l'umanita'.. quale senso di impotenza si prova di fronte a tali inspiegabili follie del genere umano. Ascoltatevi Imagine... come e' possibile che chi ha scritto tale capolavoro sia ucciso da un suo fan?? Quando parte Jealous Guy in mezzo a quell'atmosfera splendida dalle luci soffuse e i sorrisi dei ragazzi, mi vengono quasi le lacrime agli occhi. Era una canzone che ascoltavo tantissimo quando ero alle medie; una delle ultime volte che la ho ascoltata ero in macchina a settembre con alcuni carissimi ragazzi scout (in macchina c'erano Pit, Franca, Marghe e un suo amico yankee) tornando da un concerto a Frascaro in una comunita' di don Gallo dove avevamo fatto il campo estivo. Mi ricordero' sempre quella bella gita e le faccie, i sorrisi e i nomi di quei fantastici ragazzi; davvero, sapere che ho smesso di fare il "capo" ogni tanto mi fa provare una sensazione di profonda nostalgia. E' un periodo della mia vita che si e' concluso, e so che questo viaggio in un senso o nell'altro, ne e' un simbolo. Comunque.. il cd che ascoltavamo era il regalo del caro vecchio Chill ai suoi amici del Clan quando ha preso la partenza, si intitolava "This Hard Land", un lavoro fatto davvero bene (eccetto 3 o 4 canzoni dello stesso autore, di cui non ricordo il nome..., mi sembra fosse del New Jersey). Mi ricordo la prima volta che ho conosciuto Chill (sedicenne): eravamo in macchina che andavamo ad un campo dove doveva fare il cambusiere. Io ero un capo, "Stai attento! Questo e' proprio un coglione", mi aveva ammonito il mio Akela. "Perfetto" pensavo. E' nata una vera e orgogliosa amicizia. Grande Giovanni!! Anche se a me poi quel cd non l'hai mai dato (ingiustamente..!!..), ti sono grato per aver dato la possibilita' a quella canzone di girare un po' di piu' nell'aria e magari qualcun'altro se ne potra' innamorare ricordando o pensando chissa' cosa. E' per questo che facciamo le compilation, no??&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La mattina dopo tutto contento, mi faccio lo zaino e mi organizzo per andare a Punta del Diablo, dove "non c'e' niente" ed "e' l'opposto di Punta del Este", questa la nomea. Alla stazione dei bus una tipa mi dice che devo aspettare l'indomani perche' non ci sono piu' bus diretti. Non ci credo. Ci sara' un modo di raggiungere la Punta.. Chiedo in giro, ma anche il personale che lavora qui dentro sembra subire l'influenza negativa di 'sto postaccio, "No! non c'e' niente fino a domani!" "Ma non c'e' qualcosa che passi da un altra citta'?" "No. te l'ho gia' detto". Chiedo dunque informazioni ad un autista (60 anni con due baffoni bellidibrutto e che mi offre il suo mate), mi dice che lui va a Castillo (non ho la piu' pallida idea di dove sia..) e che da li' "quasi sicuramente" incontro qualcosa per Punta del Diablo. Perfetto, al massimo mi faccio una notte a "Castillo".&lt;br /&gt;Tornato all Hi mi ferma George, un tedesco con cui avevo mangiato la sera prima. Mi dice che anche lui vuole venire alla Punta solo che deve andare dalla polizia a testimoniare per il furto di uno zaino in ostello (il padrone dello zaino e' gia' rimpatriato). Dico al crucco che pero' deve fare veloce, il bus e' alle 14:00, e sono le11:45, conosco i tempi della burocrazia. Lui mi dice "vado e torno". Alle 13:50 non c'e'. Punta del Este: adios!!&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/18988284-113685150612251003?l=diariosdecarlito.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://diariosdecarlito.blogspot.com/feeds/113685150612251003/comments/default' title='Post Comments'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=18988284&amp;postID=113685150612251003' title='3 Comments'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/18988284/posts/default/113685150612251003'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/18988284/posts/default/113685150612251003'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://diariosdecarlito.blogspot.com/2006/01/jealous-guy-punta-del-este-7.html' title=''/><author><name>carlo</name><uri>http://www.blogger.com/profile/09306282033677721625</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>3</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-18988284.post-113408714806811201</id><published>2005-12-08T15:43:00.000-08:00</published><updated>2006-01-10T17:35:08.213-08:00</updated><title type='text'></title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="font-size:180%;color:#ff0000;"&gt;&lt;strong&gt;Spirit in the night&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;strong&gt;Montevideo 6.12.05&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/strong&gt;La permanenza a Montevideo é... strana. Arrivo qui lunedi sera verso le 21:00, sta per far buio, per questo motivo decido di prendere un taxi anziché un bus per arrivare all'hostal segnalato nella Lonely Planet. Mi rendo bene conto che a quest'ora io e il mio zaino non rischiamo nulla in piú rispetto a girare alle tre di pomeriggio, peró cosí, forse (...) per comoditá, preferisco spendere i due dollarazzi per il taxi. Il tassista inizialmente é simpatico: parliamo un pó di calcio e mi chiede con vivo interesse riguardo las chicas italianas.. poi peró mi fa arrabbiare. Finge di non sapere a che altezza é l'hotel sulla lunga via Soriano (..se devo andare al 1073 é ovvio che manca ancora un bel pó se siamo al 356..), prova a perdere tempo e semafori, guardando i vari numeri civici. Mica mi faccio gabbare cosí!! Ho in mano la cartina di Montevideo(sempre su L.P.) e con aria scocciata gli mostro dove devo andare dicendogli "mas adelante mas adelante, por favor" con un inequivocabile e deciso gesto della mano destra protesa in avanti. Non ho mai sopportato chi si comporta con me cercando di fottermi solo perché sono un turista (europeo). So bene che molti dietro il nostro volto vedono (per forza) l'effige del dollarone, ma se mostro rispetto e (per quel che é possibile) affetto (come verso qualsiasi essere umano) e in cambio ricevo furberie.. mi infastidisco.. trovo sia normale.. inoltre sinceramente non mi sembra di apparire il riccone che é arrivato lí a sperperare.. penso si veda che sono cosí... "low budget..". Non gli lascio un solo centesimo di mancia (qui la si da molto spesso, anche 20 cent di euro non sono pochi per loro).&lt;br /&gt;L'hotel costa piú del doppio di quanto risultasse dalla guida (8 $ anziché 3.5), provo ad andare all'Hostelling International a due isolati (dovrebbe essere 5), ma per oggi é pieno. Ritorno all'altro. La signora della reception mi da una grande camera costruita sopra il tetto (accanto alle cisterne dell'acqua) alla quale si accede inerpicandosi su una lunga e ripida scala in ferro arrugginito. Sembra che l'ultima volta che una persona abbia dormito in questa stanza sia stata almeno 1 anno fa. Almeno... . Il bagno é al pian terreno. Mi sistemo un pó e vado a farmi il consueto giretto.&lt;br /&gt;Mi siedo su una panchina nella Plaza Independencia, guardando la statua di un eroe nazionale (di cui non ricordo il nome...) sul suo cavallo. Mentre uomini e donne di tutte le etá mi passano davanti, tutti con i loro mate e termos in mano, penso a quel personaggio a cavallo.. Se hanno messo la sua statua nella piazza principale, che tra l'altro si chiama "Independencia", avrá fatto tanto per questo popolo.. normale no?? banale.. ..non é una osservazione particolarmente arguta.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Ma che fine fanno questi personaggi nelle nostre culture occidentali? Che fine fa la storia nelle nostre maledette culture occidentali? Quale posto é riservato alla memoria in culture sempre piú individualiste? C'era una bellissima frase scritta sul muro della sala d'aspetto del bagno del Sud, un circolo culturale nel quale ho vissuto le serate tra i 21 e i 23 anni. Spesso capitava di aspettare che qualche altro giovane si sbarazzasse dei liquidi in eccesso, cosi' , a volte un pó brilletto, se non c'era nessun altro in coda con cui dire due stronzate, mi mettevo ad ammirare quella frase. Diceva qualcosa del tipo "La memoria é la prima delle libertá, si possono dominare solo popoli senza memoria". Ma noi... Siamo liberi? Abbiamo una memoria? Siamo un popolo? Ho sempre pensato che gli italiani siano comunque un grande popolo, o che almeno abbiano il dovere di esserlo. Dov'é il problema, allora? Non lo so... ma io mi sento popolo solo durante i mondiali o gli europei di calcio. Dove siamo noi, popolo italiano? Cosa ce ne facciamo della nostra storia? Impariamo dalla nostra storia? Perché tutte queste seghe mentali, nemmeno troppo utili?? Perché mi capita di pensare, in questo clima prenatalizio, che prima del 25 di dicembre sta arrivando il 12.&lt;br /&gt;Per la storia italiana il dodicidicembre era "il giorno della strage di Piazza Fontana". Dal "giorno della strage di Piazza Fontana" la nostra storia è cambiata.. Immaginate di spiegare (se vi siete mai posti il problema) la Vostra storia (se la sapete, se ve l'hanno insegnata a scuola, se almeno un poco vi interessa) a un bambino, a uno straniero: che importanza ha avuto il 12 dicembre, in tutto quello che e´successo dopo??? Beh.. la storia italiana é riuscita nella straordinaria impresa di non mettere mai fine alla vergogna. Il 12 dicembre é cosí diventato "il giorno della vergogna". Nessun altra parola mi viene in mente per definire l'avvenuta istituzionalizzazione (vedi sentenza definitiva della Corte d'Assise di Milano) di un concetto tanto tremendo quanto fottutamente attuale e tangibile.&lt;br /&gt;Il concetto che a pagare non siano i colpevoli ma le vittime. Non é forse cosí???? a pagare non sono sempre i piú deboli?? Non é forse vero che piú sei onesto, piú hai possibilitá di prendertelo nel culo?? C'e' qualche colpevole che paga per le ingiustizie che fa subire ad altri esseri umani?? Dal ragazzino quotidianamente truffato da tim o omnitel o checazzoneso, ai popoli africani che si vedono morire perchè c'è qualcuno che non vuole dargli i vaccini perchè vuole guadagnare sempre di più... (e chiedo scusa per l'accostamento irrispettoso ma serve per far capire come ci sia un filo invisibile che lega tutto quetso).&lt;br /&gt;Piazza Fontana era un simbolo, come il processo stesso é un simbolo.. in qualsiasi comunitá. Il simbolo del simbolo dice che per quei morti siano i loro familiari a pagare. La vergogna della vergogna. Ma il punto sta proprio qui. La vergogna é essenziale, ne abbiamo bisogno, se vogliamo avere la nostra storia, la nostra memoria, la nostra libertá. Senza sentire vergogna per queste cose non ci puó essere futuro per il nostro popolo. Vergognamoci allora. Che il dodici dicembre diventi davvero "il giorno della vergogna".. per tutte le nostre ingiustizie, le Nostre vergogne (che sono tante tante).&lt;br /&gt;E' NECESSARIO perchè l'Italia -finalmente- "si desti".&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La sera mi metto tranquillo ad ascoltare musica in camera; un pó di registrazioni dell'ultimo tour acustico di Mr. Springsteen (su tutte, Tougher than the rest di Milano, martedi 07.06.05), tenendo accesa una piccola lampada sul comodino. Ad un certo punto la lampada si fulmina facendo un gran botto. &lt;em&gt;PPAAMM!!!. &lt;/em&gt;Tutto buio. E' forse l'ora di dormire, tolgo gli auricolari dalle orecchie (le piccole casse che mi ero ripromesso di acquistare non le ho ancora comprate) e buonanotte. ...buonanotte?!? Mentre dormo vengo svegliato più e più volte da scricchiolii, scoppiettii (con conseguenti cadute di qualcosa al suolo) e da piccoli passi che smettono appena accendo la luce (quella grande) per poi riniziare quando tutto ridiventa nero nero. So cosa penserà qualche malizioso lettore... Giuro e rigiuro che non ho bevuto una sola birra nè tantomeno mi sono -come direbbero le mamme- "spinellato".&lt;br /&gt;La verità è che mi sto cagando sotto. Qui c'è qualcosa di animato, non possono essere solo tarme o topolini.. sento dei passi e robine che cadono al suolo e che poi non vedo. Sono seriamente tentato di andare giù e chiedere di cambiare stanza..&lt;br /&gt;e se poi mi segue??? se capisce che ho paura e poi inizia a farmi i "dispetti"?? Potessi comunicare gli direi che non voglio disturbarlo.. e gli chiederei scusa per l'intromissione nel suo habitat. Davvero: ho paura. Ma non glielo voglio far capire. Allora mi rimetto le mie cuffie nelle orecchie, non voglio sentirlo. Riesco a riaddormentarmi. Ma la musica finisce. E mi risveglio, ancora qualcosa che cade per terra e ancora quegli scricchiolii che seguono una direzione imprecisata, ma mai nello stesso posto. Altro cd, altra ronfata (tutto dentro al sacco a pelo con solo il naso fuori). Arriva l'alba, la luce. I rumori man mano diminuiscono. E' andata.&lt;br /&gt;La mattina sono un po' piu' tranquillo, penso che alla fine mi ha sopportato, se non gli fossi stato simpatico me l'avrebbe fatto notare. Vi assicuro che non mi capitano spesso queste situazioni (o paranoie..) ma stavolta veramente mi son cagato sotto. Rimetto a postissimo la (sua) stanza faccio lo zaino e ...ciaobbelli!! me ne vado all'hostelling international.&lt;br /&gt;Verso mezzogiorno passeggiatona ( piu' di 3 ore..) su tutto il lungomare di Montevideo. Al ritorno ho il coppino e il frontone croccantissimi e violacei. Gia' non posseggo un folto pelo, poi il giorno prima di partire sono andato a pranzo dal mio caro amico Paolotto (all'anagrafe Paolo 40, figlio di Maurizio 38 e Grazia 39 e fratello di Giorgio 41- una splendida famiglia-) che mi ha tagliato i capelli praticamente a zero lasciando ancor piu' all'aria le mie (s)tempie. Per la prima volta in vita mia mi compro un doposole (la crema protettiva ormai non serve piu' a nulla): Ma quanto cavolo costa?? Quanto spendono le femminucce al mare per tutte 'ste cacate??? Boh!?!?!&lt;br /&gt;Torno in ostello, mi doccio, mi impomato, mi faccio bello e vado nel posto dove ho fatto colazione in cuiil propietario mi ha detto che avrei potuto vedere Milan-Shalke 04: se il Milan non vince e' fuori dalla coppa. Stan facendo vedere l'Inter (tra l'altro partita inutilissima, entrambe equipos gia' qualificati).. il Milan non c'e'. Devo aspettare la differita stanotte. Altro giretto e... in cosa mi imbatto??? In una piccola manifestazione contro le recenti leggi che diminuiscono e addirittura eliminano le ore di geografia dall'orario scolastico... Ma va??? Anche qui??? In Uruguay??? (n.b. in URUGUAY...) Raga: Son dei vostri!!! Parlo con un po' di professori che davvero non mi credonpo quando gli dico che da noi in Italia passa lo stesso. Davvero non ci credono!! Solo vedendo come mi scaldo argomentando le mie idee, iniziano a pensare che si avero. Ma.. veramente... come cazzo 'e possibile che nel XXI secolo, in piena epoca di globalizzazione, qualcuno (drammaticamente con incarichi governativi) possa solamente &lt;em&gt;pensare &lt;/em&gt;di togliere la geografia dagli insegnamenti offerti alle nuove generazioni?? E la storia come la spieghi senza la geografia?? (n.b. per l'importanza della storia.. vedi sopra) I maschietti la potranno sempre imparare grazie al calcio.. ma le signorine??? Quale tremendo e arrogantissimo uomo puo' pretendere di ritenere la geografia (e la conoscenza quindi del mondo che ci ospita) qualcosa di superfluo?? L'uomo impersonificato dal nostro ministro Letizia Moratti. Quella che augura sempre ai ragazzi di essere "protagonisti". &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Questa e' una cosa che mi fa incazzare di brutto: Protagonisti di che??? Protagonisti di che??? Ogni volta che la sento pronunciare quella parola mi viene una irrefrenabile voglia di rificcargliela a pugni in quella boccuccia di cazzo!!! Sta distruggendo la nostra grande e gloriosa scuola pubblica, preoccupandosi di formare protagonisti prima ancora che persone per bene. Voi a vostro figlio cosa augurate?? di essere protagonista o di essere una persona per bene??? E' l'emblema della cultura PROTAGONISTA che ODIO. E guardateli i protagonisti dei nostri anni!! Vincere, sopraffarre anzichè educare, convivere. Non voglio neanche immaginare se diventasse sindaco di Milano.&lt;br /&gt;La manifestazione prosegue tranquilla, saremo al massimo 3 centinaia, mi trattano benone, addirittura tengo in mano lo striscione iniziale. A dire il vero questa e' una mansione riservata ai "giovani" ai "quartini" (come venivano chiamati al liceo classico), in Italia non e' particolarmente agognata dai pezzi grossi (che siano i noti politici- a meno che ci sia grande signora tivvu' a riprendere- o i capoccia dei collettivi vari). Stavolta ne vado estremamente fiero.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;All' 1 di notte danno finalmente la partita del Milan. Me ne vado in un ristorante vicino all'ostello. N.B. il fatto che a Montevideo la sera me ne vada a vedere il mIlan e' comunque esemplificativo del fatto che qui non e' che abbia trovato una situazione particolarmente "amica" e sinceramente oggi non ho tutta 'sta voglia di andarmene a bermi una birra da solo.. Solo per solo decido di stare con il mio Milan.&lt;br /&gt;Ordino un birra (qui e' da un litro, grandi fratelli latini!!) e un' insalatona, mi piazzo nel tavolo di fronte all'alto televisore e mi gusto la partita in mezzo a tavolate di persone indifferenti. Al secondo gol di Kaka' (il 3 a 1) esplodo. GGGGGGGGGGOOOOOOOOOOOOOLLLLLLLLL!!!!!!!! si'!! cazzo!!! si!!! DAi milan!!! dai!!!! SSSSIIIIIIIIIIIII!!!!!!!!! Inizialmente la gente mi guarda sconvolta (notare la citazione..), poi si mettono a ridere, faccio cenni per scusarmi, in cambio mi arriva una birra da un tavolo vicino. Brindiamo, i tedeschi segnano un altro gol, c'e' da soffrire fino all'ultimo ma poi e' fatta, siamo agli ottavi, si torna in ostello, si va a nanna.&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/18988284-113408714806811201?l=diariosdecarlito.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://diariosdecarlito.blogspot.com/feeds/113408714806811201/comments/default' title='Post Comments'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=18988284&amp;postID=113408714806811201' title='0 Comments'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/18988284/posts/default/113408714806811201'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/18988284/posts/default/113408714806811201'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://diariosdecarlito.blogspot.com/2005/12/spirit-in-night-montevideo-6.html' title=''/><author><name>carlo</name><uri>http://www.blogger.com/profile/09306282033677721625</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-18988284.post-113391748034627851</id><published>2005-12-06T16:40:00.000-08:00</published><updated>2006-01-27T14:21:39.013-08:00</updated><title type='text'></title><content type='html'>&lt;a href="http://photos1.blogger.com/blogger/6322/1870/1600/IMG_0018.jpg"&gt;&lt;img style="DISPLAY: block; MARGIN: 0px auto 10px; CURSOR: hand; TEXT-ALIGN: center" alt="" src="http://photos1.blogger.com/blogger/6322/1870/320/IMG_0018.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="font-size:180%;color:#ff0000;"&gt;Vamos a la playa&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Colonia del Sacramento, Uruguay&lt;br /&gt;&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;05.12.05&lt;br /&gt;&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;Arrivato a Montevideo decido di tornare indietro. Destinazione Colonia. Lo so.. ho fatto una cosa stupida, o per lo meno non molto intelligente. No! ho fatto una cosa stupida. È stupido infatti, viaggiando con più o meno 20 iuri al giorno, spenderne 4 + 4 per fare avanti e indietro nel giro di poche ore.&lt;br /&gt;Il bus che da Montevideo (ri)porta al confine, poco prima di Colonia effettua una fermata ad un camping. Scendo qui. Il camping è davvero carino, immerso nel verde, non troppa gente (per la verità non c'è un cazzo di nessuno, saranno al massimo 3-4 famiglie più alterttante coppiette) e dà direttamente sulla spiaggia. Mi informo sui prezzi: costa poco, il problema è che con l'affitto della tenda (non me la sono portata da Milano) il costo sarebbe di poco superiore (seondo quanto riportato dalla Lonely Planet) ad un letto in una habitaciòn compartida nella cittadella che dista una decina di chilometri. Il problema è proprio questo. Cosa faccio? Spendo un pò di più e rimango qui (spendendo altri soldi se volessi andare in paese) o vado direttamente a Colonia? Chiedo allla propietaria di poter usare internet e vado in spiaggia. È veramente splendido, mi piacciono di brutto le spiaggie con il verde che entra nell'acqua. Forse mi piace solo il verde accanto al blu. Non lo so... Tutte le volte che vedo questo tipo di panorama mi viene in mente il promontorio verdissimo di San Sebastian sull'Atlantico. Non so perchè ma mi piace tantissimo, "davero". In spiaggia mi viene incontro un vecchietto, inizia a parlarmi, solite domande (di dove sei, da dove arrivi, dove andrai, é la prima volta qui in Uruguay, per che squadra tifi,come si vive in Italia...), poi mi dice che non sono stato fortunato. "qui non piove da 6 settimane e questo weekend pioverá di brutto". "Sicuro?" "Sicurissimo!!!" come se gli avessi chiesto conferma del suo nome.. Detto fatto, lascio stare l'idea del campeggio (finalmente prendo una decisione... non posso essere sempre cosí incerto sul dafarsi) e mi dirigo in Colonia downtown, un delizioso pueblo di fine '700, tutto bianco, azzurro e verde con quelle belle bandiere dell'uruguay che sventolano quá e lá.&lt;br /&gt;Arrivo all' Hospedaje Español, mi danno una bella cameretta luminosa da dividere con altri due, dalla finestra sul mio letto si vede un grosso albero e si sentono le grida dei bambini di una scuola che é proprio lí accanto. Sono giú nel patio, su un'amaca a scrivere un pó di diario e mi accorgo di un'euforia collettiva. C'e´un via vai di ragazzini dentro una stanza fatiscente (si scrive con la "i"??) sul fondo del cortile.. chiedo che succede e mi dicono che il cane (un dalmata) stanotte ha partorito dieci cuccioli.. Vado a vedere anch'io, tanto la madre é in un'altra stanza a mangiare. Sono infinitesimali.. piccolissimi... dovrei dire che sono carinissimi.. sinceramente peró mi fanno un pó senso!! Una ragazzina me ne da uno in mano e mi sforzo per non sembrare troppo schizzinoso.. é tutto rosa... mi sembra di avere in mano un rettile, non un mammifero!!&lt;br /&gt;Conosco un mio compagno di stanza, un omone col pelo lungo biondo legato dietro. "chiamami Gringo" mi dice, é uruguayano ha 26 anni peró ne compie 27 il 15 dicembre. Beh!!! questo tipo 'e nato il 15.12.78: Live in the Promised Land, uno dei piú famosi concerti di Springsteen (San Francisco, Ca. Winterland theater), trasmesso all'epoca via radio da un'emittente di cui non ricordo il nome. Gringo fa l'artigiano vendendo collanine e braccialetti d'argento, non ha casa, viaggia da 11 anni. Sinceramente dimostra una decina d'anni in piú e quando gli parlo devo star attento a non guardagli i denti marci, ogni volta che mi cade lo sguardo fa un movimento strano con le labbra: non vorrei metterlo a disagio. E' stato anche in Italia, ha conosciuto una tipa di Fasano (dove c'é uno squallidissimo zoo safari che davvero merita- 5 anni fa io, il Cascio, e Maggi siamo andati lí a fare un'allegrissima gita pasquale...). Gli chiedo se é stato a Milano e se gli é piaciuta. "Merda!! a Milano sono stato e mi hanno rubato tutto mentre dormivo alla stazione centrale" "tu di dove sei?" mi chiede, "di Milano". Appunto. Si dimostra molto gentile con me e in questi giorni passo molto tempo con lui e gli altri suoi amici ambulanti, bevendo mate e parlando piú o meno di tutto. Mi fa conoscere Richard, di Piriapolis, che mi fa vedere la foto della sua bambina di 3 anni: é uguale ad Anna Chiapasco, una bambina che avevo in branco nel Mi 17 quando ero Hati, qualche anno fa. Ovviamenmte parliamo di calcio e scopro che il miglior amico di Richard si chiama "Maracaná 2-1" in onore del secondo mondiale vinto dalla formazione uruguagia (nel '50, in Brasile, ai danni dei padroni di casa.. alcuni brasiliani si suicidarono dopo la sconfitta). Ora.. anche in Italia siamo fanatici di calcio, ma al massimo abbiamo casi di bambini a Milano chiamati Marco in onore di Van Basten; oppure a Catanzaro, Massimo in onore di Palanca. Forse mi sbaglio ma.. c'é qualcuno in Italia che su chiama "Bernabeu 3-1"??? oppure "Camp Nou 4-0"?? Penso sia devvero esemplificativo del grado di fanatismo verso il calcio presente da queste parti.. &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Qualche giorno fa stavo aspettando l'autobus alla stazione di Buenos Aires e tutte le televisioni davano la partita del Boca. C'era un poliziotto (in servizio) che guardava in piedi la partita.. al gol é saltato in aria gridando "GGGOOOOLLLLL" e felicissimo ha chiamato a raccolta tutti i suoi colleghi che da ogni parte del Terminal sono arrivati lí di corsa per gustarsi il replay. Una scena bellissima, di una forte umanitá, ma, comunque, rende l'idea di quello che passa da queste parti. NO?!?&lt;br /&gt;Nonostante la pioggia dura caduta durante il giorno, all'ora del tarmonto, qui é uno spettacolo. Il cielo é fuoco e tutte le nuvole prendono delle sfumature che il miglior pittore non sarebbe in grado di riprodurre. Mi gusto la straordinaria potente bellezza della natura seduto su uno scoglio in spiaggia (sí, é un misto spiaggia-scogli) mangiandomi due empanadas e gustandomi una birra fredda. Mi emoziono guardando il sole scendere, pensando che di lí, verso Occidente c'é casa mia, tante persone a cui voglio bene, cosí, da solo in quella spiaggietta piccolina abbozzo due piccolissimi baci in direzione della testolina bionda di mia madre e bruna della mia sorellina. Non mi sono sentito un coglione o uno sfigato a farlo, anzi.. l'ho trovato quasi divertente.. tutto qui. Mentre l'ho fatto ridevo.&lt;br /&gt;Torno in stanza, mi sbatto un pó sul letto e chi ti arriva??!!?? Urban, uno svedesone dall'aria piuttosto sfigata. Viene da una cittadina a 800 Km a nord di Stoccolma(...), mi chiede che faccio, gli rispondo che sto per andare a mangiare e lui dice "Bene! Vengo anch'io con te.". Cosí, secco; senza che io gli abbia chiesto nulla. In questo momento acquista punti, mi piace il suo modo di fare, non si fa problemi. Gli chiedo se gli va bene di andare in un posto economico dove ero stato la sera prima. L'unica sua domanda é:"Si beve?". A risposta affermativa, tutto deciso, si mette il giacchino ed esclama "Com'on! Let's go!!" con il pollicione destro alzato. Urban mi piace.&lt;br /&gt;E mi sbaglio tremendamente. Una serata difficilissima, devo trovare ininterrottamente argomenti di discussione, sta tutto il tempo zitto con lo sguardo verso una specie di pizza tutt'altro che attraente. Fa delle battute (ne ha fatte 3) pessime che davvero non fanno ridere. Mi sto seriamente innervosendo. Sopporto a mala pena situazioni di questo tipo con una tipa (proprio per evitarle negli ultimi due anni saró andato a bere 1 birra con una ragazza al massimo 2 ,3 volte), figuriamoci con un quarantunenne svedese sempre in silenzio. Finito di mangiare lo strazio continua: vuole andare a ballare o a bere qualcosa fuori. Anch'io ho voglia d'uscire ma qui a Colonia sono due i posti dove si puó andare la sera tardi, non posso dirgli che vado a casa e poi andare da un'altra parte.. dorme accanto a me.. si accorgerebbe che l'ho gabbatto. Arriviamo ad un locale, lui -contento-dice che vuole entrare, io allora gli dico che sono un pó stanco e cosí dice "va bé andiamo all'altro". Per strada, se mi fermo, si ferma, se vado piú veloce, va piú veloce.. ad un certo punto penso addirittua di scappare correndo dopo il primo angolo. Sto facendo il babysitter ad un tipo di 41 anni. Stiamo per arrivare al secondo (ed ultimo) discopub, sono incazzato nero (non ho voglia di sedermi ad un atvolino o stare in piedi con 'sto tipo sempre accanto e zitto!!!), cosí gli dico che me ne vado a letto (a mio malincuore- ma davvero non lo reggo piú). Lui cosa fa??? fa l'offeso, con aria da superiore mi dice "OK, allora vado io da solo.." "Vai Cazzo!! Vai!!!". Arrivo in stanza mi metto a letto sperando di addormentarmi il prima possibile.. e che succede?? dopo -giuro- non piú di 8 minuti arriva. Faccio finta di dormire, l'indomani fortunatamente non c'é piú, racconto la storia al Gringo e lui se la ride di brutto...&lt;br /&gt;Tornando alle tipe.. ogni tanto capita di vedere alcune coppie che sono in viaggio.&lt;br /&gt;Venerdi sera sono in un baretto a bermi un caffé, di fronte a me una coppia di spagnoli (avranno avuto una cinquantina d'anni) e una coppia di tedeschi (un pelino piú grandicelli). La radio mandava una canzone dei Rem da Automatic for the people, seguita -udite udite- da Vamos a la playa dei Righeira. I tedeschi sono stati in silenzio per 40 minuti guardandosi intorno, gli spagnoli hanno litigato tutto il tempo. Iniziano da subito. Lui le versa la birra, un pó troppo frettolosamente creando un bel pó di schiuma, lei alzndo (di molto) il tono della voce si inalbera dicendo che quel bicchiere con troppa schiuma non lo vuole e se lo sarebbe dovuto prendere lui. Lui prova a dir qualcosa e per evitare incazzature della tipa (senza riuscirci -data la faccia di lei) se lo prende e inizia a bere. Prima di andar via cosa succede?? Si alzano, é rimasta una fonda nel bicchiere di lei, lui la beve. Non l'avesse mai fatto... La donna inizia a strillare (tutti si girano) e comincia a dire qualcosa del tipo "Cosa credi, di poter far cosí solo perché sono una donna??" Lui non sa che dire, lei continua a gridargli in faccia. Ma vi pare possibile che l'emancipazione femminile possa far arrivare a tanto??? La prima cosa che ho pensato é che la tipa fosse una lesbica incazzata con il mondo, poi comunque si vedeva che erano sposati (fedi..) efratelli non erano data la notevole dissomiglianza... Va bé.. vai allora acapire cosa poteva esserci dietro, ma sta di fatto che secondo me riguardo alla questione (emancipaz. femm.) si é oltremodo passato il limite.. Sono sempre stato un fervido sostenitore della condizione di reciprocitá, mi spiego. Se una tipa mi finisse la birra (un dito, ce ne era... ma anche fosse stata intera!!) io mica mi incazzo... Non lo so, forse mi sbaglio, ma in quella scenetta c'era-comunque- l'embrione di una visione estremamente distorta del concetto di paritá dei sessi, o meglio, del modo in cui oggettive sopraffazioni da tempo esistenti andrebbero superate. Tutto qua.&lt;br /&gt;Incontro un'altra coppia sul bus mentre arrivavo a Colonia. Sono due yankees, chiedo per sbaglio che ore sono e vedo che nessuno dei due si sforza minimamente di capire. "we don't speak ANY spanish" dicono con un tono quasi schizzinoso. Sul pullman lei (curatissima)legge una rivista di moda (in inglese) e si mette una salvietta dietro la testa per non rovinare i lunghi capelli neri profumati e appena stirati , lui (due gambine microscopiche e un busto scolpito da ore ed ore di palestra) ha in mano uno dei piú moderni aggeggini (tipo super super super palmare) e manda in continuazione mail con uno sguardo davvero triste. In quasi tre ore non si sono MAI parlati. Ho provato una pena immensa nel vedere come si puó ridurre l'essere umano. Se incontrate qualcuno che non ha la minima intenzione di parlare la lingua del paese in cui siete, quasi certamente si tratta di gente proveniente dagli States. E' proprio cosí. Non é vero peró il contrario: non tutti gli yankees si comportano cosí. Jim, ad esempio, viene dall'Oregon, ci siamo incontrati in un baretto (magnifico, pieno di quadretti stile naif coloratissimi) e mangiavamo la stessa cosa (burrito de pollo), mi ha iniziato a parlare in spagnolo e ci teneva a non parlare in inglese "devo imparare" diceva, abbiamo discusso un pó di States, del terrorista George W. e di rock and roll. Era yankee anche nel suo modo di parlare spagnolo (Señor come Mister) e nell'atteggiamento (tipo nel modo in cui ha detto al cameriere che il resto era suo), ma si vedeva che era cosí... "per bene", aperto al mondo, curioso.&lt;br /&gt;Il burrito faceva PAURA, era buonissimo, il padrone del posto simpaticissimo, mi sono fermato a parlare con lui fino a tardi. In teoria sarei dovuto partire l'indomani mattina alle 10:00. Decido di fermarmi fino al pomeriggio, cosí da potermene mangiare un altro a pranzo. (YEAH!!!)&lt;br /&gt;É lunedi, sono le 15:00, sono qui in un'altra spiaggietta a prendermi un pó di sole, data l'acqua dei giorni passati. É splendido, gli unici rumori che sento sono il mare, il vento, gli uccelli, i bambini che giocano nel parcogiochi qua accanto e le voci di tre belle fighe che passano sul molo di fronte. Tra poco vado al Terminal dei bus, prossima fermata Montevideo.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;P.S.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;un grosso e caro saluto a Perolo Bomber&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;apprezzo lo "sforzo"!! tvukdb!!&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/18988284-113391748034627851?l=diariosdecarlito.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://diariosdecarlito.blogspot.com/feeds/113391748034627851/comments/default' title='Post Comments'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=18988284&amp;postID=113391748034627851' title='1 Comments'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/18988284/posts/default/113391748034627851'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/18988284/posts/default/113391748034627851'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://diariosdecarlito.blogspot.com/2005/12/vamos-la-playa-colonia-del-sacramento.html' title=''/><author><name>carlo</name><uri>http://www.blogger.com/profile/09306282033677721625</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-18988284.post-113363959884402836</id><published>2005-12-03T11:34:00.000-08:00</published><updated>2005-12-08T15:41:15.336-08:00</updated><title type='text'></title><content type='html'>&lt;a href="http://photos1.blogger.com/blogger/6322/1870/1600/Fiesta07-12-2005.jpg"&gt;&lt;img style="DISPLAY: block; MARGIN: 0px auto 10px; CURSOR: hand; TEXT-ALIGN: center" alt="" src="http://photos1.blogger.com/blogger/6322/1870/320/Fiesta07-12-2005.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="color:#ff0000;"&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="font-size:180%;"&gt;Last Kiss&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color:#000000;"&gt;&lt;strong&gt;sulla strada per Montevideo 01.12.05&lt;br /&gt;&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;Ho appena riletto la prima pagina di diario scritta: non e' che mi faccia impazzire.. A dire il vero ci sono anche degli errori di punteggiatura, ma penso che la prima caraatteristica di un diario debba essere la spontaneita'.. mettersi li' a correggere, aggiustare, limare, provare a fare in modo che risulti il piu' piacevole possibile vorrebbe dire snaturarlo. Questo e' semplicemente il diario di un 27enne in giro per il SudAmerica (almeno..) che -mano a mano che vive, conosce, sente- scrive. Niente di piu'.&lt;br /&gt;Sono in bus verso Montevideo (ore 22:30) , penultimo posto a sinistra (guardando il cocchiere) vicino al finestrino. Appena arrivato al bus terminal, pensavo di andare verso sud, Puerto Madryn, dove in questo periodo dovrebbero vedersi le balene.. Non c'erano posti per stanotte (sono 20 ore di viaggio), ho cambiato destinazione. Ci tenevo a vedere le balene, piu' che altro perche' ne avevo visto una sottospecie nei peimissimi giorni di gennaio del 1998, dalla spiaggia di Mondello a Palermo, sarebbe stato un modo cosi'.. per rincontrare qualcosa che e' dentro di me, che pero' non ho voglia ora di spiegare. Mi rifaro' tra alcuni mesi con orche, pinguini e leoni marini.. tanto in Patagonia ci vado sicuramente. A dire il vero ho chiesto al destino.. Ho tirato per tre volte una monetina: croce- aspettare l'indomani, testa- partire per l'Uruguay. Per tre volte e' venuta testa.. eccomi qua. Semplice, no?&lt;br /&gt;Beh.. come descrivere questi otto giorni (o meglio, otto notti) a Buenos Aires? Intensi? Decisamente. Come accennato precedentemente, vivere con Vitto mi ha lasciato pochissimo tempo per me stesso, e' stato un ottimo Cicerone, ma di quei Cicero che piacciono a me.. Non mi ha mostrato chiese o musei, no.. mi ha mostrato la vita (e che vita..) di qui. E' stato davvero squisito. Alcune scene:&lt;br /&gt;Giovedi 24.11.05&lt;br /&gt;Entriamo alla stazione dei treni vicino a casa sua (Arroyo 860) e aspettiamo il treno che ci porta a San Isidro. Il treno non è ancora arrivato e come al solito si forma la fila di persone in corrispondenza delle entrate (ci sono dei segnali per terra); esattamente come accade ad ogni parada dei bus. È davvero strano. Avete presente in Inghilterra o in Irlanda quando tutti si mettono in fila indiana per prendere un mezzo pubblico (di superficie)? Ecco, qui succede la stessa cosa. Ma che diamine!! La gente qui fa il surf sopra i bus (lo giuro, domenica verso le 19:00 c'erano i bus che tornavano da una scontata partita di calcio -tipo Milan Siena, terza di campionato- e su ognuno c'erano almeno una decina di giovani e non che surfavano!! per non parlare di ciò che si vede di notte..), vanno in macchina come se giocassero alla Playstation rimbalzando di fiancata in fiancata, ogni bus guadagna per se' - facendo a gara per chi arriva primo alla parada, sgommando e mettendosi di traverso per strada-, vanno in4 in moto, ma... per prendere il bus (o il treno) tutti in ordine d'arrivo... Sù.. è obiettivamente strano, stride con il resto. Se si mettessero in ordine d'età o di altezza, lo capirei, lo troverei più divertente e sicuramente più latino!! Vabbè.. perdonatemi l'excursus.&lt;br /&gt;Arriviamo a San Isidro, un bel quartiere un pò fuori dal centro (Baires è enorme, 5 e più volte Roma), facciamo un pò di quadras di corsa (ma corsa vera) e arriviamo dal suo dietologo. Sono le 20:15, il cartello fuori dice chiusura h 20:00. Chiediamo (chiede) se siamo ancora in tempo e la tipa dice che tanto l'ora è solamente qualcosa i puramente indicativo (questo è latino..). Vitto entra, esce, paga. Paga 15 pesos per una seduta dal dietologo. Ora.. Prima di partire sono stato dal dermatologo: per carità, una bella signora, gentile, per bene.. per 20 minuti di visita, una ricetta e un brufolo(ne) schiacciato ho pagato 150 iuri. Quanti sono 15 pesos? 4 euro. Adesso... va bene tutto.. Ma come cazzo è possibile??? Potete dirmi quello che volete "Siamo in Italia, mica in Argentina" "Chissà da che dermatologo sei andato!" (una tipa normalissima, zona fiera) "figurati un dietologo a Buenos Aires" (con tutto che è dimagrito di 20 e passa chili).. Sì.. occhei... ma 150 contro 4.. In Argentina 1 peso ha lo stesso potere di acquisto di 1 euro. Ripeto: non 150 vs 50 o 40 o 30 o 20.. NO 150 vs 4. Se a voi va bene così sono cazzi vostri.. Il problema è che sono cazzi miei, nostri anzi.. non vi sembra che da noi ci sia qualcosa che non va?!? ...giusto qualcosina..&lt;br /&gt;Dopo il dermatologo, al tramonto, Vitto mi fa fare un bellissimo giro a vedere le ville sulla collina sopra la foce del rio.. Splendido: alcune sono abbandonate, altre in vendita, altre abitate; per vederle ci arrampichiamo sui cancelli, guardiamo in mezzo alle inferriate, cerchiamo di capire che tipo di gente ci vive dagli oggetti nei giardini.. Estasiati dalla bellezza di quelle casone, mi sembrava di avere 13 anni, mi sentivo dentro a un libro di Pasolini! Ragazzi di vita, regalatomi da papà per i 17 anni; con tutto che non è che mi sia piaciuto tantissimo..&lt;br /&gt;Dopo il giretto, Vitto sente -per uscire a cena - una sua amica che però gli dice che non può muoversi e di raggiungerla a casa. Arrivati a casa sua ci apre il padre (lei sta docciandosi..), e gli facciamo compagnia mentre mangia; lui non l'aveva mai visto, io tantomeno... Quando lei arriva nel living ci dice che stasera però deve uscire con un tipo. Il padre, sentita questa novità e vedendo le nostre facce, la sgrida e le dice che non ci si comporta così, non è buona educazione.. lei protesta per un p'o poi chiama due sue amiche e si va fuori tutti insieme (senza il tipo..).&lt;br /&gt;Mangiamo (bene) in una specie di discotechina e ad un certo punto succede una cosa che -per forza- mi colpisce. La tipa (sempre la stessa, tale Brenda!) si macchia la gonna. E' seduta di fronte a me... con estrema naturalezza prende il suo tovagliolo di carta, afferra il mio bicchiere pieno d'acqua che avevo in mano mentre stavo bevendo, ci infila il suo "fazzollo di cartone" (non lo bagna, ce lo infila dentro) e prova a smacchiarsi.. Sarà che sono un pò snob, ma vi assicuro che prima di bere -comunque- ho pensato (ridendo) a quello che lei aveva appena fatto..&lt;br /&gt;La serata 'è poi filata liscia fino alle 6, con me e Vitto che ci siamo fatti tirare in mezzo (a quell'ora ....) da un gruppettino di allegre ventenni (Brenda &amp; friends nel frattempo se ne erano andate).. Quando poi han cercato di portarci in un altro posto a ballare siamo riusciti a tornare autonomi di pensiero e d'azione e rincasare..&lt;br /&gt;Domenica 27.11.05&lt;br /&gt;Maria, la sorella di Vitto, é arrivata stamane dall'Italia. Vitto per andarla a prendere all'aeroporto doveva passare da casa di sua zia alle 9:00 per prendere la macchina. Ci svegliamo alle 9:30 con la zia che citofona incessantemente. É incazzata nera. Lui si becca una bella ramanzina, poi ci si avvia verso Ezaiza.&lt;br /&gt;Verso le 15:00 si va a mangiare a San Telmo, un quartiere coloratissimo e di una vitalitá impressionante. É pieno di bambini che corrono e che ti sorridono: davvero noi non siamo piú abituati a condividere i nostri spazi con i bambini (con tutto che da noi sembrano essere una specie in via d'estinzione, il sistema inn cui siamo immersi li respinge-in tutti i sensi-), é un grosso peccato.. e siamo noi i primi a perderci. Siqamo in un ristorantino delizioso con quasi una decina di tavolini in legno scuro, alcuni ricoperti da classiche tovaglie a quadretti bianchi e blu. Alle pareti ci sono apeese tantissime foto in bianco e nero, altre virate seppia, che ritraggono attori, ballerini di tango, cantanti argentini degli anni '50 e '60. C'é anche la foto dell' Estudiantes campione del mondo 1968. Favolosa, é incredibile hanno tutti facce da eroi. Molto simpaticamente parlo un pó con il proprietario ricordandogli che l'anno dopo ci hanno provato ancora ma che contro si erano ritrovati il grande Milan di Rocco. Ovviamente io non ero ancora spuntato fuori su questo mondo, ma quella vittoria, comunque, la sento mia. Il grande potere del calcio.. Tra un bife de chorizo (o lomo, non ricordo), Vitto e Maria iniziano a "discutere", riguardo al proprio padre (da tempo separato dalla madre); lui difendendolo, lei attaccandolo. Io lí in mezzo.. In teoria la circostanza avrebbe dovuto almeno imbarazzarmi, per la veritá invece mi sentivo tranquillo. Trovavo il quadretto familiare quasi normale (fortunatamente io non ho avuto di questi problemi), anche perché dalle loro parole traspariva affetto verso ambedue le figure genitoriali. Prima di partire ho fatto per un mesetto pratica con due avvocati (femmine) davvero crasti che si occupano di diritto di famiglia. Anche se in poco tempo ho avuto l'opportunitá di iniziare a comprendere l'assoluta difficoltá diriuscire a ricondurre in termini di torto o ragione i comportamenti dell'uno e dell'altro genitore. Al contempo, l'innegabile svantaggio e difficoltá che per forza di cose si riflette sui figli (specie se piccoli). Mi rendo conto di star banalizzando la questione, ma penso sia cosí, non c'é nulla da fare.. quando due persone si separano e hanno figli piccoli.. sono questi ultimi le figure deboli, é a loro che deve correre il primo pensiero di quelli che comunque rimarranno la loro mamma e il loro papá. Ogni tanto i genitori sono capaci di capire la situazione, altre volte si comportano come adolescenti che tramite i figli si fanno i dispettini l'un l'altro. Non so perché dico tutto questo.. Sí, fgorse per spiegare il grado di (triste) normalitá ed ineluttabiltá di certe situazioni.&lt;br /&gt;Finito di mangiare andiamo su una terrazza a berci un mate. Fa un caldo torrido, é come se ci fossero 40° (io tra l'altro.. non soffro il caldo.. no..). Sudo (strano!!) ininterrottamente per 2 ore, vado almeno 7, 8 volte in bagno a darmi una sciacquata, anche se ció mi da sollievo per pochi secondi, non di piú. In questa situazione di evidente difficoltá arrivano due francesi (di cui una, Sylvie, carina e con un bellissimo modo di fare) e un basco (tale Andreu, very simpa). Arriva anche Munir, tipico gnoccone argentino che piace di brutto alle italiane (alto, grosso, pelo nero, addome scolpito, tatuato, un pó "alterna"), un tipo che da quando sono arrivato vedo tutti i giorni e col quale c'é decisamenmte "buena onda". Sembrano tutti un pó preoccupati per il mio stato (pensate di stare ad un tavolo con un tipo rossissimo che gronda sudore), cambiano 2 o 3 volte tavolo alla ricerca di un'ombra o un vento che non c'é, infine andiamo a casa delle due francesi. É deliziosa: 2 piccoli piani, un piccolo patio interno con un'amaca, tutta colorata e decorata e un grado d'igiene che rasenta lo zero. Non faccio in tempo a complimentarmi dicendo "lindissimo!!", che uno scarafaggio di mezzo chilo va sul piede della tipa che inizia a strillare come una forsennata. Ora... Cazzo!! Ma se ti fanno schifo gli scarafaggi (ce ne sono tanti schiacciati qua e lá), tieni la casa- non dico pulita- ma almeno decente... e vi assicuro che non sono un maniaco dell'ordine. Aspettiamo la sera parlando di tutto (sudamerica, manu chau, bush, ricette di cucina, terrorismo) e bevendo birra; tutto ció con io che, seduto per terra appoggiato indietro sulle mani, facevo attenzione ad evitare nuove incursioni "nemiche".&lt;br /&gt;Non pensavo che questa fosse una situazione "estrema" peró sicuramente ..cosí.. notevole, direi. Lunedí srea invece ho visto qualcosa di ben piú "duro". Sono in una splendida e grande casa nell'Avenida de Mayo dove vive un numero imprecisato di ragazzi/e (almeno una decina). É arrivata ad aprirci una ragazza con un vibratore fluorescente infilato nella cinta (lo mostra a me e Vitto divertita!). Musica a palla, tre tipe che ballano da sole, dei ragazzi che hanno ormai preso la forma del divano che li ospita, un chico che dorme seminudo su un'amaca ad altezza terra stesa in un balcone, Munir (ospite) su un materasso su un'altro balconcino, un tizio stralunato trentanovenne, in una cameretta distrutta, che da due anni cerca di costruire un nuovo strumento musicale (per farmelo sentire si mette a suonare "la partita di pallone" di Rita Pavone!!), altra gente sbattuta qua e lá e intorno e per terra una miriade di bottiglie vuote, cicche spente, vestiti, giornali vecchi e cd's... Non mi ha mai dato fastidio il casino, peró per spiegarmi, mi fa un certo effetto vedere la gente che scenera per terra in casa propria. Detto questo, devo dire che sono stati gentilissimi con me, mi hanno offerto mate e gelato e mi hanno datoanche qualche utile consiglio su dove andare.. purtroppo il prox 7.12 fanno una festa in casa (mi ha detto Vitto che sono memorabili), non ci saró... si fanno chiamare "la familia de Mayo", sicuramente me li ricorderó!&lt;br /&gt;Martedi 29.11.05&lt;br /&gt;Il caro Vitto, sempre lui.., decide di fare una cena italiana a casa sua. Menú: bruschette, pizza, pasta, macedonia. Saremo una ventina: oltre alui e sua sorella, intervengono Munir (sempre di ottimo umore), Andreu, Laura e Christie (una sua collega di stage alla Nación), la sorella di Christie (di cui il buon Vitto é invaghito), Laura (un'amica di Laura-scusate ilgiuoco di parole), Giovanni (un direttore di fotografia emigrato dall'Italia qui in cerca di lavoro), Loli (un'amichetta di Vitto con un culetto niente male!) e un pó di ragazzi della familia de Mayo. Fa un pó effetto vederli in un lussuoso e pulitissimo appartamento. Dico pulitissimo perché qui c'é addirittura una signora che viene tutti i giorni a fare le pulizie. é simpaticissima e davvero gentile, con una eleganza tutta sudamericana. Sabato scorso io e Vitto ci siamo svegliati tardi (dopo il primo concerto dei Pearl Jam, siamo andati prima a bere qualcosa, poi -alle 4:20- ci siamo diretti ad una festa universitaria) e non eravamo in formissima.. dovevate vedere la sua faccia, ci ha detto "non preoccupatevi! anch'io ho fatto le 4 ieri sera".. la cosa strana é che la signora ha almeno sessant'anni...Tornado alla familia de Mayo, c'é da dire che comunque nessuno di loro sembra fuori luogo: c'é una splendida atmosfera. Si balla una buona e molto apprezzata (!) musica (una delle mie ultime compilation, fatta per una tipa conosciuta ad una cena ad Amsterdam durante un'indimnticabile vacanzina in camper con "i ragazzi"), si scherza, alcuni ci provano con le tipe, si ride (...), si beve (tanto). Ad un certo punto mi ritrovo a parlare con Andreu della situazione nei Paesi baschi: in poco piú di mezz'ora ci facciamo fuori bicchiere dopo bicchiere 2 bocce da 1 litro di cerveza. É fatta (..."É".., siamo..). Una ragazza dell'Avenida de Mayo prende la chitar5ra e inizia a cantare una spassosissima versione di Let it be adattata a Guia T, la guida tipo stradario di Buenos Aires, e qualche canzone dai ritmi sudamericani. Dato che l'atmosfera é decisamente allegra, non so come, iniziano a prendermi per il culo per la mia passione per Bruce Springsteen (Vitto ha fatto l'infame..). Porca Vacca!! anche a piú di 10000 km di distanza!! Le battute si sprecano, fino a darmi del "fottuto yankee" (...a me?!?!), poi sempre ridendo (ancora per colpa di Vitto) mi danno la chitarra dicendomi di suonargli qualcosa del "Boss, Yeah!!" (facendomi anche le smorfie e canticchiando Born in the U.S.A.). Ho avuto uno scatto d'orgoglio.. di brucie non ci ho suonato nulla peró facendo qualcosa dei Pearl Jam e dei Creedence ci siamo divertiti facendo e ripetendo mille volte i ritornelli.&lt;br /&gt;La situazione si é fatta via via piú allegra con gente che faceva flessioni sugli stipiti delle porte, altri che facevano la candela contro il muro (in maniera assai goffa), gare di capriole, tipi (Giovanni in particolare) che facevano sempre piú gli splendidi con le tipe, qualcuno provava a giocare a nascondino e tanto tanto buonumore. Verso le 3:00 siamo poi usciti..&lt;br /&gt;Davvero... una bella serata.&lt;br /&gt;P.s. peccato che la pasta allo zafferano e zucchine, che doveva essere il piatto forte della serata, facesse schifo perché troppo troppo salqata. ...No!! non sono stato ioa mettere il sale!!&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Domani mi sveglieró in Uruguay (no! mi sveglierá la polizia alla frontiera), sicuramente sará diverso.. un pó piú viaggio, un pó meno vacanza.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Ah!! I Pearl Jam non hanno fatto Baba'o' Riley.. i concerti sono stati splendidi, lo stadio era strapieno e dietro il palco (messo sul lato lungo del campo) c'erano degli alti palazzoni sui cui balconi c'erano intere famiglie che ballavano, avete presente quei pochi stadi in Italia dove ci sono le case intorno da cui la gente guarda le partite? Mi piacciono da impazzire, figuriamoci qui con i Pearl Jam che suonano!! Sotto, nel prato, era una bolgia... ma una bolgia vera, energia a mille! Il secondo giorno, lí in mezzo, durante Jeremy, ho avuto un abbassamento di pressione non so proprio dovuto a cosa.. me ne sono andato in fissa su un dente che mi faceva male e ho iniziato a proccuparmi. Sono andato a prendermi un panino e una fanta e ho raggiunto di nuovo gli altri. Due giorni dopo sono andato dal dentista che mi ha detto di star tranquillo che non c'era nulla che non andava.. Cosí posso anche dire di essere andato dal dentista a Buenos Aires!!! &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;...perché Last Kiss?? Perché i Pearl Jam l'hanno suonata come prima dei bis la seconda sera e lo stesso concerto era iniziato con la versione castillana sparata a mille dalle casse (un pó come C'era una volta il west prima dell'entrata della E street a Milano sabato 28 giugno 2003). Last Kiss é una canzone di tale Cochran dei primissimi anni sessanta (forse addirittura del '58) e nonostante il testo non c'entri nulla, qundo quella sera l'ho sentita é stata un pó come una premonizione. Una condizione necessaria per vivere al massimo, il piú intensamente possibile e senza rimpianti, questo viaggio. Un ultimo, piccolo e affettuoso bacio caduto in un'altra e imprecisata parte del mondo. Forse viaggiare insegna anche questo.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Uruguay.. I'm comin' on to you!!&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/18988284-113363959884402836?l=diariosdecarlito.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://diariosdecarlito.blogspot.com/feeds/113363959884402836/comments/default' title='Post Comments'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=18988284&amp;postID=113363959884402836' title='0 Comments'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/18988284/posts/default/113363959884402836'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/18988284/posts/default/113363959884402836'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://diariosdecarlito.blogspot.com/2005/12/last-kiss-sulla-strada-per-montevideo.html' title=''/><author><name>carlo</name><uri>http://www.blogger.com/profile/09306282033677721625</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-18988284.post-113339731548460504</id><published>2005-11-30T16:24:00.000-08:00</published><updated>2005-11-30T19:48:45.230-08:00</updated><title type='text'></title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt;&lt;a href="http://photos1.blogger.com/blogger/6322/1870/1600/107_0794.jpg"&gt;&lt;img style="FLOAT: left; MARGIN: 0px 10px 10px 0px; CURSOR: hand" alt="" src="http://photos1.blogger.com/blogger/6322/1870/320/107_0794.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size:180%;color:#ff0000;"&gt;&lt;strong&gt;I am mine&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;Buenos Aires 25.11.05&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Bene.&lt;br /&gt;Questo blog è il diario di un viaggio. Un blog fatto quasi per caso nella fretta degli ultimi preparativi prima della partenza. Non sono esattamente un esperto delle nuove tecnologie, la mia confidenza con l'informatica è forse infatti paragonabile alla confidenza di Walter Zenga con il parare i rigori o, per i più giovani, alla confidenza di Silvio con il concetto di "istituzione". Cioè... non so se mi sono capito..&lt;br /&gt;Non ho la più pallida idea delle storie e dei luoghi che questo blog ospiterà. Non so infatti né quando né da dove ritornerò. La cosa mi affascina moltissimo. Ho di fronte a me alcuni mesi in cui posso andare dove voglio e fare ciò che mano a mano mi verrà in mente: sono libero.&lt;br /&gt;In teoria dovrei fare ricerca per scrivere almeno un articolo da pubblicare per una comparazione tra la lotta armata italiana e una tipologia di terrorismo sudamericano, in vista di un dottorato di ricerca il cui bando sarà il prossimo agosto. Questo è il mio unico dovere.&lt;br /&gt;Arrivo qui nella Capitàl due giorni fa, la mattina di mercoledi 23 novembre. Appena uscito dall'aeroporto mi accoglie un bell'acquazzone, era splendido ritrovarsi così: l'odore della terra bagnata, le gocce di pioggia che il vento porta sotto la pensilina, aspettando l'autobus seduto sul proprio zaino e con di fronte il continente. E' il terzo viaggio che faccio qui in Sud America, l'ultimo nel marzo 2003, mi mancava tremendamente.&lt;br /&gt;Dopo due bus e un subte giungo alla casa del cugino di Elios, Vitto, che vive da solo in un grande appartamento in centro dove mi ospiterà per i primi giorni. Trovo Vitto con dei bei baffoni neri, dimagritissimo (è a dieta, mi spiegherà) e davvero gentile con me. Mi da addirittura una camera (mi bastava un pezzo di pavimento) e subito si organizza per farmi conoscere dei suoi amici tra cui Laura, la ex tipa di Isacco- cugino di Maggiko-, che sta facendo uno stage alla Naciòn e che potrebbe consigliarmi qualcosa per le mie ricerche. Infatti penso (ma cambio idea ogni 12 ore) che prima mi tolgo dalle palle 'sto sbatti dell'articolo, meglio è. Semplicemente fare uno studio sull'utilizzo del termine "terrorismo" qui in Argentina lo troverei davvero fertile. Pensate che questo è uno di quei posti al mondo in cui "terrorista" è praticamente sinonimo di "dissidente", e ciò avviene per ragioni puramente storiche, non di "simpatia". Non sarà mica a questo punto che ci porteranno i nostri Masters of War? In più ci sarebbe da fare tutto un discorso sull’impossibilità di riunire nello stesso insieme fenomeni come quello del terrorismo fatto da chi detta le regole (di Stato) e quello del terrorismo diretto contro chi detta le regole. Ciò che infatti unisce i due fenomeni sarebbe lo "spargere terrore", un qualcosa non rilevabile empiricamente (ha connotati estremamente soggettivi, riferendosi infatti a stati d’animo) e quindi decisamente non utile in un approccio, per così dire, scientifico. Purtroppo questo non mi sembra il giusto luogo per approfondire la questione e, mio malgrado, la lascio così.. abbozzata.&lt;br /&gt;Come abbozzata rimarrà questa prima pagina di diario, infatti in questi tre giorni non sono stato fermo un attimo, Vitto è davvero superattivo e il tempo che ho avuto per scrivere purtroppo (o meglio, per fortuna) è ora finito.&lt;br /&gt;Sono le 18:00, sto per uscire per andare a vedere i Pearl Jam allo Stadio del Ferro, dove il concerto è stato spostato (inizialmente doveva essere alla Bombonera) perché le richieste di biglietti per il prato erano il doppio rispetto a quelli sulle tribune; in questa nuova "Venue" infatti c’e’ anche la pista olimpica e le tribune sono molto piu’ piccole. Avete mai sentito qualcosa del genere in Italia?? Se finiscono i biglietti del campo sono cazzi tuoi, paghi il doppio e ti prendi quelli sulle tribune… Stasera vado da solo, domani (certo che vado anche domani!! ‘sti bastardi li sto aspettando da 5 anni in Europa!! Inoltre data e luogo di inizio viaggio mica sono stati casuali..) invece con tutto il gruppone di argentini e cileni conosciuti grazie a Vitto. Il biglietto però ce l’ho solo per oggi. Saranno due concerti "pa-u-ra", sono esaltato come un caimano, l’unica preoccupazione è che duri troppo e che quindi al ritorno non ci siano più bus. Non vorrei ritrovarmi sol soletto in un posto a 50 minuti di autobus (n.192) da qui in una zona sconosciuta di Buenos Aires, di notte senza sapere dove cazzo andare.. Al massimo chiederò!! Tra oggi e domani darei non so cosa per sentirmi la loro cover di Baba’O’Riley degli Who!! Provate a sentire la versione di Seattle Wash. 6.11.00 (penultima canzone, dopo The kids are all right e prima di Yellow Ledbetter): indescrivibile. Visto che però sarà davvero dura, mi accontenterei (e sarà abbastanza facile, essendo il singolo dell’ album del 2002) di sentire per la prima volta in concerto I am mine.. una canzone splendida, dura, malinconica, carica di energia, la canzone di uno che va lungo la sua strada, magari… con il suo bello zaino sulle spalle.&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/18988284-113339731548460504?l=diariosdecarlito.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://diariosdecarlito.blogspot.com/feeds/113339731548460504/comments/default' title='Post Comments'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=18988284&amp;postID=113339731548460504' title='5 Comments'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/18988284/posts/default/113339731548460504'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/18988284/posts/default/113339731548460504'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://diariosdecarlito.blogspot.com/2005/11/i-am-mine-buenos-aires-25.html' title=''/><author><name>carlo</name><uri>http://www.blogger.com/profile/09306282033677721625</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>5</thr:total></entry></feed>
